Il futuro chip Apple M6, destinato ad alimentare i MacBook Pro OLED di prossima generazione, potrebbe non adottare il più avanzato processo produttivo TSMC a 2 nanometri N2P, scegliendo invece di rimanere sull'attuale nodo N2. Secondo un nuovo report, Apple avrebbe deciso di concentrarsi maggiormente su miglioramenti architetturali piuttosto che sull'adozione immediata del processo produttivo più recente.
Le indiscrezioni indicano che l'M6 potrebbe arrivare prima del previsto, il che renderebbe meno probabile il passaggio al nodo N2P, la cui produzione di massa è attesa solo per la seconda metà del 2026.
L'M6 di Apple e il confronto con le scelte di MediaTek e Qualcomm
Secondo quanto riportato da China Times, al momento solo Qualcomm e MediaTek sembrano intenzionate a migrare verso il nodo N2P, con l'obiettivo di ottenere un vantaggio competitivo grazie a frequenze CPU più elevate.
Tuttavia, il guadagno prestazionale del nuovo processo è stimato in appena circa il 5% a parità di consumi, una differenza relativamente contenuta che potrebbe non giustificare i maggiori costi delle wafer e le possibili limitazioni di disponibilità iniziale.
Apple, storicamente, ha dimostrato di saper colmare questi gap attraverso ottimizzazioni architetturali profonde. Questo tipo di approccio consente ad Apple di ottenere miglioramenti concreti senza dipendere esclusivamente dai progressi della litografia.
La scelta di non applicare l'N2P per l'M6 è riflesso anche una strategia economica di Apple
Un ulteriore elemento a favore della scelta del nodo N2 è il fatto che Apple avrebbe già prenotato oltre la metà della capacità iniziale di TSMC per questo processo, riducendo la necessità di passare subito al più recente N2P.
Inoltre, guardando al passato, Apple è riuscita con l'M5 base a offrire prestazioni vicine a quelle dell'M1 Ultra, pur mantenendo una configurazione simile alla generazione precedente, dimostrando ancora una volta la forza delle sue ottimizzazioni interne. Staremo a vedere come si evolverà l'intera questione e quali saranno, poi, le richieste del mercato stesso.