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StarCraft è uno sparatutto narrativo con un finale: non è un gioco a stagioni

Blizzard ha raccontato cosa possiamo aspettarci dallo sparatutto di StarCraft: non sarà un gioco live service infinito, ma un titolo narrativo con un finale.

NOTIZIA di Marie Armondi   —   14/09/2026
StarCraft

Durante la Opening Ceremony della BlizzCon, il GM e Creative Director Dan Hay - noto soprattutto per aver lavorato su Far Cry dal terzo capitolo in poi - ha parlato con le testate coreane riguardo al nuovo sparatutto della serie StarCraft.

Inven Global ha riportato le informazioni condivise sull'opera e su cosa possiamo aspettarci da essa.

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"Se dovessi descrivere la struttura generale che immaginiamo attualmente, si tratta di un 'prodotto completo'", ha dichiarato Hay. "È uno sparatutto open world guidato dalla narrazione in cui i giocatori creano un personaggio, gli danno un nome e ne seguono la storia. La storia ha un inizio, uno sviluppo e una fine."

"Potete girovagare ed esplorare un ricco open world, ma la nostra storia ha una conclusione definitiva. Pensatelo come l'acquisto di un gioco stand-alone in scatola, da giocare per viverne la storia. Speriamo che ai giocatori piaccia, che lo amino e che tornino da noi in futuro. Quanto meno, ciò che stiamo sviluppando in questo momento non è un gioco a stagioni."

Hay svela qualche dettaglio in più sulla struttura di StarCraft, distinguendo tra "missioni serie" con conseguenze narrative ed esplorazione dell'open world, spiegando che "se una determinata missione risulta troppo difficile, potete tornare nell'open world e dedicarvi ad altre attività con i vostri tempi."

"Se vi manca un equipaggiamento adeguato, potete avventurarvi nel mondo, recuperare ciò di cui avete bisogno, sistemare la vostra armatura e riprovarci", ha detto Hay. "... Mi piace vagare con calma, esplorare, scoprire cose nuove e imbattermi in risvolti inaspettati."

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Hay ha inoltre spiegato che StarCraft è ambientato 70 anni dopo gli eventi di StarCraft 2, un salto temporale che ha garantito una notevole libertà narrativa.

"Grazie a questo, possiamo costruire nuove storie, avventure e personaggi", ha dichiarato. "Fazioni che in passato si presentavano in un certo modo potrebbero aver cambiato prospettiva nell'arco di 70 anni, essere entrate in disaccordo o essersi frammentate in varie fazioni minori. Questi cambiamenti offrono ampio spazio per plasmare nuove narrazioni. È fondamentale raccontare una storia inedita preservando al contempo il tipico tono cupo e crudo di StarCraft e la sua atmosfera da space western."

Vi lasciamo al nostro approfondimento dedicato alla BlizzCon 2026, la rinascita di Blizzard passa da Diablo V e StarCraft.

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