Il limite di 8GB di RAM del MacBook Neo non sarebbe il risultato di una scelta deliberata al ribasso da parte di Apple, ma una conseguenza diretta del design del chip A18 Pro. Il SoC utilizza la tecnologia InFO-POP di TSMC, che prevede l'integrazione fisica della memoria DRAM direttamente sopra il die, all'interno dello stesso package in silicio.
Questa scelta comporta un vantaggio in termini di compattezza ed efficienza, ma limita la possibilità di espandere la memoria. A differenza dei design tradizionali, dove la RAM è saldata sulla scheda madre e può essere configurata in modo più flessibile, nel caso dell'A18 Pro la memoria è parte integrante del chip.
La strategia di Apple relativa alla RAM del MacBook Neo
Apple avrebbe potuto teoricamente optare per una variante con 12GB di RAM, ma ciò avrebbe avuto un impatto diretto sul prezzo finale. Il MacBook Neo è stato infatti progettato per essere un portatile accessibile, con un prezzo di partenza di 599 dollari. L'adozione di un modulo LPDDR5X da 12GB, in un contesto di carenza globale di DRAM, avrebbe comportato un costo stimato di circa 70 dollari per unità, rendendo difficile mantenere il prezzo competitivo. Un'alternativa sarebbe stata l'adozione del più recente A19 Pro, già dotato di 12GB di RAM. Tuttavia, la progettazione e l'approvvigionamento dei componenti richiedono mesi, se non anni, di pianificazione anticipata.
Il chip binning incide sulla RAM del MacBook Neo
Va inoltre considerato il tema del chip binning. Sebbene l'A18 Pro del MacBook Neo condivida la stessa base di quello presente su iPhone 16 Pro e iPhone 16 Pro Max, Apple ha disattivato via software uno dei core della GPU a 6 core, mantenendo comunque la configurazione hardware completa.
Per il target a cui è destinato, il MacBook Neo con A18 Pro e 8GB di RAM rappresenta dunque un compromesso studiato: prestazioni adeguate, prezzo contenuto e design compatto. Voi che cosa ne pensate? Siete incuriositi da questo specifico modello? Fatecelo sapere!