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L'anno zero di Xbox: licenziamenti, prezzi record e crisi di identità

Tra i tagli di Asha Sharma, l'aumento dei prezzi delle console e il futuro di Project Helix, la parabola di un marchio alla ricerca di una nuova rotta.

SPECIALE di Francesco Serino   —   10/07/2026
Il marchio Xbox Cloud

Ho voluto bene a Xbox. Sega era appena caduta e la console Microsoft aveva diverse caratteristiche mutuate direttamente dal Dreamcast, oltre a una manciata di giochi a cui mai avrei rinunciato come Jet Set Radio Future, e quel Gun Valkyrie che avevo aspettato per anni. Ho seguito l'avventura di questo marchio da molto vicino, per molti anni ho persino diretto la rivista XBM che trattava solo di Xbox. I primi tre anni di 360 sono stati un apice indimenticabile, e hanno ulteriormente rafforzato il legame che avevo con l'ecosistema creato da Microsoft.

Quanto è stata dura vederli sfracellarsi con Xbox One, ciò nonostante con Series X e Series S sembravano davvero essere tornati sulla buona strada. Eppure, nonostante due console finalmente di nuovo intriganti, una anche estremamente economica, le cose sono andate non solo male, addirittura malissimo.

I giochi sono in salvo

Oggi Xbox quasi non esiste sugli scaffali e i continui cambi di strategia non fanno altro che rendere ancora più caotica una situazione già da tempo insostenibile. Non c'è nemmeno più nessuna voglia di concorrenza, al punto che con gli ultimi aumenti Xbox Series X costerà più di PlayStation 5 che vende quasi tre volte tanto. Un momento prima le esclusive sono morte e quello dopo tornano, ma con calma, forse, vediamo domani.

Fortuna che molti progetti siano stati portati in salvo e software house come Undead Labs abbiano trovato una nuova casa
Fortuna che molti progetti siano stati portati in salvo e software house come Undead Labs abbiano trovato una nuova casa

I discorsi ben recitati di Asha Sharma indorano una pillola amarissima, fatta di licenziamenti a tappeto e software house vendute: a rivedere lo showcase di giugno, sembra di assistere a un'asta al miglior offerente. Se c'è un aspetto positivo in questa vicenda, è la scelta di non uccidere i giochi, la volontà di trovare un compromesso: Double Fine e Compulsion Games torneranno indipendenti, Undead Labs è stata venduta (non sappiamo ancora a chi), inoltre Microsoft pubblicherà State of Decay 3 attualmente in sviluppo. Lo stesso accordo che ha accettato Ninja Theory. Licenziamenti a tappeto invece per Bethesda, Obsidian e id Software: da quanto è emerso quest'ultima è stata letteralmente falcidiata con 136 persone in meno su 185 sviluppatori in totale.

E le brutte notizie non sembrano affatto finite: nel portfolio di Xbox ci sono altre software house in bilico a partire da Arkane, da anni impelagata nel progetto Blade che nessuno sembra volere davvero. A questo punto della storia, Gears of War e il mio amato Clockwork Revolution più che un ritorno alle esclusive rappresentano due vittime sacrificali. In nome di chi, o di cosa, io mica l'ho ancora capito...

Meglio in tre!

A te che tra i lettori non vuoi sentir dire queste cose, che mi darai del venduto, del matto, del rintronato, a te chiedo come si fa a difendere oggi Xbox? Non riesco a farlo io che, al contrario di te, probabilmente ho giocato e apprezzato pure titoli come Flight Simulator, Age of Empires 4, ARA: History Untold.

Si è voluto dare più peso ai fallimenti, ma Microsoft ha investito anche su molti giochi coraggiosamente sperimentali, tra cui Pentiment e tecnologicamente parlando gli ultimi Flight Simulator
Si è voluto dare più peso ai fallimenti, ma Microsoft ha investito anche su molti giochi coraggiosamente sperimentali, tra cui Pentiment e tecnologicamente parlando gli ultimi Flight Simulator

Dal punto di vista dei giochi io ho amato l'offerta estremamente varia di Xbox, senza di loro non avremmo avuto Pentiment, a breve Fable che sembra essere molto promettente, e ci aggiungo pure l'ultimo Indiana Jones che non è affatto male e mi ha ricordato tantissimo Chronicles of Riddick. E ne ho scelti solo alcuni, ma degni di nota ce ne sarebbero ancora moltissimi. Ho pagato per tre anni il Game Pass Ultimate a prezzo pieno, credo uno dei pochi. Inoltre so bene che se Xbox scomparisse, ne risentirebbe tutta l'industria che tornerebbe al duopolio degli anni '90, subirebbe insomma una regressione.

Ma davanti alle incertezze quotidiane che da Redmond giungono fin qui in Italia, davanti all'inerzia verso gli scivoloni dei concorrenti, davanti ai tagli e alla rotazione continua dei dirigenti, persino davanti alle roboanti dichiarazioni di puntare a un miliardo di utenti, non si può non rimanere allibiti. Su un paio di cose però posso essere d'accordo con Microsoft: le cose non potevano continuare allo stesso modo ancora per molto e anche gli sviluppatori hanno avuto una parte di colpa.

Chi controlla i controllori?

Se compro Double Fine, spero che in cinque anni riesca a farmi un altro Psychonauts o qualcosa di analogo, se in questo lasso di tempo gli unici giochi usciti sono Keeper e Kiln, beh c'è un bel problema. Ma chi ha scelto per Double Fine questo percorso? Arkane ha continuato a fare progetti troppo strambi, supportati da un marketing che non ha mai saputo veicolarli a dovere, spingerli come si dovrebbe fare con un gioco di un certo calibro, e affidargli Blade è una condanna a morte già scritta.

I giochi Double Fine sono molto carini,  Microsoft però non sa proprio valorizzarli. Allo stesso tempo, dopo tutti questi anni ci aspettavamo di più da Tim Schafer e il suo team di creativi
I giochi Double Fine sono molto carini, Microsoft però non sa proprio valorizzarli. Allo stesso tempo, dopo tutti questi anni ci aspettavamo di più da Tim Schafer e il suo team di creativi

Di Hellblade 2 non ne parliamo: non ha funzionato, e il futuro della serie come del team si poggia su una bella scommessa, non su solide certezze. E poi vogliamo davvero parlare del buco nero in cui è precipitato Starfield? È chiaro che se siamo arrivati a questo punto, qualcosa non ha funzionato da entrambe le parti. Sharma ha le sue ragioni quando incolpa Spencer di aver comprato troppi team, troppi in fretta, ma è anche la gestione degli stessi ad essere stata scriteriata ed è una colpa che qualcuno dovrebbe assumersi pubblicamente.

Campagna d'astio

Sono tante le cose buone fatte da Xbox in questa generazione: il quick resume è davvero fantastico e il sistema play anywhere, che consente di acquistare un gioco su console e averlo a costo zero anche su piattaforme Windows, è una liberazione. Sono poi tutte cose che rendono gli acquisti digitali gustosi, e di cui avrebbe un gran bisogno PlayStation prima di fare il definitivo salto all-digital. Anche il tanto vituperato Game Pass ha dato soddisfazioni e una versione dello stesso oggi ce l'ha PlayStation e in qualche modo anche Nintendo, attraverso il suo retrocatalogo.

Povera Series S, l'avete derisa per gli fps e la risoluzione, per ogni gioco non convertito, e oggi siete disposti a dare più di mille euro per una Steam Machine...
Povera Series S, l'avete derisa per gli fps e la risoluzione, per ogni gioco non convertito, e oggi siete disposti a dare più di mille euro per una Steam Machine...

La situazione attuale è comunque anche il frutto del comportamento degli utenti che per partigianeria non hanno mai voluto riconoscerne le qualità (e ironicamente ora si sentono improvvisamente con le spalle al muro proprio per questa concorrenza traballante). Al di là del prezzo e della reperibilità delle sue console, quel che manca a Xbox oggi è più semplicemente un po' di tranquillità, una strategia a medio o lungo termine che possa ridare un po' di fiducia agli appassionati rimasti. Questa navigazione a vista, questo continuo cambio di idee, stanno danneggiando ulteriormente il marchio invece che risollevarlo, perché è negli ecosistemi più stabili che si vanno a rifugiare e investono i loro soldi gli utenti. Ci è difficile persino immaginare Xbox Helix: sarà un ecosistema chiuso o aperto, continuerà a sfidare PlayStation o si metterà in scia di Steam Machine? Le risposte arriveranno man mano, su questo non ci sono dubbi, è da vedere se saranno risposte definitive o continueremo ad assistere a un'azienda in balia degli eventi: troppo grande per fallire, troppo rigida per continuare a sognare e a giocare assieme a noi. Io continuo a ricordarmi la prima Xbox, il rumore del Dreamcast che sembrava ancora risuonare dentro quella scatola nera, l'entusiasmo dei giorni di 360, la sensazione che potesse succedere qualsiasi cosa.

Oggi, invece, la sensazione è opposta: che tutto possa finire da un momento all'altro. Ma gli anni zero servono anche a questo: resettare e ricominciare. Microsoft ha ancora il tempo, i mezzi e i giochi per farlo. Adesso deve soltanto dimostrare di avere e volere anche la necessaria visione.

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