Il debutto di Google Pixel 10a è ormai imminente e l'attesa attorno al nuovo smartphone di fascia media di Google cresce di giorno in giorno. L'azienda di Mountain View ha infatti confermato ufficialmente che il dispositivo verrà presentato il 18 febbraio 2026, data che metterà fine alle numerose indiscrezioni circolate negli ultimi mesi su specifiche tecniche, prezzo e funzionalità.
Nel frattempo, Google ha già pubblicato una pagina dedicata sul proprio store ufficiale, offrendo alcune anticipazioni sulle caratteristiche principali del Pixel 10a. Tra i punti di forza evidenziati figura un sorprendentemente riferimento al supporto per FaceTime.
Google Pixel 10a e FaceTime: un binomio possibile?
Proprio quest'ultimo dettaglio ha acceso il dibattito tra appassionati e addetti ai lavori. Il riferimento a FaceTime compare nella sezione dedicata agli utenti iPhone che stanno valutando il passaggio a uno smartphone Pixel.
Google sottolinea quanto sia semplice effettuare lo switch da iOS ad Android, suggerendo che sarà possibile continuare a effettuare videochiamate anche tramite FaceTime e inviare messaggi senza preoccuparsi della compatibilità.
Tuttavia, Google non ha chiarito in che modo questa compatibilità venga garantita. Al momento, non esistono applicazioni ufficiali FaceTime per Android, il che rende improbabile l'arrivo di un'app dedicata sul Pixel 10a.
Si può escludere o no l'arrivo di FaceTime sui Pixel 10a?
L'ipotesi più plausibile è che Google si riferisca alla possibilità di partecipare alle chiamate FaceTime tramite link di invito, una funzione introdotta da Apple negli ultimi anni per consentire anche agli utenti non iOS di prendere parte alle videochiamate tramite browser.
Non si può però escludere del tutto che Google abbia stretto qualche accordo con Apple o che stia lavorando a una soluzione più integrata, anche se al momento mancano conferme ufficiali in tal senso. In attesa dell'evento del 18 febbraio, il Pixel 10a continua a suscitare interesse non solo per il suo posizionamento nella fascia media, ma anche per la volontà di Google di semplificare il passaggio da iOS ad Android.