Samsung Display ha deciso di riaprire un progetto che sembrava ormai archiviato. La divisione dedicata ai pannelli ha infatti ripreso lo sviluppo della tecnologia QNED, interrotto alcuni anni fa dopo le prime difficoltà tecniche incontrate durante la fase di prototipo.
QNED viene considerata da molti analisti una possibile evoluzione dei display auto-emissivi. L'obiettivo è combinare quantum dot e LED in nanostruttura per ottenere pannelli più luminosi e con una durata superiore rispetto alle tecnologie attualmente impiegate negli schermi OLED. Il ritorno di interesse per questa soluzione suggerisce che Samsung stia cercando nuove strade per il futuro dei display di grande formato, ampliando il portafoglio di tecnologie oltre agli attuali QD-OLED.
La tecnologia che vuole superare i QD-OLED
Secondo informazioni provenienti dalla Corea, Samsung Display avrebbe creato alla fine dello scorso anno un nuovo gruppo di ricerca dedicato al QNED all'interno della divisione che si occupa di schermi di piccole e medie dimensioni. Il team avrebbe il compito di riprendere gli studi iniziati nel 2019, quando l'azienda aveva presentato anche alcuni prototipi di televisori basati su questa tecnologia.
Il progetto era stato successivamente sospeso, circa due o tre anni fa. La principale difficoltà riguardava l'allineamento dei cosiddetti nanorod LED, minuscoli diodi a forma di bastoncino che devono essere disposti in modo estremamente preciso per emettere luce in maniera uniforme. Senza una soluzione efficace a questo problema, la produzione su larga scala risultava impraticabile.
QNED combina due elementi chiave. Da una parte ci sono i quantum dot, già utilizzati in diversi display moderni per migliorare la resa cromatica. Dall'altra parte troviamo i nanorod LED, diodi basati su nitruro di gallio estratti da wafer epitassiali (la base dei LED, dischi sottili di materiale semiconduttore sui quali viene fatto crescere uno strato cristallino estremamente controllato) e ridotti a dimensioni di pochi nanometri. Questi LED blu auto-emissivi fungono da sorgente luminosa principale.
I colori rosso e verde vengono generati applicando sopra la matrice di LED uno strato di conversione cromatica a quantum dot tramite tecniche di stampa inkjet. In questo modo il pannello riesce a produrre direttamente i tre colori fondamentali RGB senza necessità di retroilluminazione, configurandosi come un display auto-emissivo. Questa struttura differisce dalla sigla QNED utilizzata da LG per alcuni televisori LCD. In quel caso si tratta di schermi LCD migliorati con tecnologie di filtraggio e gestione della retroilluminazione, mentre il QNED sviluppato da Samsung si basa su una struttura completamente diversa.
Uno dei vantaggi teorici del sistema riguarda la produzione. I nanorod LED possono essere distribuiti tramite stampa e successivamente allineati, evitando i complessi processi di trasferimento richiesti dai display microLED. Anche rispetto ai QD-OLED il processo potrebbe risultare più semplice, perché non richiede le fasi di evaporazione tipiche dei materiali organici.
Un ulteriore punto a favore riguarda la scalabilità. Ogni pixel è composto da numerosi nanorod LED e questa configurazione tende a favorire la realizzazione di pannelli di grandi dimensioni, dove la struttura modulare può risultare più facile da gestire.