Secondo il recente rapporto finanziario di Capcom, relativo all'anno fiscale conclusosi a marzo 2026, i ricavi generati su Steam sono ammontati a 40,383 miliardi di yen, pari a circa 248 milioni di euro. Questa cifra rappresenta il 20,7% delle entrate totali dell'azienda, un dato che include gli introiti di tutte le divisioni di Capcom (comprensive non solo del mercato console e PC, ma anche di sale giochi e strutture di intrattenimento).
Di contro, i ricavi derivanti da Sony Interactive Entertainment, legati principalmente alle vendite su PlayStation, si sono attestati a 20,741 miliardi di yen (circa 125 milioni di euro), coprendo il 10,6% dei ricavi complessivi della compagnia.
Steam regna
Sebbene le entrate provenienti da Steam siano state quasi il doppio rispetto a quelle registrate su PlayStation nel corso dell'anno fiscale, il divario tra i due ecosistemi si è in realtà leggermente assottigliato rispetto all'esercizio precedente. Nell'anno fiscale conclusosi a marzo 2025, infatti, Steam rappresentava il 31,1% dei ricavi totali di Capcom (circa 366 milioni di dollari), mentre la quota di mercato relativa a PlayStation era scesa sotto il 10%, una soglia al di sotto della quale i dati non vengono divulgati separatamente a bilancio.
L'elevato contributo della piattaforma Valve risulta coerente con i volumi di vendita: le copie digitali su PC hanno infatti costituito il 54,5% delle unità vendute complessivamente da Capcom nel medesimo anno fiscale.
In una recente intervista concessa alla testata giapponese Famitsu, il presidente e COO di Capcom, Haruhiro Tsujimoto, ha affermato che il passaggio alla distribuzione digitale come focus principale è stato "uno dei progressi più importanti per Capcom". Le piattaforme digitali come Steam consentono infatti ai titoli di continuare a generare vendite per anni dopo il lancio sul mercato.
Questo modello ha fatto sì che i ricavi accumulati dalla vendita dei titoli di catalogo diventassero una delle fonti di profitto fondamentali per Capcom. Tali entrate costanti hanno indirettamente permesso alla dirigenza di stanziare i fondi necessari per investire nel riavvio di proprietà intellettuali inattive da tempo.
Per conoscere i dettagli della nostra policy editoriale, è disponibile la pagina etica.