Dopo il Nintendo Direct del 5 febbraio e lo State of Play di Sony della settimana successiva, in Giappone si è acceso un dibattito sul crescente clima di negatività della community videoludica, soprattutto verso aziende e sviluppatori. Insomma, c'è stato un moltiplicarsi di commenti polemici e aggressivi verso le software house, al punto che alcuni hanno iniziato a chiedere che venissero chiusi del tutto per certi post.
Alcuni hanno iniziato a tirare in ballo anche Masahiro Sakurai, director delle serie Super Smash Bros. e Kirby. In particolare, hanno iniziato ad abusare di certe sue dichiarazioni sullo sviluppo dei giochi, usandole come clave contro gli altri team. In particolare, i più colpiti sono stati gli sviluppatori di Monster Hunter Wilds, accusato di essere uscito in condizioni tecniche pessime su PC.
Parole d'odio
Lo sviluppatore giapponese Koji Murakami ha raccontato su X la propria esperienza: a fronte di un bug in un suo gioco, i giocatori stranieri hanno lasciato recensioni positive segnalando il problema in modo costruttivo, mentre alcuni utenti giapponesi hanno reagito con recensioni avvelenate e messaggi offensivi, rifiutando perfino di dialogare per risolvere il problema. Secondo Murakami, se questa tendenza continua, sempre più aziende potrebbero ridurre il supporto al mercato giapponese.
Alcuni utenti hanno risposto citando un video del canale YouTube di Sakurai, in cui afferma che, se i giocatori abbandonano un titolo al lancio, le patch successive servono a poco: per questo uno sviluppatore dovrebbe puntare a pubblicare il gioco nelle migliori condizioni possibili fin dall'inizio. Tuttavia, questa frase, spesso privata del contesto (Sakurai riconosce anche quanto sia difficile oggi pubblicare giochi completamente privi di bug), ha iniziato a essere lanciata contro altri sviluppatori, in un crescendo di tossicità diventato insostenibile.
Murakami ha criticato questa tendenza, sostenendo che usare le parole di Sakurai come "bastone" contro altri team danneggia l'intera industria. Lo stesso Sakurai, già tre anni fa, aveva chiesto esplicitamente ai fan di non usare i suoi commenti per criticare altri sviluppatori o le loro opere, ribadendo di voler contribuire a un clima positivo nel mondo dei videogiochi.
Insomma, le sue pacatissime parole, pronunciate con un intento costruttivo e conscie delle difficoltà che si incontrano nello sviluppo dei videogiochi, sono state piegate in rete da persone che le stanno usando per spargere odio. Non accade mai su internet, vero?