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Dragon Quest Monsters: Il Regno Sfiorito, una prova che fa ben sperare

Alla Gamescom abbiamo provato il nuovo capitolo con Bianca e Nera, le eroine di Dragon Quest V, tra cattura di mostri e sintetizzazione

PROVATO di Lorenzo Kobe Fazio   —   11/09/2026
L'artwork di Dragon Quest Monster: Il regno sfiorito provato con le protagoniste Bianca e Nera
Dragon Quest Monsters: Il Regno Sfiorito
Dragon Quest Monsters: Il Regno Sfiorito
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Non si vive solo di Pokémon. Lo sanno bene tanti produttori e sviluppatori che nel corso degli anni, calcando il medesimo sentiero tracciato dal capolavoro per Game Boy, con modifiche più o meno sostanziali alla formula hanno proposto la loro declinazione di un genere oggi identificato con il termine monster-taming.

La serie prodotta in collaborazione con Nintendo e quella che fu di Enix, tuttavia, condividono un lontano e interessante passato. Nonostante il primo capitolo della saga spin-off Dragon Quest Monsters sia arrivato soltanto nel 1998, vale a dire due anni dopo Pokémon Rosso e Verde, già in Dragon Quest V: La Sposa del Destino, del 1992, era possibile assoldare e far combattere nel party alcuni dei mostri che incrociavano la strada dei protagonisti.

Pur con un successo molto più contenuto rispetto alla creatura di Game Freak, Dragon Quest Monsters ha proseguito il suo corso attraverso diversi capitoli fino al 2023, anno de Il Principe Oscuro, che trovò in particolar modo su Nintendo Switch la piattaforma ideale per esprimere tutto il suo potenziale. La serie tornerà presto, il 3 dicembre per l'esattezza, con Il Regno Sfiorito, capitolo previsto su entrambe le versioni della console ibrida di Nintendo, PC, Xbox Series e PlayStation 5. Alla Gamescom abbiamo avuto un primo assaggio di una quarantina di minuti che ci ha lasciato sensazioni positive.

Doma i mostri, combatti i mostri

Dragon Quest Monsters: Il Regno Sfiorito rappresenta il naturale prosieguo della serie. Per la gioia dei fan della prima ora, senza rinunciare a qualche novità, ripropone quella che è ormai la formula classica senza particolari stravolgimenti. C'è una quest da completare, un party da comporre catturando mostriciattoli in giro, battaglie da vincere eliminando i nemici turno dopo turno.

Nello specifico, protagoniste di questa avventura saranno Bianca e Nera, due ragazze che inizialmente non si conoscono, accomunate dal medesimo dramma. Non si tratta di volti nuovi per chi conosce la serie: le due eroine tornano infatti da Dragon Quest V: La Sposa del Destino, dove erano le storiche pretendenti alla mano del protagonista, qui riproposte in una versione bambina. I loro padri, infatti, stanno lentamente perdendo la battaglia contro un brutto male e solo il ritrovamento delle Foglie della Vita può scongiurare un epilogo altrimenti scontato. Entrambe determinate a salvare la vita del proprio genitore, partono alla ricerca della leggendaria panacea, finendo per essere magicamente teletrasportate in una realtà alternativa. Qui uniranno le forze, incoraggiate a proseguire nel loro intento grazie al potere acquisito di domare i mostri che abitano il regno.

La prima parte della demo si concentrava sulla presentazione delle due eroine e sul preambolo narrativo. Visivamente Dragon Quest Monsters: Il Regno Sfiorito opta per una rassicurante e piacevolissima continuità. Lo stile resta quello definito da Akira Toriyama, i colori sono vividi, gli scenari dettagliati quanto basta. Intrigante e funzionale la resa della linea dell'orizzonte negli scenari all'aperto che riproduce la curvatura del pianeta, un po' come accadeva ai tempi di Animal Crossing: Wild World e che si dimostra efficacissima nell'infondere curiosità all'utente, desideroso di scoprire cosa si celi più in là.

In questo screenshot si vede bene la linea d'orizzonte che ricalca il contorno sferico del pianeta
In questo screenshot si vede bene la linea d'orizzonte che ricalca il contorno sferico del pianeta

La trama non si perde in inutili lungaggini, in controtendenza rispetto alla classica prolissità dei giochi di ruolo di matrice nipponica. Poche didascalie per introdurre la quest, ancor meno per sancire il rapporto tra le due ragazze, e ci siamo ritrovati con la prima missione da completare: raggiungere il castello di questo regno in evidente declino.

Muovendosi in questa prima ambientazione, difatti, si notano alberi rinsecchiti, germogli appassiti, terreno brullo e arido. All'inizio dell'avventura ci è stato chiesto quale delle due eroine controllare direttamente. Scelta Nera, ci siamo subito trovati ad affrontare il primo gruppo di mostri. La cattura, in Dragon Quest Monsters: Il Regno Sfiorito, prevede una sorta di dimostrazione di forza. Considerando la potenza del proprio party e i punti vita rimanenti alla creatura prescelta, il software calcola la percentuale di riuscita della pratica. In caso di successo, il nuovo membro si unisce direttamente alla squadra o si aggiunge alla lista dei panchinari. Al contrario, il mostriciattolo di turno aumenterà il furore con cui attaccherà le eroine.

L'hud durante gli scontri recupera tutti gli stilemi classici di Dragon Quest
L'hud durante gli scontri recupera tutti gli stilemi classici di Dragon Quest

A differenza della serie regolare, un po' come accade in Pokémon per l'appunto, a scendere in campo non sono direttamente Bianca e Nera. Come lasciato intuire, sarà il party di creature costruito battaglia dopo battaglia a scendere direttamente in campo. Lo scontro può essere controllato in prima persona, selezionando attacchi, abilità speciali o eventualmente oggetti da utilizzare per recuperare vita o punti magia, oppure si può imbastire una strategia generica per ogni membro del party, affinché ogni combattimento si svolga in modo autonomo e automatico. La possibilità di scelta ci è sembrato un buon modo per eliminare il più possibile i tempi morti durante il farming o quando il dislivello tra squadra e nemici casuali è tale da non richiedere un diretto intervento del videogiocatore.

Stuzzicante la gestione del party. A salire di livello, punto esperienza dopo punto esperienza, saranno ovviamente i mostriciattoli. Oltre a migliorare i parametri, verranno premiati con un punto abilità, spendibile nei mini skill tree legati a ogni singolo attacco speciale. Una specifica magia di una creatura, per esempio, potrà portare allo sblocco progressivo di altre tecniche e, progredendo lungo il relativo ramo, incrementare la difesa. Oppure, investendo in un attacco fisico, potrete beneficiare di punti salute extra, di maggiore velocità, di potenziamenti che possono incrementare le statistiche dell'intera squadra. Se i bonus passivi si attiveranno automaticamente una volta sbloccati, le ulteriori tecniche apprese andranno aggiunte alla lista degli attacchi del mostriciattolo di turno, eventualmente sostituendo quelle meno efficienti.

In alto a destra, l'indicatore che segnala la percentuale di successo della 'cattura' del mostriciattolo di turno
In alto a destra, l'indicatore che segnala la percentuale di successo della "cattura" del mostriciattolo di turno

La meccanica non stravolge certo il genere di riferimento, ma consente una personalizzazione più specifica di ogni singolo mostro. Nulla vieta di creare un party composto da creature dello stesso tipo, differenziate da tecniche e bonus passivi sbloccati spendendo punti abilità in differenti rami dello skill tree.

FUUUU-SIÒ-NEEEE!

C'è un'altra meccanica che caratterizzerà la gestione del party e, sulla carta, conferirà ulteriore spessore alla gestione del party. Raggiunta la roccaforte del re di cui sopra, la prima parte della demo si è conclusa con una lunga cinematica in cui veniva spiegata l'origine del male che affligge il Regno Sfiorito che dà il titolo all'avventura.

La scelta iniziale di Bianca e Nera non è puramente estetica. Le ragazze infatti differiscono per la facilità con cui riusciranno ad addomesticare determinate tipologie di mostri rispetto ad altre
La scelta iniziale di Bianca e Nera non è puramente estetica. Le ragazze infatti differiscono per la facilità con cui riusciranno ad addomesticare determinate tipologie di mostri rispetto ad altre

Al termine, gli sviluppatori ci hanno permesso di testare il gioco in una fase più avanzata dell'epopea. Anche in questo caso ci siamo ritrovati in una mappa di medie dimensioni, caratterizzata però da un bioma più vibrante di vita e generoso di corsi e specchi d'acqua. Forti di un party già rodato, siamo riusciti a domare facilmente i nemici presenti sulla mappa. Abbiamo così potuto prendere dimestichezza con la sintetizzazione. Come il nome lascia intendere, sarà possibile fondere tra loro due mostri per ottenerne uno nuovo, capace di ereditare particolari caratteristiche dei genitori, siano esse bonus passivi o mosse specifiche. La nuova creatura ripartirà però da zero in termini di punti esperienza.

Oltre alle 500 creature disponibili nei dungeon e nei vari biomi, sarà così possibile creare degli ibridi capaci di adattarsi alle vostre strategie. Da valutare, tuttavia, la reale efficacia della sintetizzazione nelle fasi avanzate dell'avventura. L'idea di creare un mostro su misura è affascinante, ma è difficile pensare di mandare sul fronte una creatura di livello uno contro avversari ben più forti. La meccanica, insomma, andrà testata sul campo per capire se possa avere senso anche al di là delle fasi iniziali del gioco.

Dragon Quest Monsters: Il Regno Sfiorito promette bene nel segno della sostanziale continuità. Dalle meccaniche ludiche allo stile artistico, il gioco non si discosta più di tanto dal sentiero tracciato dai predecessori. Ciononostante, non mancano alcune novità che puntano a inspessire la gestione del party di mostriciattoli che il giocatore potrà creare domandoli durante le battaglie. La sintetizzazione, per esempio, è una meccanica interessante, che permetterà ai videogiocatori più smaliziati di creare ibridi estremamente funzionali alle strategie sfoderate in battaglia. Resta da capire come si innesterà questa tecnica nelle fasi avanzate del gioco, quando ritrovarsi con un mostriciattolo di scarsa esperienza potrebbe rappresentare uno svantaggio fin troppo penalizzante. Tuttavia, è ancora presto per sbilanciarsi con un giudizio definitivo. Dragon Quest Monsters: Il Regno Sfiorito ha ancora molte carte da scoprire. Una cosa è certa: non ci ha affatto annoiato, tutt'altro. Terminata la prova concessaci alla Gamescom, abbiamo abbandonato lo stand di Square Enix con una notevole voglia di mettere le mani sul gioco. Non dovremo aspettare tantissimo, fortunatamente, visto che alla pubblicazione mancano meno di due mesi.

CERTEZZE

  • Stile artistico delizioso
  • I mini-skill tree legati ad ogni tecnica sono una trovata interessante

DUBBI

  • La sintetizzazione andrà testata lungo tutta la durata dell'avventura
  • Da comprovare la caratterizzazione di Nera e Bianca
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