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Verifica dell'età obbligatoria su Windows, Mac e Linux: negli USA una proposta di legge fa discutere

Negli USA si sta discutendo l'aggiunta di una verifica obbligatoria dell'età sui sistemi operativi, che fa tremare per ciò che potrebbe comportare.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   18/04/2026
Il desktop di default di Windows 11

Negli Stati Uniti si sta facendo strada una proposta di legge che potrebbe cambiare radicalmente il nostro rapporto con i computer. Ribattezzata "Parents Decide Act" e presentata alla Commissione per l'Energia e il Commercio della Camera con il sostegno bipartisan del democratico Josh Gottheimer e della repubblicana Elise Stefanik, il testo punta a imporre ai sistemi operativi, come Windows, MacOS e persino le distribuzioni open source di Linux, di verificare l'età degli utenti.

Una legge che preoccupa

La legge mira a "richiedere a qualsiasi utente del sistema operativo" di inserire la propria data di nascita sia per "configurare un account sul sistema operativo e utilizzare il sistema operativo". Ma non finisce qui: la parte forse più controversa riguarda la condivisione di questi dati. I fornitori di OS sarebbero infatti obbligati a "sviluppare un sistema per consentire a uno sviluppatore di app di accedere a qualsiasi informazione necessaria, raccolta dal sistema operativo [...] per verificare la data di nascita di un utente". In altre parole, qualsiasi programma installato sul PC avrebbe teoricamente accesso ai dati anagrafici inseriti a livello di sistema.

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Il vero nodo della questione risiede però nei metodi di verifica, un dettaglio cruciale che solleva enormi dubbi sulla sicurezza. Attualmente non è chiaro se basterà una semplice autodichiarazione o se sarà richiesto un vero e proprio controllo dei documenti d'identità. Il testo di legge, infatti, delega queste decisioni a una fase successiva all'eventuale approvazione.

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Nello specifico, la proposta stabilisce che "entro e non oltre 180 giorni" dalla promulgazione, la commissione dovrà determinare: "Come un fornitore di sistemi operativi possa verificare la data di nascita di un genitore o tutore legale" (o di un utente adulto) e gli "standard di protezione dei dati relativi a come un fornitore di sistemi operativi debba garantire che una data di nascita raccolta [...] avvenga in modo sicuro per mantenere la privacy dell'utente [...] e non venga rubata o violata".

Per gli addetti ai lavori, questa prospettiva suona come un vero e proprio incubo per la privacy. La legge non solo obbligherebbe i sistemi operativi ad archiviare informazioni personali sensibili, ma imporrebbe anche di condividerle con software di terze parti. Una mossa che genera forte scetticismo tra gli esperti di tecnologia, i quali faticano a fidarsi di sistemi di protezione improvvisati, ricordando come fughe di dati e violazioni della sicurezza siano ormai all'ordine del giorno, dai recenti problemi con la verifica dell'età su Discord fino ai massicci furti di dati personali dai database governativi o privati.