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L'autore di Stardew Valley contro l’IA generativa: “La creatività va lasciata agli esseri umani”

Eric "ConcernedApe" Barone, autore di Stardew Valley e del futuro Haunted Chocolatier, ha espresso una posizione molto netta sull'uso dell'intelligenza artificiale nei videogiochi.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   13/05/2026
Un matrimonio di Stardew Valley
Stardew Valley
Stardew Valley
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Eric Barone, conosciuto nel settore videoludico con lo pseudonimo di ConcernedApe, ha ribadito la sua contrarietà all'uso dell'intelligenza artificiale generativa nella creazione di videogiochi. In un'intervista concessa a Game Informer, lo sviluppatore di Stardew Valley ha spiegato di considerare la creatività un ambito che dovrebbe rimanere strettamente umano.

Pur riconoscendo che l'IA possa avere una certa utilità in "casi molto specifici e circoscritti", Barone ha chiarito di disprezzarne l'uso negli elementi artistici di un gioco. "Stai delegando la creatività a un algoritmo, e penso che questo finisca sempre per indebolire l'elemento umano autentico e genuino di ciò che stai facendo", ha dichiarato.

Il senso del processo creativo

Secondo Barone, il problema non riguarda soltanto la qualità del risultato finale, ma il senso stesso del processo creativo. "Per me, come persona che vuole esprimersi artisticamente, non avrebbe alcun senso usare l'IA per qualunque attività creativa, perché andrebbe contro il motivo stesso per cui faccio quello che faccio. Il mio obiettivo è esprimermi in modo creativo. Perché dovrei lasciare che sia un'IA a farlo al posto mio?"

Lo sviluppatore ha inoltre sottolineato che, qualora servisse aiuto durante la produzione, preferirebbe affidarsi ad altri creativi piuttosto che a strumenti automatizzati. "Quanto meno, lascia che sia un altro essere umano a esprimersi, se hai bisogno di aiuto. Ci sono tante persone che vorrebbero avere un'opportunità per esprimersi creativamente. Penso che questo dovrebbe avere la priorità rispetto a una macchina senz'anima".

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Le dichiarazioni di Barone si inseriscono in un dibattito sempre più acceso all'interno dell'industria videoludica. Negli ultimi mesi diversi sviluppatori e figure di primo piano del settore hanno espresso dubbi sull'impiego dell'IA generativa per la creazione di grafica, dialoghi, musica o doppiaggio. Resta però aperta la questione relativa agli utilizzi meno invasivi della tecnologia, come strumenti di supporto per il quality assurance, la localizzazione o alcune tecniche di animazione.

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