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Il director di Silent Hill f ha ascoltato le donne del team per definire le paure di Hinako

Le paure della protagonista di Silent Hill f sono frutto della collaborazione delle donne del team di sviluppo, cui il director si è affidato.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   18/04/2026
Hinako, la protagonista di Silent Hill f
Silent Hill f
Silent Hill f
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Pur non vantando la prima protagonista femminile della storica saga horror, Silent Hill f riesce a regalare una delle storie più profonde e convincenti degli ultimi anni grazie alla sua eroina, Shimizu Hinako.

Ora fate attenzione, perché nella notizia parleremo della trama di Silent Hill f. Se non volete anticipazioni, non leggete oltre.

Un trauma epocale

Il titolo di Konami ci trasporta nel Giappone degli anni '60, mettendo il giocatore nei panni di una giovane donna arrivata a un bivio cruciale della sua esistenza. Hinako si trova schiacciata tra le rigide aspettative della tradizione e le nuove prospettive di un mondo in cui i diritti delle donne iniziano a farsi strada, sviluppando delle paure legate a questo enorme conflitto interiore. La narrazione evita di dare un lieto fine vero e proprio, lasciando al giocatore il peso di scoprire quanto il futuro possa essere spaventoso in un contesto di fortissima pressione sociale.

Le paure che tormentano Hinako nel corso dell'avventura, dal terrore del matrimonio e della gravidanza, al timore di diventare come sua madre, fino alla paura di perdere le amicizie o rimanere intrappolata nel proprio paese natale, sono state percepite dai giocatori come autentiche. Questo realismo non è casuale, ma è il frutto di una scelta precisa del team di sviluppo NeoBards: basarsi sulle reali esperienze dello staff femminile invece di tirare a indovinare.

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"Il tema principale sono i diritti delle donne, o come venivano percepiti in quel periodo", ha spiegato il director del gioco, Al Yang, durante la GDC. "Abbiamo molte donne nel nostro team e facevamo sempre loro domande riguardo alle paure che Hinako provava e ai mostri che le rappresentano".

Un approccio che ha richiesto umiltà e la volontà di raccogliere molti punti di vista. "Alcune di loro sono sposate, altre hanno figli, altre ancora hanno appena finito gli studi. Quindi si ottengono prospettive diverse da diverse fasce d'età", ha continuato Yang. "Non ho i titoli per dirvi come dovrebbero sentirsi le donne o quali siano le pressioni che affrontano. Posso cercare di capirlo, ma non spetta a me. Il massimo che posso fare è parlare con le persone, raccogliere feedback e cercare di tradurlo il più possibile nel gioco".

Questo ascolto attivo si è tradotto in una direzione artistica in cui i classici "mostri" di Silent Hill incarnano traumi e inquietudini reali, concepiti da chi quelle ansie può comprenderle a fondo. "Quindi, per quanto riguarda il mostro che rappresenta la paura della gravidanza di Hinako, c'è stato molto feedback dai membri del nostro team, ed è stato progettato anche da una delle nostre concept artist", ha svelato il regista. "Ci sono moltissimi dettagli, si tratta dei propri incubi personali o degli incubi di chi ha avuto figli. E lo stesso vale parlando con i membri più giovani del nostro staff: se hanno paura, di cosa hanno paura?".

Il risultato è stato ottimo, come vi abbiamo raccontato nella nostra recensione.