Dying Light è una saga amata, in particolar modo il più recente capitolo, Dying Light: The Beast. Sviluppare questo gioco, però, non è stato semplicissimo e il team ha dovuto prendere alcune decisioni importanti.
Al tempo stesso, ha però avuto la prova che alle volte la qualità di un videogioco è più importante della quantità dei contenuti in esso inseriti.
Il commento dell'ex franchise director di Dying Light
"Sono i dettagli a fare il gioco, perché il tuo franchise non riguarda solo i pilastri portanti dell'opera, ma le piccole cose che aiutano a dare al gioco un'identità unica," ha dichiarato Tymon Smektala, ex franchise director di Techland, durante una conferenza all'evento Digital Dragons.
"Lo abbiamo imparato subito quando abbiamo pubblicato Dying Light 2 nel 2022. È stata una lezione dura," ha spiegato. "Il gioco aveva un hype incredibile, con milioni di giocatori in attesa. Lo abbiamo pubblicato e ci siamo resi conto rapidamente che, anche se in superficie era piuttosto simile, quasi lo stesso tipo di gioco, avevamo trascurato molti dettagli, quelle piccole cose importanti per i giocatori, che infatti si sono fatti sentire molto chiaramente."
"Alcuni vogliono più tensione, altri più elementi GDR o più parkour," afferma. "Il combattimento potrebbe essere meno cruento, o più cruento. Realismo, power fantasy, un ritorno al primo gioco o forse qualcosa di nuovo. Quindi, vorresti dare tutto a tutti contemporaneamente, ma è una trappola."
"Abbiamo imparato che la qualità batte la quantità," ha spiegato Smektala. "Abbiamo rallentato, ci siamo concentrati di più, abbiamo adattato questo approccio per Dying Light 2 e abbiamo continuato a usare quella mentalità per Dying Light: The Beast, comprendendo che la qualità degli elementi fondamentali è più importante del soddisfare ogni singolo bisogno e aspettativa."
Certamente ha funzionato visto che Dying Light: The Beast ha un 90% di recensioni positive su Steam. Potete leggere la nostra recensione di Dying Light: The Beast qui.
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