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Street Fighter 6, Capcom temeva che la serie morisse entro dieci anni senza un rinnovamento

Essere un nome conosciuto non basta per sopravvivere nel mercato videoludico; è questa la lezione che Capcom ha tratto dalle difficoltà di Street Fighter 5.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   09/10/2026
Uno degli ultimi combattenti aggiunti a Street Fighter 6
Street Fighter 6
Street Fighter 6
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Il lancio di Street Fighter 5 ha rappresentato un momento difficile per Capcom e per il gruppo di sviluppatori responsabile della serie. Dopo il successo ottenuto da Street Fighter 4, che aveva contribuito a rilanciare i picchiaduro, il capitolo successivo aveva deluso parte del pubblico. Al momento dell'uscita, il gioco era stato criticato per la scarsità di contenuti, il roster iniziale più limitato rispetto alle aspettative e i problemi legati ai server. Una situazione che aveva reso evidente la necessità di ripensare l'approccio alla serie.

Shuhei Matsumoto, producer di Street Fighter 6, ha raccontato in un'intervista quanto fosse concreta la preoccupazione per il futuro della serie. "Quando noi due ne parlavamo durante lo sviluppo di Street Fighter 5, ci siamo resi conto che, se non avessimo fatto qualcosa per Street Fighter, probabilmente la serie sarebbe morta nel giro di dieci anni", ha spiegato, riferendosi alle riflessioni condivise con Takayuki Nakayama, director del sesto capitolo. "Era una questione fondamentale. Dovevamo quindi realizzare un gioco che permettesse alle persone di riscoprirla e di tornare a giocarci".

Conquistare nuovi giocatori

Uno dei problemi individuati dal team di sviluppo riguardava l'invecchiamento del pubblico storico. Secondo Matsumoto, molti appassionati di Street Fighter avevano ormai un'età compresa indicativamente tra i 35 e i 45 anni, mentre durante l'epoca d'oro delle sale giochi il pubblico era composto in larga misura da ragazzi più giovani. Nel frattempo, il mercato dei videogiochi si era trasformato e i picchiaduro avevano perso parte della loro centralità, soprattutto rispetto ai generi multiplayer che dominavano l'industria e ai giochi live service.

Il rischio, quindi, non consisteva soltanto nel perdere una parte dei giocatori più affezionati, ma anche nel non riuscire a conquistarne di nuovi, che è poi una delle maggiori difficoltà che sta incontrando il mercato dei videogiochi tradizionale. Matsumoto ha sottolineato come la notorietà della serie non corrispondesse necessariamente a un interesse concreto per il gioco: "Le persone conoscevano la scena competitiva, ma in realtà non giocavano. Questo ci ha fatto pensare: "La situazione è grave"". Il produttore ha poi aggiunto: "Alla fine siamo un'azienda che sviluppa videogiochi, eppure le persone non giocavano al nostro gioco. Non è forse la cosa più fatale che possa succedere? Questo era il pericolo maggiore". Altro problema particolarmente sentito in questi anni: le persone si dicono appassionate di videogiochi, ma si limitano a guardarli in streaming o su YouTube.

Capcom ha annunciato la data di uscita di Arjun, il personaggio scaricabile del Year 4 di Street Fighter 6 Capcom ha annunciato la data di uscita di Arjun, il personaggio scaricabile del Year 4 di Street Fighter 6

La consapevolezza che anche la passione del pubblico potesse diminuire con il passare del tempo ha spinto Capcom a rivedere alcune delle proprie convinzioni. Matsumoto ha assunto la responsabilità della serie insieme a Nakayama dopo l'uscita di scena di Yoshinori Ono, storico volto della serie Street Fighter, nel 2020. Il nuovo team ha quindi impostato Street Fighter 6 con l'obiettivo di non dare per scontato che chi conosceva la serie sapesse anche come giocarci, né che i nuovi utenti fossero già familiari con i suoi personaggi e le sue meccaniche. Insomma, ha pensato a un pubblico più ampio rispetto a quello hardcore, facendo centro, in questo caso, visto che in estate l'editore giapponese ha annunciato vendite per più di 7 milioni di copie.

Sistemi di gioco ripensati

Tra le novità più significative figura il sistema Modern Controls, pensato per semplificare l'esecuzione delle mosse e ridurre la difficoltà degli input tradizionalmente associati al genere. A questo si aggiungono nuove modalità e modifiche alle meccaniche di combattimento, alcune delle quali mirate a rendere l'esperienza meno ostica per chi si avvicina per la prima volta ai picchiaduro. L'intento non era semplicemente abbassare la difficoltà, ma offrire più possibilità per imparare e iniziare a giocare senza dover sbattere contro lo scoglio del sistema classico.

Street Fighter 6 è giocabile a più livelli
Street Fighter 6 è giocabile a più livelli

"Anche se si dice che Street Fighter sia un marchio molto conosciuto, non dobbiamo diventare troppo sicuri di noi stessi", ha dichiarato Matsumoto. "Abbiamo deciso di comportarci come se la generazione attuale non ci conoscesse. Dobbiamo spiegare correttamente le cose a chi ha appena iniziato a giocare, per esempio chi sono i personaggi e come si gioca, senza dare per scontata quella familiarità".

La sfida per Capcom, dunque, non consisteva soltanto nel correggere gli errori del predecessore, ma nel garantire a Street Fighter un futuro in un mercato profondamente cambiato, senza snaturarlo, pur di fronte alle proteste dell'utenza storica, spesso troppo presa da se stessa per preoccuparsi del futuro di ciò che dice di amare.

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