Confrontare voli, compilare moduli o contattare più inserzionisti sono tutte operazioni che possono trasformarsi facilmente in ore e ore di navigazione tra una lunga serie di schede aperte. Google vuole affidare queste attività a Gemini Spark, che grazie alla nuova integrazione con Chrome potrà intervenire direttamente nelle pagine visitate.
Con il consenso dell'utente, l'agente avrà accesso agli account già collegati e alle credenziali conservate nel browser. Potrà così svolgere operazioni ripetitive su diversi siti, mantenendo comunque alcuni limiti quando entrano in gioco pagamenti o altre azioni sensibili.
Gemini Spark può usare Chrome per fare un sacco di cose
Tra gli esempi indicati da Google figurano la ricerca di soluzioni per un viaggio, il confronto tra voli e il contatto con i proprietari degli appartamenti salvati. Spark può passare da un sito all'altro, recuperare le informazioni necessarie e compilare i campi richiesti senza costringere a ripetere manualmente gli stessi passaggi. L'agente può inoltre portare avanti una procedura di prenotazione fino alla fase finale. Prima di confermare un acquisto o autorizzare un pagamento, però, Chrome deve restituire il controllo all'utente e richiedere un'approvazione esplicita.
Google afferma di aver integrato anche protezioni contro gli attacchi di prompt injection, utilizzati per indurre un sistema IA a eseguire istruzioni nascoste o dannose presenti nelle pagine web. Ma la novità va oltre funzioni relativamente innocue come riassumere un articolo. Chrome conserva spesso password, carte di pagamento, cronologia di navigazione e sessioni già autenticate. Consentire a un agente di operare con questi dati significa quindi affidargli una porzione considerevole della propria identità digitale.
La convenienza è evidente per chi svolge spesso ricerche, prenotazioni o procedure amministrative online. Allo stesso tempo, eventuali errori, accessi eccessivi o interpretazioni sbagliate potrebbero avere conseguenze più rilevanti rispetto a una semplice risposta imprecisa generata da un chatbot. Vedi il caso OpenAI-Hugging Face dei giorni scorsi.
Le funzioni di automazione web iniziano a essere distribuite negli Stati Uniti, mentre un'estensione ad altri mercati è prevista successivamente. Google sta inoltre portando Gemini Spark agli abbonati Google AI Pro in oltre 160 nuovi Paesi: purtroppo, però, è disponibile ovunque siano supportate le app Gemini, ad eccezione dello Spazio economico europeo, della Nigeria, della Svizzera e del Regno Unito. Quindi niente Italia, per il momento.
Voi che cosa ne pensate? Vi dispiace che le regole europee ci tengano fuori da questa ondata di agenti IA? Diteci la vostra nei commenti qua sotto.