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Scienziati hanno coltivato il laboratorio delle cellule cerebrali capaci di videogiocare

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   03/03/2026
Delle cellule cerebrali

Un gruppo di cellule cerebrali umane coltivate in laboratorio è riuscito, apparentemente, a compiere un'impresa incredibile: imparare a giocare a un videogioco estremamente rudimentale, pur non disponendo di occhi, orecchie o di alcun vero input sensoriale. Siamo lontanissimi da esperienze complesse, ma per la ricerca si tratta di un progresso davvero significativo.

Scope e carrelli

Secondo i ricercatori della University of California, Santa Cruz, gli organoidi cerebrali sono stati addestrati a risolvere un problema noto come "cart-pole", paragonabile a tenere in equilibrio un bastone digitale su un carrello in movimento. È un test comunemente usato anche per valutare sistemi di intelligenza artificiale.

In questo caso, il tasso di successo delle cellule è passato dal 4,5% al 46% dopo un addestramento basato su dei segnali elettronici: impulsi punitivi in caso di errore e ricompense quando la risposta risultava corretta.

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A prima vista il risultato può sembrare modesto rispetto alle capacità delle moderne IA, ma viene considerato un traguardo importante, perché dimostra la potenza computazionale intrinseca anche in minuscoli aggregati di tessuto cerebrale, che in prospettiva potrebbe essere usata anche per compiti più complessi in futuro.

Il rapporto sottolinea inoltre che alla Northwestern University sono già in corso studi su interfacce bioelettriche in grado di collegarsi direttamente al tessuto cerebrale. Se tali ricerche dovessero progredire, in futuro si potrebbe arrivare ad avere dei sistemi di intelligenza artificiale combinati con, o addirittura alimentati da, vere cellule cerebrali umane. Per ora si tratta di uno scenario teorico, ma appare più concreto rispetto al passato.