Amazon Games Studios e Flying Wild Hog hanno pubblicato un nuovo video diario dedicato agli enigmi e alle trappole di Tomb Raider: Legacy of Atlantis, che costituiscono un elemento fondamentale dell'esperienza e sono stati realizzati in una maniera specifica.
Secondo gli sviluppatori, un buon enigma non si limita a nascondere una soluzione ma permette al giocatore di comprendere il problema prima ancora di risolverlo. L'obiettivo è infatti quello di rendere gratificante l'intero percorso, evitando soluzioni arbitrarie e premiando l'osservazione e il ragionamento.
Uno degli elementi distintivi di Legacy of Atlantis sarà il forte legame tra gli enigmi e l'archeologia: le sfide saranno costruite attorno a tecnologie e meccanismi ispirati a quelli realmente utilizzati da civiltà come gli Egizi e gli Inca, mentre ogni ambiente sarà progettato per sembrare un luogo realmente vissuto.
Il team ha inoltre spiegato di aver dedicato molto tempo a migliorare il coinvolgimento delle sequenze puzzle, andando a rielaborare determinate sequenze che inizialmente non sembravano rispondere a questi requisiti.
La filosofia del progetto si riflette anche nell'interfaccia: non saranno presenti indicatori lampeggianti o avvisi che evidenziano gli elementi pericolosi, dunque sarà l'osservazione dell'ambiente a fare la differenza.
Due scenari molto differenti
In arrivo il prossimo febbraio, Tomb Raider: Legacy of Atlantis ci vedrà esplorare due diversi scenari, Grecia ed Egitto, che presentano filosofie di design completamente differenti e vantano identità ben distinte.
In Grecia gli enigmi saranno strettamente collegati alla mitologia: ogni puzzle ruoterà attorno a una specifica divinità o a un evento appartenente al mito greco, con ad esempio una sala dedicata a Efesto, un'ampia zona dedicata a Poseidone e così via.
L'Egitto seguirà invece un'impostazione completamente diversa, più orientata all'ingegneria che alla mitologia, con enigmi basati su macchinari e complessi dispositivi meccanici, ispirati all'idea che gli antichi Egizi fossero in grado di costruire sistemi molto sofisticati.