Continua la pressione su Microsoft per quanto riguarda il ruolo della sua tecnologia nel genocidio in Palestina ad opera dell'IDF, e in seguito alle indagini interne la compagnia ha licenziato i manager della divisione israeliana della compagnia.
Da più parti si sono sollevate proteste e accuse nei confronti di Microsoft, in quanto è emerso che i servizi Azure sono stati utilizzati per la raccolta dati sui cittadini palestinesi in Cisgiordania, una zona peraltro occupata illegalmente dai coloni israeliani, e sfruttati per monitorare movimenti e attività dei palestinesi, dunque di fatto per aiutare l'IDF negli scontri.
Vari report di testate come The Guardian e +972 Magazine hanno dimostrato l'utilizzo dei servizi Microsoft Azure da parte di Israele, e la questione ha fatto partire proteste anche all'interno della compagnia stessa, di fatto spingendola ad effettuare una indagine interna che ha portato alla scoperta di irregolarità.
La divisione israeliana è ora sotto il controllo di quella francese
Secondo quanto riportato da Globes, pare che il team investigativo interno di Microsoft abbia scoperto diversi casi di utilizzo illecito dei servizi Azure da parte della divisione israeliana della compagnia, che pare agisse in maniera praticamente indipendente dalla sede centrale.
Per questo motivo, il general manager della divisione israeliana, Alon Haimovich, è stato rimosso dall'incarico e con lui praticamente tutti i maggiori manager di tale sezione della compagnia, che è stata posta sotto il controllo di Microsoft France.
In base al report di Globes, pare che le relazioni tra Microsoft e Israele siano state fortemente ridotte, soprattutto in seguito all'esclusione della compagnia dall'accordo "Nimbus", che il paese ha stretto con Google e Amazon a partire dal 2021.
Nonostante questo, c'è la possibilità che Microsoft possa rinnovare il contratto con il Ministero della Difesa israeliano, ma le nuove scoperte effettuate in seguito all'indagine potrebbero modificare sensibilmente la situazione.
Ricordiamo che, all'interno delle proteste contro l'uso dei servizi Microsoft da parte dell'esercito israeliano, anche la divisione Xbox è finita al centro di un boicottaggio organizzato da Boycott, Divestment, and Sanctions (BDS).
Per conoscere i dettagli della nostra policy editoriale, è disponibile la pagina etica.