10

Industria videoludica europea, 24 miliardi di euro di fatturato e addetti in calo nel 2024

L'industria videoludica europea ha continuato a crescere nel 2024 nonostante licenziamenti e ristrutturazioni.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   21/08/2026
La bandiera europea

L'industria europea dei videogiochi continua a mostrare una certa capacità di tenuta nonostante le difficoltà che hanno caratterizzato il settore negli ultimi anni. Secondo il 2024 European Video Game Industry Insights Report, pubblicato dalla European Games Developer Federation (EGDF) in collaborazione con Video Games Europe (VGE), nel 2024 l'Unione Europea contava circa 6.600 studi, capaci di impiegare oltre 95.000 persone e di generare complessivamente 24 miliardi di euro di fatturato.

Crescita

Il rapporto, presentato a Bruxelles il 21 agosto 2026, raccoglie i dati aggregati relativi al 2024 provenienti da 28 Paesi europei: Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Islanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Macedonia del Nord, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Serbia, Slovacchia, Spagna, Svezia, Regno Unito e Turchia.

Il numero di studi di sviluppo per ogni nazione
Il numero di studi di sviluppo per ogni nazione

Lo studio viene presentato dalle due organizzazioni come l'unico rapporto completo dedicato allo stato dell'industria videoludica europea e costituisce una delle principali fonti per monitorare l'evoluzione dell'ecosistema continentale dello sviluppo di videogiochi.

L'abbandono dei dischi "non sconvolgerà" l'industria dei videogiochi, per il CEO di Ubisoft L'abbandono dei dischi non sconvolgerà l'industria dei videogiochi, per il CEO di Ubisoft

I dati del 2024 mostrano una situazione articolata. In diversi Paesi il settore ha continuato a crescere sia in termini di fatturato sia per numero di studi, contribuendo a migliorare i risultati complessivi a livello europeo. Sul fronte occupazionale, invece, il quadro è meno positivo: licenziamenti, consolidamento delle aziende e riduzione dell'occupazione hanno portato a una sostanziale stagnazione e, in alcuni mercati, a una lieve contrazione del numero di addetti. Si tratta, secondo il rapporto, del primo calo dell'occupazione registrato nel settore dopo diversi anni di crescita.

L'edizione 2024 include inoltre per la prima volta dati relativi a Bulgaria e Cipro. Quest'ultimo emerge in particolare per il volume complessivo dell'attività economica legata ai videogiochi, con un fatturato aggregato di 4,3 miliardi di euro, che gli consente di occupare una posizione di rilievo tra gli hub dell'industria videoludica dell'Unione Europea.

La Svezia mantiene invece il primato europeo per numero di studi all'interno dell'UE, con oltre 1.100 aziende e realtà di sviluppo. Un dato comunque nettamente inferiore a quello del Regno Unito, che conta circa 2.100 studi e si conferma il principale polo europeo sotto questo profilo.

Per quanto riguarda il capitale umano, la Polonia è il principale bacino di talenti dell'Unione Europea, con quasi 15.000 persone impiegate nell'industria videoludica. Al di fuori dell'UE, la Turchia ha raggiunto una dimensione comparabile. Il Regno Unito rimane tuttavia nettamente in testa a livello continentale, con oltre 28.000 professionisti del settore.

Anche la distribuzione geografica dei talenti conferma il peso di alcuni grandi centri. Istanbul è il principale polo europeo, con oltre 9.300 professionisti, seguita da Varsavia con circa 6.300, Londra e Stoccolma con circa 5.900 ciascuna, Barcellona con 5.300 e Parigi con circa 5.000.

Per quanto riguarda l'Italia, nel 2024 si posiziona come un mercato in crescita, con segnali positivi su occupazione, fatturato e formazione. Tuttavia, rimane indietro rispetto ai principali player europei per dimensioni e strumenti di supporto pubblico, soprattutto su R&D e startup. Il settore italiano mostra comunque una certa potenzialità di sviluppo, soprattutto se sostenuto da ulteriori politiche di incentivo e investimenti.

Aggiungici come fonte preferita su Google
Questo contenuto potrebbe includere link affiliati che generano commissioni.
Per conoscere i dettagli della nostra policy editoriale, è disponibile la pagina etica.