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Jeffrey Epstein venne bannato da Xbox Live per "molestie, minacce e abusi ai giocatori"

Tra i documenti del caso Epstein è emerso anche il fatto che, nel 2013, il personaggio in questione venne bannato da Xbox Live all'interno di una risoluzione contro i sex offender.

NOTIZIA di Giorgio Melani   —   31/01/2026
Jeffrey Epstein

Con la pubblicazione di vari "Epstein Files", come vengono identificati dai media i documenti desecretati sul caso Epstein che stanno sconvolgendo il discorso pubblico in USA e non solo, è emerso anche un particolare interessante per quanto riguarda il mondo dei videogiochi: Jeffrey Epstein venne bannato da Xbox Live nel 2013 per "molestie, minacce e abusi ai giocatori".

La questione è stata riportata da varie testate americane ora che vari documenti relativi alla questione sono stati resi pubblici, e a quanto pare dimostra come ci siano propaggini anche in ambito videoludico di questo clamoroso caso giudiziario che ha sconvolto anche i vertici della politica americana.

La cosa viene riportata con email e messaggi ufficiali da parte di Microsoft Xbox a supporto della decisione presa, che a quanto pare sarebbe stata il risultato di un procedimento automatico.

Una manovra ad ampio raggio contro utenti condannati per crimini sessuali

Dunque Jeffrey Epstein in persona aveva un account su Xbox Live, il quale venne bandito da Xbox Live nel 2013, in base a un procedimento che sembra però essere stato attuato in maniera automatica o comunque su ampia scala da Microsoft.

Epstein su Xbox Live?
Epstein su Xbox Live?

In base a quanto riportato, il ban non è scattato in seguito a comportamenti effettivamente registrati sulla piattaforma online, bensì secondo una risoluzione di ampia portata intrapresa da Microsoft, riguardante tutte le persone accusate di reati sessuali con account attivi su Xbox Live.

Jeffrey Epstein ha un survival dedicato su Steam Jeffrey Epstein ha un survival dedicato su Steam

In sostanza, in quegli anni Microsoft avviò una sorta di epurazione generale che portò al ban di tutti gli account collegati a persone che risultassero condannate per crimini sessuali nello Stato di New York, tra le quali figurava ovviamente anche Epstein.

"Questa azione si basa sulla collaborazione tra il Procuratore Generale di New York, Microsoft e altre società di giochi online per rimuovere i criminali sessuali registrati nello Stato di New York dai servizi di gioco online", si legge infatti nella comunicazione inviata da Microsoft a Epstein.

La risoluzione era stata attuata "al fine di ridurre al minimo il rischio per gli altri, in particolare per i bambini. Di conseguenza, qualsiasi account Xbox LIVE associato a questo indirizzo e-mail non potrà connettersi a Xbox LIVE".

Non un'azione specificamente rivolta a Epstein, dunque, ma il suo profilo Xbox Live venne bloccato insieme a quello di altri "sex offender" in un'operazione di più ampia portata, ma risulta comunque un elemento particolare all'interno di tutto ciò che sta emergendo in queste ore dagli Epstein Files, che coinvolgono anche davvero tante personalità di alto rilievo.