L'accoglienza riservata a Mass Effect: Andromeda al momento del lancio è stata freddina, per usare un eufemismo, con giudizi trancianti espressi da critica e pubblico per lo stato pietoso in cui versava il gioco, tra bug e problemi vari. Di recente, la questione è tornata al centro dell'attenzione grazie alle dichiarazioni di Tom Taylorson, attore che ha prestato la voce alla versione maschile del protagonista Ryder.
Problemi a tutti i livelli
In un'intervista concessa al sito di appassionati We Are Mass Effect, Taylorson ha detto la sua sulle ragioni per cui il titolo non è stato recepito positivamente, puntando l'attenzione sia sulle decisioni aziendali che sul clima venutosi a creare su internet.
Per quanto riguarda il lato produttivo, l'attore ha sottolineato il ruolo del publisher, spiegando che le tempistiche di sviluppo e le imposizioni tecnologiche hanno compromesso il risultato finale: "È stato trattato male da un publisher che si aspettava troppo; il gioco non era ancora pronto, è stato spinto fuori dalla porta troppo presto e costretto a utilizzare il nuovo motore grafico dell'azienda, nonostante molti membri del team non sapessero come lavorarci e non fosse adatto alla componente narrativa del gioco." Il riferimento è al motore Frostbite di EA, il cui utilizzo imposto in quegli anni creò difficoltà a diversi studi di sviluppo, come avvenne in seguito anche per Anthem.
A queste problematiche interne, Taylorson aggiunge il fattore esterno legato alla ricezione da parte del pubblico e dei creatori di contenuti. L'uscita di una versione iniziale segnata da bug (successivamente corretti tramite vari aggiornamenti, arrivati però quando l'opinione generale si era già consolidata) alimentò una forte reazione negativa in rete. "Oltre a questo, è stato pubblicato in un'atmosfera molto tossica online e altrove nello spazio videoludico," ha aggiunto l'attore. "È diventato rapidamente il bersaglio della settimana per gli utenti online a caccia di visualizzazioni e clic. Il loro amore per l'odio ha chiuso la questione. Quello che mi rattrista è che non è stata l'ultima volta che ho lavorato a un progetto condannato dai detrattori online che scelgono un gioco come bersaglio della settimana: ho lavorato anche ad Highguard."
Nonostante le critiche e l'andamento del progetto, Taylorson ha concluso il suo intervento rivolgendo un pensiero di gratitudine ai giocatori che hanno comunque apprezzato l'esperienza offerta dal titolo, affermando: "C'è qualcosa di buono da dire su un gioco da 7/10 che ti viene in soccorso nel momento del bisogno."