Forse qualcuno ricorderà la storia: nel 2022, il fondo pensionistico svedese AP7 fece causa a Microsoft per l'acquisizione di Activision Blizzard e, a quanto pare, si troverà a incassare 250 milioni di dollari dal colosso di Redmond, che pare abbia deciso di patteggiare.
La questione è però particolare e si basa soprattutto sul personaggio di Bobby Kotick, con Microsoft che risulta essere un bersaglio di riflesso: la causa, intentata presso la Corte del Delaware nel 2022, sostiene che Kotick abbia affrettato la vendita di Activision Blizzard alla fine del 2021 per evitare le conseguenze degli scandali sulle molestie sessuali che circondavano l'azienda.
In questo modo, Kotick avrebbe procurato un danno agli azionisti, forzando un cambiamento totale nell'assetto dell'azienda per cercare di occultare i problemi che erano emersi sotto la sua guida.
La strana risposta di Kotick
Il fondo AP7 ha cercato di trasformare la propria causa in un'azione collettiva, richiedendo pagamenti aggiuntivi per gli azionisti e persino l'invalidazione dell'accordo di vendita di Activision Blizzard.
La causa cita in giudizio Microsoft, Activision Blizzard e l'ex consiglio di amministrazione dell'azienda, compreso Kotick, il quale ha respinto fermamente le accuse, ma evidentemente la questione non è così semplice, visto che Microsoft pare abbia deciso di accettare il pagamento richiesto.
La risposta di Kotick assume peraltro toni peculiari: oltre a respingere le accuse e difendere il proprio operato, l'ex-CEO di Activision Blizzard cerca di "scaricare" la causa degli scandali alla volontà di fare cattiva pubblicità alla compagnia.
Secondo Kotick, dietro questa specifica controversia legale si celerebbe un altro potente attore del settore dei videogiochi, Embracer Group (produttori di Tomb Raider e Dead Island, detentori dei diritti de "Il Signore degli Anelli").
Secondo l'articolare ricostruzione degli eventi da parte di Kotick e dei suoi legali, Embracer avrebbe collaborato alla causa o, quantomeno, ne risulterebbe una beneficiaria: "Questa causa nel Delaware era apparentemente volta ad aiutare Embracer ad aumentare la propria presenza nel mercato californiano a spese di Activision", scrivono gli avvocati dell'ex-CEO di Activision, "rendendo più difficile per Activision reclutare talenti ed espandersi attraverso attività di fusione e acquisizione, su cui Activision ha storicamente fatto affidamento per crescere".
Embracer, a sua volta, ha negato con veemenza tali affermazioni, dichiarando a Game File, la testata del giornalista Stephen Totilo che riporta tutta la questione, che "forse è difficile da accettare per il signor Kotick, ma non abbiamo avuto e non abbiamo bisogno di alcun aiuto da parte di un fondo pensione svedese per competere con Activision".
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