Con Civilization 7, Firaxis Games ha introdotto alcune modifiche sostanziali alla struttura di gioco che andava avanti dal primo capitolo, una decisione che ha sollevato molte discussioni, frenando il successo del gioco. L'elemento di maggiore discontinuità è rappresentato dal nuovo sistema delle "Ere", che impone ai giocatori di cambiare civiltà per due volte nel corso di una singola campagna. Il risultato è che a distanza di oltre un anno dal lancio, Civilization 7 risulta meno giocato su Steam sia rispetto a Civilization 5 che a Civilization 6.
Nonostante la tiepida accoglienza della community, i risultati finanziari dell'ultimo capitolo sembrano essere positivi. In una recente intervista concessa a Stephen Totilo per la newsletter Game File, l'amministratore delegato di Take-Two, Strauss Zelnick, ha rassicurato sull'andamento del titolo, definendolo "redditizio".
Test of Time
Il dirigente ha ammesso che la gestione del progetto ha presentato delle criticità, spiegando che con ogni nuovo capitolo Firaxis cerca di spingersi oltre i limiti per giustificare l'acquisto da parte degli utenti; la vera sfida consiste nel farlo senza alienare i fan storici e, in questo specifico caso, le cose non sono andate come previsto e lo studio ha commesso un errore.
"È davvero un ottimo gioco", ha dichiarato Zelnick a Game File. "Ed è sicuramente redditizio per noi. Ma in questo caso penso che ciò che abbiamo cercato di fare sia stato un passo più lungo della gamba, dal punto di vista del consumatore".
Questa parziale ammissione di colpa trova una risposta concreta nelle strategie attuali di Firaxis, che ha già aggiornato più volte il titolo con il nuovo aggiornamento importante, Test of Time, in arrivo entro la fine del mese. Questo introdurrà proprio la funzionalità più richiesta dalla community: la possibilità di disattivare il sistema delle Ere per tornare a una struttura di gioco più classica e fedele alla tradizione della saga.
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