L'utilizzo dell'intelligenza artificiale per accelerare progetti legati al retrogaming continua a suscitare opinioni contrastanti, quando non accese polemiche, come in questo caso. Negli ultimi tempi sono aumentati i progetti che ricorrono all'IA per traduzioni, decompilazioni e recompilazioni di vecchi videogiochi, ma la qualità dei risultati non sempre sembra essere all'altezza delle aspettative. Un caso recente è quello della ricompilazione di Knuckles' Chaotix, titolo pubblicato da Sega per 32X nel 1995.
Il progetto, realizzato attraverso un approccio definito "vibe coding" e basato sull'utilizzo di Claude, presenta una lunga serie e di problemi tecnici. Tra quelli segnalati figurano un comparto audio compromesso, una modalità widescreen che in diverse situazioni torna erroneamente al formato 4:3 e prestazioni particolarmente problematiche durante gli special stage. Alcuni utenti hanno inoltre evidenziato una quantità di bug superiore a quella presente nel gioco originale, il che ha portato a chiedersi quale vantaggio ci sarebbe nell'avere questa versione rispetto a una emulata.
"Il sonoro è un disastro assoluto, peggiore persino di quello dell'emulazione, e il widescreen presenta un sacco di situazioni in cui torna al formato 4:3", ha scritto @hikaru9420 su X. "Mi sto davvero stancando di tutti questi "port" realizzati con l'IA che non offrono alcun vantaggio concreto rispetto alla semplice emulazione".
Critiche analoghe sono arrivate da @WiiUOffical2012: "Quindi la recomp è praticamente rotta. Alcuni canali audio non funzionano, il widescreen è un disastro e ci sono molti più bug rispetto al gioco originale. Per l'amor di Dio, non usate l'IA per i vostri progetti videoludici. Dedicate invece più lavoro umano alle decompilazioni e alle recompilazioni".
Altri appassionati hanno mostrato direttamente sui social alcuni dei problemi riscontrati, in particolare negli special stage. Secondo @sokzajelo, il rischio è anche quello di danneggiare la percezione che il pubblico ha di questo tipo di progetti: "Grazie a progetti come questi, sempre più persone avranno come prima esperienza con le recomp e il retro dev/homebrew un prodotto che funziona a malapena e non presenta alcuna attenzione per i dettagli".
La paura è che la scena, cresciuta moltissimo nel corso degli anni, venga messa in cattiva luce da progetti realizzati in fretta e furia che creano più problemi di quanti ne risolvano, finendo per allontanare gli utenti, invece di avvicinarli. I sostenitori dell'IA, però, sottolineano che questi strumenti possono permettere di realizzare recomp e port che altrimenti richiederebbero molto più tempo, o che forse non verrebbero mai completati. Il problema arriva nella fase di debugging: quando il codice è stato prodotto principalmente dall'intelligenza artificiale, individuare e correggere determinati problemi può risultare più complicato rispetto a un progetto sviluppato direttamente da esseri umani.