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Guild Wars 3, l'abbiamo visto in azione a Gamescom 2026: si corre sui muri e non ci si ferma mai

A Colonia ArenaNet ha guidato una sessione a porte chiuse del prequel ambientato nell'antica Orr: movimento continuo, build limitate e scontri per gruppi ristretti.

ANTEPRIMA di Luca Forte   —   03/09/2026
Un affascinante paesaggio di Guild Wars 3
Guild Wars 3
Guild Wars 3
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Non capita tutti i giorni di assistere alla presentazione di un gioco la cui prima beta è lontana più di un anno, ma alla Gamescom 2026 è successo questo. ArenaNet, infatti, ha riunito stampa e creator in una sala di Colonia per una sessione hands-off dedicata a Guild Wars 3, annunciato appena lo scorso giugno al Summer Game Fest: nessuno dei presenti ha toccato il controller, il gioco è rimasto per tutta l'ora di presentazione nelle mani di uno sviluppatore dello studio. La beta, intanto, è fissata per l'autunno del 2027. Tra tantissimo tempo, in altre parole.

Il team, però, voleva cominciare a mettere dei paletti al proprio gioco, mostrando da una parte le novità tecnologiche che vuole introdurre nel genere degli MMO, dall'altra cominciando a preparare i suoi fan: Guild Wars 3 non sarà - come si poteva immaginare - il "seguito" del secondo capitolo, ma un'esperienza che vivrà in parallelo a Guild Wars 2.

Tutto sarà differente, dal gameplay all'ambientazione, e non è detto che i fan storici vorranno abbandonare la Tyria che conoscono.

Mille anni prima, quando gli dei erano ancora a Tyria

Guild Wars 3, infatti, porta indietro di mille anni le lancette dell'orologio rispetto agli eventi del primo capitolo e sarà ambientato a Orr, una regione che i giocatori di Guild Wars 2 hanno già percorso in lungo e in largo, ma che in questo caso sarà molto differente.

Il terzo capitolo è ambientato infatti in un'epoca in cui gli dei non sono ancora scomparsi: la capitale che abitano si intravede sullo sfondo del paesaggio ed è anche la prima città in cui ci si imbatte nel corso dell'avventura. Sul fronte del racconto, uno degli snodi principali mostrati riguarda Dhuum, il dio della morte detronizzato e sostituito da Grenth: il giocatore dovrà scoprire cosa comporta questa successione e vedrà coi propri occhi gli stravolgimenti del mondo legati a questo passaggio.

Come sempre la lore legata al progetto sarà ricchissima di dettagli, ma, essendo un prequel, sarà piuttosto semplice per i nuovi arrivati seguire le vicende raccontate, e il gioco sarà un perfetto punto di ingresso per la serie. I veterani, invece, potranno riconoscere nomi, luoghi e vicende di cui hanno sentito parlare durante le loro avventure e potranno vivere gli eventi le cui conseguenze hanno dato vita al mondo che tanto amano.

Il movimento non si interrompe mai

La parola che ArenaNet ha ripetuto più spesso durante la presentazione è dinamicità e il motivo si capisce guardando il personaggio muoversi. In Guild Wars 3 non esistono transizioni tra un tipo di movimento e l'altro: si salta, si apre la paravela, si corre contro una parete e la si scala senza che l'azione si spezzi. In altre parole lo studio vuole introdurre la dinamicità dei moderni giochi di azione all'interno di un MMO, così da rendere l'intera esperienza più fluida e soddisfacente.

I combattimenti saranno molto più dinamici, con lo scenario che è protagonista
I combattimenti saranno molto più dinamici, con lo scenario che è protagonista

Si sale e si scende dalla cavalcatura mentre si continua a correre, si lanciano magie in corsa e si può usare l'ambiente come trampolino per attaccare dall'alto. La corsa sui muri e l'arrampicata verticale, infatti, sono parte del repertorio di base, con un limite dato dalla resistenza, segnalata da alcune sfere sulla barra dell'interfaccia che si consumano man mano.

La conseguenza diretta di questo impianto è che la posizione da cui si attacca cambia le carte in tavola. Dalla paravela si colpisce a terra piombando dai cieli e lo stesso vale saltando via da una parete durante la scalata, con le mosse a disposizione che variano a seconda della situazione.

Il capo dello studio di Guild Wars 3 parla del sistema di monetizzazione del gioco Il capo dello studio di Guild Wars 3 parla del sistema di monetizzazione del gioco

Questa libertà di movimento non migliora solo l'esplorazione della mappa, ma permette anche di costruire battaglie contro i boss più interessanti da vedere e giocare. Questi giganteschi avversari, infatti, non saranno più delle spugne di danni al centro di un'area circolare, ma saranno più dinamici, coi giocatori che potranno sfruttare il design dei livelli, come pareti o colonne, per sfuggire ai loro colpi o per attaccare dall'alto. Sarà persino possibile cooperare con gli altri giocatori per ottenere effetti aggiuntivi: per esempio si potranno sfruttare come rampa gli spuntoni di roccia o ghiaccio che le magie alleate fanno emergere dal terreno, così da attaccare poi dall'alto.

A chiudere le classiche abilità di un gioco action c'è una carica speciale che, una volta pronta, rende il personaggio temporaneamente più potente. ArenaNet ha insistito sul fatto che l'obiettivo è un combattimento più orientato all'azione che alla rotazione delle abilità, più moderno e più immediato da avvicinare, anche se questo gameplay resta innestato all'interno di un MMO.

Le build restano il cuore della strategia

Il numero di abilità equipaggiabili resta limitato, ed è una scelta deliberata: decidere cosa portarsi dietro fa parte della strategia, esattamente come nella tradizione della serie. Le configurazioni si possono modificare al volo, ma solo con quello che è già stato reso disponibile in precedenza, quindi la preparazione conta, soprattutto per avere a portata di mano le mosse giuste per l'area che si sta per affrontare. Nella sezione mostrata, infatti, bisognava avere delle abilità in grado di incendiare le cose per bruciare le ragnatele lanciate da ragni giganteschi che rischiano di rallentare il movimento dei giocatori.

Non solo colori vibranti e ambienti aperti: nel gioco non mancheranno luoghi oscuri e dungeon da affrontare
Non solo colori vibranti e ambienti aperti: nel gioco non mancheranno luoghi oscuri e dungeon da affrontare

In un'altra sessione alcuni nemici portavano uno zaino che poteva essere distrutto per chiudere lo scontro più in fretta: in altre parole avere lo strumento giusto al momento giusto semplifica situazioni che altrimenti diventano lunghe.

Nonostante sia ancora tutto sul tavolo delle decisioni e da qui alla fine del 2027 le cose possano cambiare, gli sviluppatori si sono già sbilanciati sulle tre professioni che saranno presenti nel gioco finale: necromante, guerriero e ranger. Allo stesso tempo, il team vorrebbe superare le divisioni di ruolo tradizionali: il ranger, come abbiamo detto, non sarà solo l'addetto ai danni dalla distanza, ma potrà erigere una colonna su cui gli alleati potranno issarsi per colpire dall'alto.

Alle professioni si aggiungono le quattro specie giocabili già annunciate nelle settimane scorse: umani, asura e kodan - questi ultimi, gli uomini orso, giocabili per la prima volta nella serie - più una quarta legata alla storia antica di Orr e ancora tenuta nascosta. La scelta sarà puramente estetica e non porterà bonus passivi alle statistiche.

Zone sicure, cooperativa e gruppi ristretti

Oltre al combattimento abbiamo potuto vedere come lo studio si appresta a creare l'infrastruttura di un classico gioco di ruolo online. All'interno della mappa, infatti, ci saranno zone sicure pensate per fermarsi, socializzare e organizzarsi con altri giocatori o con i gruppi che si incontrano lungo la strada.

Le paravele saranno uno strumento fondamentale per spostarsi nel mondo di gioco
Le paravele saranno uno strumento fondamentale per spostarsi nel mondo di gioco

Da questo punto di vista, però, la scala sarà più piccola: ArenaNet pensa che Guild Wars 3 si posizionerà in una sorta di via di mezzo tra il primo e il secondo capitolo. Anche i combattimenti più imponenti, infatti, non andranno molto oltre i dieci giocatori contemporaneamente: l'obiettivo dichiarato sono gruppi piccoli e coordinati, un numero comunque elevato, ma lontano dalle adunate più spettacolari di Guild Wars 2.

Cosa cambia davvero rispetto a Guild Wars 2

Il primo scarto che salta all'occhio è l'ambientazione, ed è quello che sorprenderà di più chi arriva dal secondo capitolo: qui si va su un fantasy classico e dichiarato, dai colori pastello e dal design fumettoso, mentre Guild Wars 2 pende molto più verso il fantasy contaminato dalla tecnologia degli asura e dei charr.

Lo stile fantasy classico di Guild Wars 3 è molto diverso da quello del secondo capitolo
Lo stile fantasy classico di Guild Wars 3 è molto diverso da quello del secondo capitolo

Il secondo è il movimento, con la possibilità di agganciare fluidamente spostamenti e combattimento a segnare la differenza maggiore tra i due giochi. Come abbiamo, detto il terzo capitolo sarà marcatamente action, con la possibilità di correre sui muri, planare, colpire e schivare tutto in tempo reale.

Per il resto le fondamenta della serie restano al loro posto, dalla struttura narrativa al mondo aperto, ma il modo in cui si gioca è un altro, come se lo studio volesse semplicemente occupare un'altra nicchia e non sostituire quella nella quale è già ben saldo. A confermare questa sensazione arrivano le dichiarazioni di ArenaNet, che ha ribadito come il supporto al secondo capitolo proseguirà a lungo, riconoscendo che la scala spettacolare dei suoi eventi resta un patrimonio a sé e che i due giochi possono tranquillamente essere portati avanti in parallelo. Con una precisazione importante: lo sviluppo delle espansioni di Guild Wars 2 resterà in pausa mentre il team lavora al terzo capitolo. Nel frattempo il secondo capitolo continuerà a ricevere migliorie e aggiornamenti minori, mentre solo dopo l'uscita di Guild Wars 3 si tornerà a un grande aggiornamento di contenuti all'anno.

Nessuna barriera all'ingresso, o quasi

Il modello economico scelto da ArenaNet, inoltre, consente potenzialmente di saltare dal secondo al terzo capitolo senza grossi problemi: anche in questo caso, infatti, non saranno richiesti abbonamenti e basterà comprare il gioco per poterci giocare come e quando si vuole.

Arrampicarsi sui muri è una grande novità di GW3: combattimenti ed esplorazione saranno enormemente influenzati dalla cosa
Arrampicarsi sui muri è una grande novità di GW3: combattimenti ed esplorazione saranno enormemente influenzati dalla cosa

Tra i principi ripetuti durante l'incontro c'è quello di togliere di mezzo più ostacoli possibile. Chi vuole giocare da solo può farlo, chi preferisce muoversi con gli amici o costruirsi un gruppo strada facendo trova la struttura per farlo, e la progressione non punisce nessuna delle tre opzioni, consentendo anche di abbandonare i server per un po' e poi tornare a recuperare tutto col proprio passo.

L'uscita è prevista in contemporanea su PC e PlayStation 5, con una sola limitazione già annunciata per la versione console, dove il supporto a mouse e tastiera per il momento non dovrebbe essere disponibile al debutto. Le cose, però, potrebbero ancora cambiare: da qui alla beta manca parecchio tempo.

È davvero difficile capire le qualità di un gioco che entrerà in beta solo tra un anno e mezzo, ma quello che ArenaNet ha voluto definire sin da subito sono le fondamenta del progetto: un MMO action dalla scala più piccola di Guild Wars 2, ambientato 1000 anni prima e pensato per essere giocato su console. Su queste basi adesso gli sviluppatori costruiranno missioni, lore, ambientazioni e tutto quello che serve per un moderno gioco di ruolo online, ma è davvero troppo presto per capire come tutti questi elementi saranno amalgamati tra di loro. Il curriculum dello studio parla da solo, ma solo il tempo ci saprà dare risposte definitive.

CERTEZZE

  • L'anima action potrebbe avere influenze positive sulla struttura MMO
  • Potrebbe vivere in parallelo con Guild Wars 2
  • Manca ancora tanto tempo per accumulare contenuti e smussare gli angoli

DUBBI

  • Il progetto è ancora agli albori: lo sviluppo procederà senza intoppi?
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