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L'errore con The Last of Us Online non è stato cancellarlo, ma finanziarlo, per un ex veterana di Xbox

Secondo una ex veterana di Xbox, The Last of Us Online non andava proprio finanziato perché il fallimento era l'unico risultato possibile.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   13/04/2026
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La chiusura di The Last of Us Online a fine corsa, avvenuta nel 2023, ha colto di sorpresa persino gli stessi sviluppatori di Naughty Dog. La motivazione ufficiale fu chiara: supportare un titolo "live service" per anni avrebbe prosciugato le risorse del team, compromettendo lo sviluppo di future avventure single-player, tra cui Intergalactic: The Heretic Prophet.

Recentemente, Vinit Agarwal, ex game director del progetto multiplayer, è tornato sull'argomento, descrivendo l'impatto "devastante" di una cancellazione di cui è stato informato solo 24 ore prima dell'annuncio pubblico. Nonostante il gioco fosse "molto, molto vicino alla conclusione", Agarwal ha spiegato che la decisione è maturata a causa del ridimensionamento post-pandemia e del cambio di rotta di Sony sui giochi live service.

"Una delle vittime di questa situazione è stato il gioco che stavo dirigendo", ha spiegato. "Fondamentalmente, a un certo punto, si è dovuta prendere una decisione: 'Ok, facciamo questo gioco o il prossimo diretto da Neil Druckmann, il presidente dell'azienda?' E quindi [...] si capisce cosa sia successo. Hanno dovuto scegliere il gioco che rappresentava l'anima e il pane quotidiano dello studio, piuttosto che questo progetto sperimentale che credo sarebbe stato davvero grande, ma che purtroppo non ha potuto vedere la luce".

Un punto di vista diverso

A offrire una prospettiva differente sull'argomento è intervenuta Laura Fryer, veterana dell'industria ed ex dirigente di Xbox e WB Games. In un recente video, pur esprimendo solidarietà al team di sviluppo, Fryer ha analizzato la vicenda da un punto di vista gestionale, affermando che staccare la spina è stata la decisione più giusta e coraggiosa per Naughty Dog.

Secondo Fryer, completare il gioco solo perché i lavori erano a buon punto sarebbe stato un "classico esempio della fallacia dei costi irrecuperabili".

"Naughty Dog ha preso la scelta più difficile", ha spiegato. "Hanno guardato al futuro e hanno capito di doversi fermare, invece di rischiare di trasformare l'intero studio in un'operazione live service in grado di supportare un solo grande titolo per anni. A mio parere, è stata la decisione giusta, per quanto abbia ferito il team".

Due ex-director di Naughty Dog lavorano a un nuovo gioco ispirato a The Last of Us Online Due ex-director di Naughty Dog lavorano a un nuovo gioco ispirato a The Last of Us Online

Fryer, tuttavia, è molto critica con la dirigenza che ha permesso lo sviluppo del gioco per ben sette anni senza un'adeguata pianificazione. "I giochi live service non sono un mistero", fa notare, sottolineando come qualsiasi leader avrebbe potuto calcolare facilmente l'impossibilità, per uno studio delle dimensioni di Naughty Dog, di supportare l'infinito "tapis roulant" di mappe, stagioni e bilanciamenti richiesti da un grosso titolo multiplayer, continuando al contempo a creare le loro celebri esperienze narrative.

A far aprire gli occhi a Naughty Dog è stato l'intervento di Bungie nel 2023. Come confermato in passato dall'ex dirigente PlayStation Shuhei Yoshida: "Bungie ha spiegato loro cosa comporta creare giochi live service, e Naughty Dog ha capito: 'Ops, non possiamo farlo! Se lo facciamo, non potremo realizzare il nostro prossimo gioco single-player'".

Insomma, Fryer non vede in maniera negativa la cancellazione, nonostante il progetto fosse praticamente concluso, ma critica i dirigenti che lo hanno avallato: "L'ambizione c'era, ma mancava una pianificazione realistica iniziale [...] Il dolore del team è reale [...]. Ma staccare la spina non è stato il vero errore. Il vero errore è stato dare il via libera a questo esperimento senza fare prima i compiti a casa". Chissà se a Jim Ryan prudono le orecchie.