Sembrerà assurdo, ma a pensarci bene ballo e botte vanno proprio a braccetto. Non è solo l'assonanza delle parole ad accomunarli, quanto l'attenzione per una coreografia che, quando si fa incalzante e puntuale, corteggia tutti i sensi: la vista, l'udito e, soprattutto nel caso dei videogiochi, il tatto. Il ritmo del balletto si "sente" perfino in quei titoli dove la musica non è necessariamente protagonista. Vi ricordate il momento in cui si entra nel Club di Sifu e i bassi cominciano a sottolineare ogni pugno portato contro gli avversari? Ecco, i Brain Jar Games devono aver pensato che unire quella sinfonia di cazzotti alla disco music potesse essere una gran bella trovata. L'idea funziona già su carta, senza troppo contesto: un videogioco che adatta il ritmo dei colpi ai BPM del brano in sottofondo. Il titolo è altrettanto forte: Dead As Disco.
Se però non vi bastasse solo l'idea, questo team di veterani, al lavoro sul primo grande progetto dello studio, pesca da un mucchio di altra roba di culto e costruisce attorno a Dead As Disco una personalità irresistibile, sia a livello di immaginario che di estetica. Basta muovere i primi passi sulla pista da ballo per trovarci dentro - oltre al suddetto Sifu - anche frammenti di No More Heroes, un po' di Furi e un po' di Cyberpunk 2077. Un mix magnetico che tiene insieme Occidente e Oriente in un continuo scambio pop che coinvolge anche la musica: dalla disco al rap, dal k-pop all'hard rock. Una sorta di medley, di musical dove ogni livello è a metà tra una battaglia con il boss di turno e un brano di Guitar Hero.
Giorgio Moroder, dio della disco music, diceva che il suo era un genere fatto per ballare, ma Dead As Disco non si ferma ai synth degli anni '70. Anzi, nel novero delle tracce disponibili inserisce miriadi di influenze, cupe e colorate, che pescano dall'immaginario metal fino a quello asiatico. Poi, con la grazia di un Tony Manero che piroetta su se stesso e alza il dito al cielo, sfodera la sua mossa segreta: la possibilità di inserire i propri brani e di "ballarli". Il gioco è attualmente in accesso anticipato e noi ci siamo scatenati al ritmo del suo magico ritornello.
Chi ha incastrato Charlie Disco?
Uno dei grandi misteri musicali del mondo di gioco è: com'è morto Charlie Disco, il leggendario batterista della band Dead As Disco? Il nome del gruppo in cui suonava non era di certo di buon auspicio per lui, ma le circostanze della sua dipartita restano poco chiare. Quel che è certo è che la sua scomparsa ha di fatto significato una gran fortuna e una carriera lampo per i suoi colleghi: gli altri membri della band che, nei loro percorsi da solisti, hanno conosciuto un successo senza precedenti. Così, mentre il ricordo di Charlie sbiadiva, Aurora, la cantante, diventava una dea del k-pop, Dex, il chitarrista, metteva su la sua band hard rock e Hemlock, il bassista, costruiva una carriera costellata da bassi irresistibili.
Tutto cambia quando, dieci anni dopo la morte di Charlie, i membri della band decidono di riunirsi per un concerto in onore del batterista. E allora succede una cosa inaspettata: Charlie torna in vita, per una sola notte. È un'occasione unica per capire meglio com'è finito sotto terra e perché, invece, i suoi ex amici sono diventati star mondiali. Per scoprirlo avrà un solo modo: seguire il ritmo, la bussola che ha guidato tutta la sua vita. Dovrà sconfiggerli sul loro campo, danzando sui loro letali assoli, sbarazzandosi dei loro fan e poi dando loro una lezione di ballo che non potranno dimenticare.
Che musica, maestro
All'inizio dell'articolo ho citato Sifu non a caso: sebbene i colori accesi e l'accompagnamento sonoro molleggiato siano totalmente differenti, anche questa è una storia di vendetta. Una vendetta che si porta avanti a suon di botte, reagendo ai colpi nemici, affrontando personaggi con una personalità ben precisa. La grande differenza è che, se Sifu ha in sé anche la navigazione del livello prima di arrivare allo scontro con il boss, in questo caso il nemico principale e l'accompagnamento musicale sono praticamente la stessa cosa. Quando scegliamo il livello, il boss è già presente sul campo, prende il microfono, comincia a cantare e a suonare. Brano e personaggio sono indissolubili.
Il combattimento, vera ossatura del videogioco, è figlio del sistema freeflow dei Batman di Rocksteady. Un modello che, già di per sé, possiede una certa musicalità e che qui viene ulteriormente enfatizzato per adattarsi ai BPM del brano di sottofondo. Cosa significa, in soldoni? Che i colpi sono indissolubilmente legati al ritmo: prendere a pugni gli avversari premendo il tasto con il tempo giusto vi darà un bonus ai danni e all'accumulo di un indicatore che, quando è pieno, consente di effettuare una presa letale. Inoltre, sulla testa degli avversari apparirà occasionalmente un tasto che vi serve per evitare o per contrattaccare i loro attacchi e, anche in questo caso, c'è una meccanica legata al giusto tempismo. Quest'ultima diventa particolarmente importante nella parte finale della traccia, quando entrano in campo gli ex colleghi di Charlie.
Contrattaccare perfettamente il colpo avversario dà il la a un potente attacco di risposta, che è la chiave per avere la meglio sui nemici più ostici. Ci vuole qualche partita, ma poi si capisce che il senso di Dead As Disco non è tanto piazzare più colpi possibili all'avversario, come potrebbe suggerire la sua natura di picchiaduro, quanto piuttosto riuscire a restare nel flusso: premere i tasti giusti con il tempismo corretto e mantenere il tempo dei battiti con gli attacchi standard. Da questo punto di vista, Dead As Disco risuona molto di più con le meccaniche di un rhythm game che con quelle di un picchiaduro.
In virtù di questa precisazione, forse, la singola nota stonata è la durata dei livelli. Anche se ogni livello si appoggia a un brano che cambia tono e ritmo più volte, scandendo diverse fasi della battaglia, mantenere la concentrazione per gli 8-10 minuti necessari a portare a termine lo scontro a volte è troppo dispendioso in termini di energia. Si arriva spesso alla fine del livello sfiniti. Fortunatamente sono presenti dei checkpoint che permettono di riprendere, in caso di sconfitta, da una delle fasi intermedie della battaglia.
Encore
Tra un brano e l'altro, tra un avversario e l'altro, si torna all'Encore, un locale notturno che, oltre a permetterci di parlare con alcuni personaggi e scoprire i retroscena della storia, ci consente di potenziare Charlie. Se dovessimo puntare il dito verso una componente non particolarmente riuscita del videogioco sarebbe questa: la progressione ci è sembrata piuttosto pigra. Perlopiù si tratta di migliorare le statistiche, aumentare il bonus dei colpi perfetti e poco altro. Considerando che la combo base è piuttosto semplice e che non c'è una vera e propria combinazione di tasti su cui "danzare", si potrebbe fare molto di più da questo punto di vista per aggiungere qualche passo spettacolare al buon Charlie che, con la sua personalità istrionica, sicuramente non vede l'ora di scatenarsi.
Per ora Dead As Disco (che è in accesso anticipato) permette di battersi solo contro alcuni dei vecchi amici di Charlie e poi di cimentarsi in una modalità libera dove è possibile selezionare la canzone che si vuole ballare da una nutrita lista di brani. In questo frangente risiede anche la trovata che ha reso virale il videogioco sui social: si possono utilizzare canzoni presenti sul proprio dispositivo.
Attraverso un editor avanzato, il videogioco permette di calibrare i BPM della canzone con un sistema che è ancora un po' troppo macchinoso. Gli sviluppatori assicurano comunque di essere al lavoro su una funzione che permetterà al gioco di riconoscere e configurare tutto automaticamente. Il risultato che si può raggiungere con una buona configurazione è assai soddisfacente: il videogioco adatta la velocità delle animazioni ai battiti del brano che scegliamo, dando vita a coreografie molto divertenti sulle note della musica che gli diamo in pasto.
È vero che i livelli sono molto semplici rispetto a quelli dei boss, che contano cambi di ritmo, di arena e diverse fasi d'attacco con strategie differenti da seguire. In questo caso la questione è molto semplice: bisogna resistere fino alla fine della canzone affrontando gli attacchi sempre più martellanti degli avversari in questa sorta di endless mode. Ma è una base interessante da sviluppare, in un contesto che del resto offre già un sacco di divertimento sulla pista da ballo, con qualche incertezza grafica figlia dello stato di sviluppo in fieri. La coreografia è ancora lontana dall'essere perfetta, ma ha dei passaggi già da lasciare senza fiato.
Dead As Disco è irresistibile. L'idea è quella di trasformare la coreografia di un combattimento in una stilosa danza di morte. Le battaglie diventano una sorta di musical che fonde perfettamente azione e ritmo grazie a trovate semplici, ma perfettamente in sintonia con i brani scelti dai Brain Jar Games. È ancora un inizio, perché il gioco è in accesso anticipato, ma quel che c'è funziona già alla grande. Magari servirebbe un pizzico d'inventiva in più per quanto riguarda i potenziamenti del nostro Charlie, così da aggiungere brio a un sistema di combo un po' piatto. La possibilità di inserire le proprie canzoni è un'aggiunta azzeccata; gli manca forse quella fantasia e quel guizzo che sono riservati - per ovvi motivi - ai boss canonici del videogioco. Forse arriverà una modalità per costruire nuove battaglie al ritmo delle nostre canzoni preferite?
CERTEZZE
- Picchiare gli avversari al ritmo della disco è una goduria
- Selezione di brani originali e famosi molto ben riuscita
- La possibilità di aggiungere la propria musica
DUBBI
- La crescita del personaggio è ancora un po' piatta
- I singoli livelli sforano gli otto minuti e risultano estenuanti
- Qualche incertezza tecnica
Questo contenuto potrebbe includere link affiliati che generano commissioni.
Per conoscere i dettagli della nostra policy editoriale, è disponibile la pagina etica.