Non è un segreto che Google consideri Gemini il fulcro della propria strategia sull'IA generativa e continua a introdurre aggiornamenti mirati a rafforzarne il ruolo. Le ultime prove individuate nelle versioni di test mostrano funzioni pensate non solo per ampliare le possibilità offerte agli utenti, ma anche per incoraggiare il passaggio da piattaforme concorrenti.
Tra le novità sperimentate, emerge un'opzione che potrebbe influire in modo significativo sulle abitudini di chi utilizza chatbot differenti: la possibilità di importare intere conversazioni da altri servizi. Si tratta di un evidente tentativo di semplificare una migrazione che finora richiedeva procedure complesse o manuali.
Ma non è tutto, perché le anticipazioni dei colleghi di TestingCatalog includono anche miglioramenti alla qualità delle immagini generate dall'IA e una funzione chiamata Likeness, che sembra collegarsi alle verifiche sui contenuti multimediali.
Come si potranno importare le chat in Gemini da altri chatbot IA
Secondo quanto riportato da Alexey Shabanov di TestingCatalog, Gemini mostra una nuova voce denominata Import AI Chats all'interno del menu degli allegati. L'opzione consentirebbe di trasferire conversazioni complete provenienti da chatbot concorrenti come ChatGPT, Claude o Microsoft Copilot, mantenendo non solo il testo ma anche gli elementi multimediali condivisi. Una finestra pop up descrive il processo: basta scaricare lo storico delle chat dall'altro servizio e importarlo in Gemini seguendo la procedura guidata.
Google non ha ancora specificato quali piattaforme saranno supportate né quali formati di esportazione saranno compatibili. È probabile che la documentazione ufficiale venga pubblicata quando la funzione sarà attiva su larga scala. Se implementata correttamente, questa soluzione renderebbe decisamente più semplice passare da un chatbot all'altro senza perdere il proprio archivio di scambio.
Parallelamente Google sta sperimentando un miglioramento della qualità delle immagini generate tramite Gemini. Oltre alla modalità di download in qualità massima già esistente, TestingCatalog ha individuato nuove opzioni che permettono di salvare le immagini a risoluzioni 2K e 4K. Le etichette suggeriscono che queste versioni siano pensate rispettivamente per la condivisione e per la stampa. La disponibilità di immagini ad alta definizione non implica necessariamente la possibilità di ordinare stampe direttamente tramite Gemini, ma l'integrazione con Google Photos rende lo scenario possibile.
Un'altra funzione in fase di test è chiamata Likeness. Al momento reindirizza allo strumento di verifica video già presente in Gemini, che consente di controllare se un contenuto sia stato generato da un modello IA. È plausibile che Google stia preparando un sistema più esteso, in grado di analizzare somiglianze tra volti o voci presenti nei video generati, ma al momento non ci sono conferme. La presenza di un'opzione simile su YouTube, che permette ai creator di individuare contenuti che utilizzano tratti riconducibili a loro, lascia ipotizzare un'evoluzione in quella direzione.
Voi che cosa ne pensate di queste novità? Passereste a Gemini se fosse più facile importare le chat dal vostro companion IA di fiducia? Diteci la vostra nei commenti qua sotto. Intanto Apple continua a lavorare alla nuova Siri con Gemini mentre altre figure chiave lasciano l'azienda per entrare proprio in Google.