Si apre un nuovo fronte tra Microsoft e OpenAI sul terreno del cloud e dell'intelligenza artificiale. Secondo indiscrezioni, il gruppo di Redmond starebbe infatti valutando un'azione legale legata a un accordo con Amazon da circa 50 miliardi di dollari (circa 46 miliardi di euro).
Al centro della questione ci sarebbe la compatibilità tra le nuove intese siglate da OpenAI e Amazon e gli accordi già in essere con Microsoft. Il nodo riguarda in particolare l'utilizzo delle infrastrutture cloud per i servizi basati su IA.
Microsoft contro OpenAI e Amazon
Nelle scorse settimane, OpenAI e Amazon hanno annunciato una serie di accordi che prevedono l'utilizzo di Amazon Web Services come fornitore cloud terzo esclusivo per Frontier, piattaforma enterprise dedicata allo sviluppo e alla gestione di agenti di IA. Questa scelta potrebbe entrare in conflitto con i termini della collaborazione tra OpenAI e Microsoft, che prevede l'accesso ai modelli tramite la piattaforma Azure. La questione riguarda quindi la possibilità di distribuire Frontier su AWS senza infrangere gli accordi esistenti. Secondo le ricostruzioni, i vertici Microsoft ritengono che questa impostazione contrasti almeno con lo spirito dell'intesa, anche se restano margini di interpretazione sul piano strettamente contrattuale. Le parti sarebbero comunque impegnate in negoziati per evitare un contenzioso prima del lancio ufficiale della piattaforma.
Microsoft è tra i principali sostenitori di OpenAI, con un investimento iniziale di 1 miliardo di dollari (circa 920 milioni di euro) nel 2019 e un ulteriore impegno da 10 miliardi di dollari (circa 9,2 miliardi di euro) nel 2023. Nel corso del 2025, le due società hanno ridefinito i termini della collaborazione, consentendo a OpenAI di stringere accordi con altri partner, tra cui Amazon, Nvidia e SoftBank.
Nonostante l'apertura a nuove collaborazioni, Microsoft mantiene una licenza esclusiva su proprietà intellettuale e accesso ai modelli OpenAI, oltre al ruolo di provider cloud esclusivo per tali tecnologie. Una posizione che rende delicato qualsiasi accordo parallelo che coinvolga infrastrutture alternative.