In una conference call sugli utili di Sony, la CFO Lin Tao ha affrontato il problema della crisi delle RAM, relativamente a potenziali aumenti di prezzo di PlayStation 5. Ha spiegato che l'azienda è già nella posizione di assicurarsi la quantità minima di memoria necessaria per l'intero anno: "In futuro, intendiamo negoziare ulteriormente con vari fornitori per garantire una fornitura sufficiente a soddisfare la domanda dei nostri clienti", ha spiegato, aggiungendo poi che l'azienda prevede di "minimizzare l'impatto" dell'aumento dei costi della memoria concentrandosi sulla "monetizzazione della base installata" e sulla crescita dei ricavi derivanti da software e servizi di rete. Pagheranno gli utenti, quindi.
Pagheranno gli utenti
Viste le vendite di software dell'ultimo periodo, la strategia potrebbe rivelarsi vincente.
Le vendite totali di software per PS5 e PlayStation 4 sono arrivate a 97,2 milioni di unità, in crescita di 1,3 milioni rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente (95,9 milioni). I download digitali sono cresciuti del 2%, rappresentando il 76% di tutte le vendite. Anche il numero di utenti attivi mensili su PlayStation Network è salito a 132 milioni, rispetto ai 129 milioni dello stesso trimestre dell'anno scorso.
Anche altre mosse di Sony, come vendere un modello solo digitale di PlayStation 5 in Giappone a un prezzo ridotto, sembrano mirate a far crescere la base installata, per aumentare i ricavi sulla vendita di giochi e servizi. Rimane da vedere se queste ultimi riusciranno davvero ad assorbire il corposo aumento di prezzo delle RAM e dei supporti dati, che sta creando enormi problemi, di non facile soluzione. Basti pensare al rinvio del lancio del nuovo hardware di Valve per rendersene conto.