4

The Sinking City 2 ci riporta negli orrori di una città allagata

L'impressione avuta dalle due ore di provato di The Sinking City 2 è di un survival horror puro che prova a rispondere alle critiche ricevute dal primo capitolo.

PROVATO di Simone Tagliaferri   —   19/05/2026
Calvin Rafferty, il protagonista di The Sinking City 2
The Sinking City 2
The Sinking City 2
News Video Immagini

Probabilmente è già un miracolo che The Sinking City 2 esista, tra i problemi legali avuti con Nacon, l'editore del primo capitolo, risolti a favore di Frogwares, e il fatto che lo studio di sviluppo abbia sede in Ucraina, dove non vi sarà sfuggito che c'è una guerra in corso con la Russia dal 2022. Insomma, poter parlare dell'avvicinarsi della data d'uscita del gioco, previsto per l'estate su PC, Xbox Series X|S e PlayStation 5, e averne potuto provare una demo giocabile di circa due ore è da considerarsi già un grande risultato. Se a questo aggiungiamo l'aver ottenuto finanziamenti da Kickstarter nel 2025 per completarlo e la gestione completamente autonoma del progetto, c'è da togliersi davvero il cappello di fronte alla resilienza mostrata dagli sviluppatori.

Ma come sarà The Sinking City 2? Le prime impressioni che abbiamo avuto sono ambivalenti: sicuramente è una risposta intelligente alle critiche ricevute dal primo episodio, ma che non manca di criticità. Non si tratta di problemi irrisolvibili, ma qualche dubbio lo solleva.

Una nuova storia

Rispetto al primo The Sinking City, la storia è completamente diversa, protagonista compreso. Anche la struttura di gioco è cambiata, abbandonando l'idea del mondo aperto puro per offrire un'esperienza semi open-world più vicina ai survival tradizionali, quindi con i livelli di gioco che sono ricavati da una mappa esplorabile in cui gli spostamenti sono guidati.

Difficile dire a cosa sia stata dovuta questa scelta, anche se sospettiamo che ci sia dietro la volontà di non far crescere troppo i costi di produzione, inevitabilmente più alti quando si deve gestire un mondo aperto. Comunque sia, il gioco in sé ne ha tratto dei benefici immediatamente verificabili rispetto al predecessore: meno necessità di tornare sui propri passi e aree più dense di cose da fare. Insomma, il sacrificio di un'ampia area calpestabile che appariva per la gran parte vuota e insignificante, se non in chiave scenografica, viene ripagato da momenti di gioco più intensi, che ricordano quelli dei survival horror classici alla Resident Evil.

The Sinking City 2 svela il gameplay con un nuovo trailer: azione e mostri lovecraftiani per tutti The Sinking City 2 svela il gameplay con un nuovo trailer: azione e mostri lovecraftiani per tutti

Va detto che abbiamo avuto modo di provare soltanto un paio di missioni complete e che, quindi, la versione finale potrebbe essere molto diversa, soprattutto per ampiezza della mappa. Ma è facile anche supporre che gli sviluppatori abbiano scelto accuratamente il materiale da farci giocare per farci avere un'idea il più possibile precisa di quello che sarà il gioco finale.

Le basi della demo

La demo inizia direttamente in uno dei luoghi visitabili: l'Università Miskatonic di Arkham (ci arriviamo a Lovecraft, non preoccupatevi), una città immaginaria del New England in cui dobbiamo cercare Corentin de Grandemange, un personaggio che sarà determinante per gli eventi futuri e che ci affiderà una missione che ci porterà a girare per la città, allagata come da tradizione, nonché piena di esseri umani impazziti e creature lovecraftiane varie, con lo scrittore di Providence che rimane la prima fonte d'ispirazione per lo scenario, come accadeva già nel capitolo precedente.

Alcune creature di The Sinking City 2
Alcune creature di The Sinking City 2

Il tipo è un linguista con delle sanguisughe al posto degli occhi e vuole che andiamo a cercare qualcosa in un ospedale abbandonato, l'Akeley Memorial Hospital, dove la storia prenderà una piega inattesa che, chiaramente, non vi anticipiamo. Sulla strada avremo modo anche di visitare una chiesa in rovina, con un puzzle che nella versione finale darà accesso a una zona non esplorabile nella demo.

Detto questo, in The Sinking City 2 vestiamo i panni di un detective privato specializzato nell'occulto, tal Calvin Rafferty, alla ricerca delle cause della follia che sta imperversando per la città e di un modo per far reincarnare la sua collega e amante Faye Bennett, personaggio secondario che è sempre con lui dentro una maschera; un oggetto rituale in cui è stato rinchiuso il suo spirito. Chiaramente i due parlano spesso durante il gameplay, dando vita a dialoghi che sembrano essere più interessanti rispetto a quelli del primo capitolo, dove il protagonista Charles Reed appariva molto più piatto e diretto nel rapportarsi con il mondo di gioco e i suoi orrori.

L'ospedale in cui si conclude la demo
L'ospedale in cui si conclude la demo

A livello narrativo la presenza di Faye è determinante anche per un altro motivo: dà al giocatore sin da subito un obiettivo forte da perseguire, che non ha bisogno di grossi preamboli per creare coinvolgimento. Insomma, un gancio perfetto nella sua semplicità, i cui sviluppi saranno centrali per determinare la presa del titolo sulla lunga distanza. I due hanno un retroterra ben sviluppato: Calvin è figlio di immigrati irlandesi che ha vissuto per anni alla giornata, prima di impelagarsi con gli orrori cosmici, mentre Faye è un'intellettuale ribelle e determinata che proviene da una famiglia dell'alta società, desiderosa di fare carriera in ambiente universitario. I due si sono conosciuti proprio alla Miskatonic, dove si sono innamorati, prima che gli Antichi ci mettessero lo zampino.

Il sistema di combattimento

Dal punto di vista dell'azione The Sinking City 2 guarda alla tradizione del genere, in particolare quella da Resident Evil 4 in poi. Quindi telecamera in spalla, con un grilletto del controller si punta l'arma e con l'altro si spara. Niente che non si sia visto in mille altri titoli, come non sono particolarmente originali gli umani posseduti e le creature aracnidi che dovremo sterminare. Ci sono anche degli attacchi corpo a corpo, relegati a un tasto apposito, che nella nostra esperienza si sono dimostrati inefficaci e ci hanno esposto a danni ripetuti.

La città si attraversa in barca
La città si attraversa in barca

Immaginiamo che nella versione finale ci saranno più armi, ma nella demo abbiamo avuto modo di provarne soltanto due: la pistola, veloce ma poco efficace in termini di danno, e il fucile a pompa, più soddisfacente anche se più lento. Diciamo che l'impressione è quella di un titolo che non si discosta molto dalla tradizione del genere per meccaniche, tra la perenne scarsità di munizioni e i punti deboli dei nemici, rappresentati da dei grossi bubboni rossi, da colpire per fare più danno. In generale, il combattimento c'è sembrato la parte più acerba della demo, considerando la debolezza dei feedback, che non mostrano chiaramente l'entità del danno causato e quasi per nulla quella del danno subito. C'è da dire che in alcuni momenti il gioco sembra invitarti a fuggire, più che a combattere, visto che il numero di nemici può diventare eccessivo per le nostre forze e munizioni, ma da quello che abbiamo avuto modo di giocare è difficile dire se si tratti di momenti singoli o se sarà qualcosa di più strutturato nel gameplay. In generale, la speranza è che da qui al lancio della versione finale il sistema venga rifinito, perché c'è ampio spazio per migliorarlo.

Le nuove indagini

Più interessanti le novità del sistema di indagini, ossia il Mind Palace, che è stato reso più agile e permette ora di creare connessioni tra gli indizi presi ovunque, così da non essere più vincolati a condizioni troppo specifiche come nell'originale, che a volte rendevano la ricerca degli elementi mancanti uno strazio.

L'atmosfera è ben curata
L'atmosfera è ben curata

Gli sviluppatori hanno assunto l'idea della bacheca su cui apporre gli indizi, simile a quella vista in Alan Wake 2, ma hanno ridotto la necessità di dover ripercorrere i luoghi già visitati. In questo modo è rimasta la parte interessante al netto del backtracking continuo che richiedeva la versione originale. Per il resto, la demo non offriva molto in termini di puzzle da risolvere e a prevalere sono state le parti esplorative. Sostanzialmente, di più impegnativo ce n'era soltanto uno, che richiedeva di scoprire una combinazione da formare con le sezioni di un obelisco. Per farcela abbiamo dovuto leggere documenti e osservare lo scenario. La speranza è che la versione finale sia più ricca da questo punto di vista ma, in mancanza di altri esempi concreti cui rifarci, non resta che attendere di poterlo verificare.

Nonostante qualche problema, speriamo risolvibile, The Sinking City 2 ci è sembrato un gioco migliore del primo capitolo, quantomeno dal punto di vista concettuale. Molti dei sistemi sembrano essere stati progettati in risposta alle critiche ricevute dall'originale, il che è decisamente un bene. In particolare, ci ha convinto come sono strutturate le nuove indagini, mentre il sistema di combattimento è quello che richiede un po' di lavoro in più.

CERTEZZE

  • Molti sistemi rispondono alle critiche ricevute da The Sinking City
  • La storia sembra essere migliore di quella del primo capitolo
  • Il sistema di indagini funziona molto bene

DUBBI

  • Il sistema di combattimento
Abbiamo potuto provare una demo del gioco grazie a un codice fornito dal publisher.
Questo contenuto potrebbe includere link affiliati che generano commissioni.
Per conoscere i dettagli della nostra policy editoriale, è disponibile la pagina etica.