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Steam blocca un gioco indie per presunta violazione di copyright di un gioco dello stesso autore

Wired Tokyo 2007 è stato bloccato da Steam per violazioni di copyright... di un gioco degli stessi sviluppatori: Daikichi_EMP.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   05/05/2026
Due personaggi di Wired Tokyo 2027

Daikichi_EMP, sviluppatore indipendente del gioco d'azione 3D in stile anime Wired Tokyo 2007, il 30 aprile scorso avrebbe dovuto pubblicare una demo gratuita su Steam dello stesso. La pubblicazione non è avvenuta per un motivo paradossale: Steam ha segnalato alcuni elementi del gioco come potenziali violazioni di proprietà intellettuale di terze parti. Il problema? Daikichi_EMP ha respinto l'accusa, precisando che l'oggetto della contestazione sono due giochi da tavolo, Second Best e DinoStone, creati dallo stesso sviluppatore, di cui possiede tutti i diritti. A sostegno della sua posizione, ha fornito link e documentazione che dimostrano come entrambi i titoli siano stati pubblicati sotto lo stesso nome utente.

Farsi dei contratti da soli

La risposta di Steam non è però cambiata. La piattaforma ha continuato a citare possibili somiglianze con opere esistenti, menzionando tra gli esempi "un gioco di carte a tema dinosauri", riferimento evidente a DinoStone, e ha richiesto garanzie più formali: un accordo di licenza sulel proprietà intellettuali in questione, oppure un parere legale di un avvocato che analizzi la situazione e spieghi perché non siano necessarie licenze. "Senza tali garanzie, non abbiamo intenzione di pubblicare la vostra applicazione", recita il messaggio ricevuto dallo sviluppatore.

Al momento X/Twitter ha dei problemi
e non è possibile caricare il post

Il nodo del problema è proprio qui. Se da un lato è comprensibile che Steam voglia tutelarsi da eventuali contenziosi legati alla proprietà intellettuale, dall'altro la soluzione prospettata risulta di fatto inaccessibile per un creator indipendente di piccole dimensioni: rivolgersi a un legale ha costi che Daikichi_EMP ha definito insostenibili per le sue condizioni. Inoltre, il tutto gli appare decisamente kafkiano, visto che le contestazioni riguardano giochi creati da lui.

Per questo, stando a un aggiornamento del 2 maggio, lo sviluppatore ha tentato una nuova strada: ha redatto e firmato un documento in cui dichiara di concedere a se stesso il permesso di utilizzare le proprie opere, Second Best e DinoStone, e ha ripresentato il gioco a Steam. Speriamo che questa volta tutto vada per il meglio e che la piattaforma di Valve inizi a lavorare per evitare casi simili.

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