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Buon compleanno, Ubisoft!

A marzo 2026 Ubisoft spegne 40 candeline. Ripercorriamo i quattro decenni di vita dell'azienda francese attraverso 15 titoli simbolo che ne hanno tracciato la storia.

SPECIALE di Diego Trovarelli   —   28/03/2026
Assassin's Creed
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Stappate quello buono, gente, perché stavolta si festeggia qualcosa di speciale. Nel marzo del 1986, infatti, i cinque fratelli Guillemot fondavano quella che sarebbe diventata una delle più grandi potenze dell'industria videoludica negli anni a venire: Ubisoft. Da piccola realtà di distribuzione francese a colosso globale, questa poliedrica software house ha saputo cavalcare ogni generazione tecnologica nel corso di ben quattro decenni, plasmando generi e creando icone entrate ormai nell'immaginario di ogni videogiocatore degno di definirsi tale.

Ai compleanni c'è chi porta un pensierino, chi invece dice che con la busta coi soldi non sbagli mai; noi abbiamo deciso di portare alla festa questo articolo, con il quale vogliamo ripercorrere la storia dello studio attraverso 15 titoli che, in un modo o nell'altro, hanno segnato il suo percorso fino ad oggi.

Zombi (1986)

Come forse molti di voi sapranno, il lungo viaggio di Ubisoft inizia con Zombi, il primo titolo pubblicato dalla casa francese, ispirato alle atmosfere rese celebri da George Romero. Uscito originariamente per Amstrad CPC, questo titolo d'azione in prima persona metteva i giocatori nei panni di quattro sopravvissuti in un centro commerciale, affidandogli il compito di condurli in salvo da un'invasione zombie.

Zombi è stato il titolo di debutto per Ubisoft
Zombi è stato il titolo di debutto per Ubisoft

Un debutto che era quindi un omaggio al cinema horror, ma soprattutto un primo assaggio dell'ambizione tecnica dello studio: gestire quattro personaggi diversi e un inventario complesso rappresentava infatti una sfida notevole per l'epoca; una sfida che ha stabilito il tono per il futuro e che ha dimostrato come Ubisoft non temesse di esplorare temi maturi e meccaniche innovative fin dai suoi primi vagiti nel mercato europeo.

Rayman (1995)

Per molti videogiocatori, specie qualcuno più attempato, dici "Ubisoft" e dici "Rayman". Creato da quel geniaccio di Michel Ancel, il leggendario "uomo-melanzana" ha infatti fatto il proprio esordio trionfale nel 1995 sotto forma di platform 2D tecnicamente strabiliante, dotato di animazioni così fluide da sembrare quasi uscite da un cartone animato interattivo.

All'epoca della sua uscita, Rayman appariva come un capolavoro tecnico e artistico
All'epoca della sua uscita, Rayman appariva come un capolavoro tecnico e artistico

Inizialmente prevista per Atari Jaguar e poi esplosa su PlayStation, l'avventura si distingueva per un design dei livelli fantasioso e una difficoltà brutale nascosta dietro un'estetica colorata; tuttavia ha soprattutto avuto il merito di trasformare Ubisoft in un attore globale, permettendole di competere con i giganti giapponesi nel genere platform. Ma quel che è più importante è che ci ha consegnato un'autentica icona videoludica, che ancora oggi, a distanza di decenni, rimane uno dei simboli più amati e riconoscibili dell'azienda francese.

Tom Clancy's Ghost Recon (2001)

Sviluppato da Red Storm (dopo l'acquisizione dello studio da parte di Ubisoft), il primo Ghost Recon ha portato il genere dello sparatutto tattico verso nuovi orizzonti di realismo per l'era in cui si affacciò sul mercato. Ambientato in un'Europa dell'Est sconvolta dall'ascesa al potere di un pericoloso movimento ultranazionalista, l'avventura metteva l'utente al comando di una squadra di forze speciali d'élite, ma a differenza di altri titoli caratterizzati da un'azione frenetica, qui la pianificazione, la furtività e la cooperazione tra i membri del team erano vitali.

Il connubio tra Tom Clancy e Ubisoft è tra i più longevi della storia dei videogiochi
Il connubio tra Tom Clancy e Ubisoft è tra i più longevi della storia dei videogiochi

Nonostante il suo stampo estremamente commerciale, Ghost Recon è stato un titolo a suo modo pionieristico, che ha definito l'estetica e il ritmo della guerra moderna nei videogiochi, ma soprattutto consolidando la partnership tra il nome di Tom Clancy e l'azienda francese.

Tom Clancy's Splinter Cell (2002)

Nel 2002, la compagnia transalpina ha lanciato la sfida definitiva al genere stealth con Splinter Cell; titolo che ci invitava per la prima volta a controllare Sam Fisher, agente segreto munito del suo ormai leggendario visore notturno e di cui tutti noi stiamo agognando un ritorno sulle scene dopo un'assenza che sta diventando interminabile.

Chissà quando tornerà sui nostri schermi Sam Fisher?
Chissà quando tornerà sui nostri schermi Sam Fisher?

Il gioco sfruttava un motore di illuminazione dinamica all'avanguardia, dove il buio, più che un elemento estetico, rappresentava proprio il cardine del gameplay: nascondersi nell'ombra, utilizzare gadget iper-tecnologici e muoversi con cautela estrema offriva infatti un'esperienza diversa da quella di sua maestà Metal Gear Solid, poiché più orientata al realismo, alla tensione e all'attesa.

Prince of Persia: Le sabbie del tempo (2003)

Rianimare un classico degli anni '80 come Prince of Persia è sempre un gran bel rischio, si sa, ma con Le Sabbie del Tempo Ubisoft è riuscita nell'impresa e non senza trovate geniali. Introducendo la meccanica del riavvolgimento del tempo, ad esempio, la nuova avventura del Principe eliminava infatti la frustrazione dei salti falliti tipica dei platform, trasformandola così in una risorsa strategica che infondeva un'identità del tutto nuova al gameplay.

Le sabbie del tempo ha saputo dare nuova linfa al mitico Principe
Le sabbie del tempo ha saputo dare nuova linfa al mitico Principe

Il combattimento acrobatico e la narrazione fiabesca, supportata da una chimica eccellente tra il Principe e Farah, hanno poi reso il titolo un autentico successo nonché un esempio perfetto di come Ubisoft potesse prendere una proprietà intellettuale storica e modernizzarla senza tuttavia tradirne l'anima.

Beyond Good & Evil (2003)

Facendo due conti, il 2003 è stato un anno d'oro per la compagnia, con Michel Ancel che ha dato vita a un altro gioiello, purtroppo meno fortunato sul fronte commerciale al lancio ma destinato comunque a diventare un "cult" assoluto. Beyond Good & Evil mescolava fotografia, esplorazione, combattimento e una trama politica profonda che ci metteva nei panni della stilosa Jade, reporter catapultata nientepopodimeno che nel bel mezzo di una cospirazione aliena sul pianeta Hillys.

Beyond Good & Evil è uscito anche in versione HD
Beyond Good & Evil è uscito anche in versione HD

Come detto, le vendite iniziali si dimostrarono tiepide, ciononostante la varietà del gameplay e la caratterizzazione dei personaggi, come lo zio Pey'j, finirono per mostrare al mondo il lato più autoriale di Ubisoft, e ci ricordano ancora oggi quanto lo studio francese possa essere audace quando decide di puntare su storie originali e cariche di umanità.

Assassin's Creed (2007)

Parlando di anni chiave per Ubisoft, è però probabilmente il 2007 quello che ha tracciato una rotta che, a distanza di 20 anni, sembra essere ancora la strada maestra per l'azienda, poiché ha segnato la nascita di quello che sarebbe diventato il suo franchise simbolo. Il primo Assassin's Creed ha infatti presentato al mondo Altaïr e la lotta millenaria tra Assassini e Templari, e sebbene sia stato criticato per una certa, innegabile, ripetitività di fondo, l'impatto visivo di Damasco e Gerusalemme, unito alla libertà del sistema di parkour e alla folla dinamica, era qualcosa di mai visto prima.

La prima avventura di Altair è indimenticabile
La prima avventura di Altair è indimenticabile

Insomma, in qualche modo è stato il gioco che di fatto ha tracciato i contorni della "formula Ubisoft": un vasto mondo aperto basato sulla ricerca storica, l'arrampicata libera e una trama densa di misteri. Una pietra miliare nel panorama delle avventure videoludiche che ha fatto la storia del medium, e che con il capitolo successivo ha trovato la sua definitiva consacrazione.

Just Dance (2009)

È curioso da ricordare, ma in un periodo in cui i titoli d'azione dominavano le classifiche, Ubisoft ha piazzato un colpo a sorpresa che avrebbe cambiato il mercato casual. Su Nintendo Wii, Just Dance sfruttava la semplicità dei sensori di movimento per portare il ballo in ogni salotto, e malgrado lo scetticismo iniziale della critica, è diventato un successo colossale da milioni di copie, proponendosi così come pilastro delle feste in famiglia e delle serate in compagnia.

Just Dance è stato un'autentica mossa a sorpresa da parte di Ubisoft
Just Dance è stato un'autentica mossa a sorpresa da parte di Ubisoft

A conti fatti, il titolo è stato la dimostrazione pratica della capacità di Ubisoft di diversificare il proprio portfolio, che non era più quindi costituito solo da blockbuster per giocatori duri e puri, ma ora anche da esperienze capaci di unire persone di ogni età attraverso la musica e la spensieratezza.

Far Cry 3 (2012)

Sviluppato da Crytek e pubblicato da Ubisoft, il primo Far Cry ha aggiunto al catalogo della casa francese il tassello originale di quella che sarebbe poi diventata una saga di estremo successo, ma è stato con Far Cry 3 che quest'ultima ha assunto la sua forma definitiva. L'introduzione di un cattivo carismatico e folle come Vaas Montenegro ha di certo contribuito alla riuscita del titolo, ma è impossibile non sottolineare come il sistema di conquista degli avamposti, la caccia per il potenziamento dell'equipaggiamento e la sua libertà di approccio abbiano creato il nuovo paradigma per gli sparatutto open-world.

Vaas Montenegro era un cattivo riuscitissimo
Vaas Montenegro era un cattivo riuscitissimo

Dal punto di vista tecnico, inoltre - aspetto su cui Ubisoft ha sempre puntato molto in questa serie -, stiamo parlando di un prodotto che ha proposto una qualità di livello eccezionale, che ha reso l'esplorazione dell'arcipelago Rook un'esperienza coinvolgente e selvaggia.

Watch Dogs (2014)

Dopo anni di attesa e un battage pubblicitario senza precedenti, nel 2014 Ubisoft ha lanciato sul mercato Watch Dogs, inaugurando così l'inquietante visione di una Chicago iper-connessa e controllata dal sistema ctOS. Il protagonista, Aiden Pearce, usava lo smartphone come un'arma, hackerando semafori, telecamere e ponti per farsi strada nella città e sfuggire agli inseguitori, nell'ambito di un'avventura che ha avuto il merito di introdurre meccaniche di interazione ambientale innovative, fondendo elementi da sparatutto in terza persona con l'hacking stealth.

Aiden Pearce era in grado di fare di tutto con un semplice smartphone
Aiden Pearce era in grado di fare di tutto con un semplice smartphone

Che dire, Watch Dogs è stato il primo passo di una serie ambiziosa, forse persino troppo, ma senz'altro capace di riflettere sui pericoli della sorveglianza digitale e sulla privacy; temi diventati centrali nella nostra società moderna proprio negli anni successivi al suo debutto.

Valiant Hearts: The Great War (2014)

Affidata alle amorevoli cure di Ubisoft Montpellier, Valiant Hearts era un'opera toccante che mescolava puzzle, avventura e un profondo rispetto storico, ma è anche il degno rappresentante di quel periodo in cui la software house francese puntava su opere sperimentali e dalle dimensioni ridotte.

Valiant Hearts è un'avventura capace di strappare più di una lacrima
Valiant Hearts è un'avventura capace di strappare più di una lacrima

Ambientata durante la Prima Guerra Mondiale, la storia raccontava il destino incrociato di quattro sconosciuti tra le trincee del fronte occidentale, e lo faceva attraverso uno stile grafico ispirato alla tradizione della "linea chiara" del fumetto franco-belga. Con questo progetto Ubisoft ha saputo narrare l'orrore del primo conflitto mondiale con una sensibilità rara, provando a educare il giocatore senza tuttavia rinunciare all'emozione e a un tocco decisamente più poetico del solito.

Tom Clancy's Rainbow Six: Siege (2015)

Rainbow Six Siege era partito come uno sparatutto tattico di nicchia con un lancio alquanto complicato, ma si è trasformato nel tempo in uno degli eSport più seguiti al mondo grazie a un supporto costante e intelligente. Com'è noto, il perno attorno a cui ruota la produzione curata da Ubisoft Montreal risiede nell'elevata distruttibilità degli ambienti, la cui demolizione offre possibilità strategiche che arricchiscono non poco il gameplay.

Tom Clancy's Rainbow Six: Siege è un titolo che ha saputo imparare dai suoi difetti ed evolversi nel tempo
Tom Clancy's Rainbow Six: Siege è un titolo che ha saputo imparare dai suoi difetti ed evolversi nel tempo

Un esempio di tenacia, dunque, che ci ha dimostrato come, di fronte alle difficoltà, Ubisoft abbia saputo rimboccarsi le maniche e tenersi stretta la propria community attraverso un bilanciamento meticoloso e una continua evoluzione dei contenuti.

Tom Clancy's The Division (2016)

Lungo i suoi primi 40 anni di vita sono pochi gli esperimenti che Ubisoft si è fatta mancare. Nel 2016 la casa francese si è infatti tuffata anche nel mercato dei looter shooter, e lo ha fatto con l'affascinante The Division. A fare da sfondo a questa esperienza prettamente multigiocatore c'era una New York post-apocalittica incredibilmente dettagliata dopo una micidiale epidemia di vaiolo, con il titolo sviluppato da Massive Entertainment (team comunque controllato dal gruppo Ubisoft) che offriva una convincente fusione tra sparatutto in terza persona e meccaniche RPG.

La decadente New York ricreata in The Division è stupefacente
La decadente New York ricreata in The Division è stupefacente

Certo, al momento dell'uscita le incertezze non sono mancate, ma va anche ricordato come il supporto post-lancio dimostrò tutta la capacità di Ubisoft di ascoltare la propria community e utilizzare i feedback per correggere il tiro.

Mario + Rabbids: Kingdom Battle (2017)

Non nascondiamoci: l'ipotetica unione tra un'icona di Nintendo come Mario e i folli Rabbids sembrava un'idea assurda, eppure si è rivelata non solo vincente ma anche uno dei migliori strategici degli ultimi anni. Sviluppato da Ubisoft Milano, Mario + Rabbids: Kingdom Battle ha portato il genere dei combattimenti a turni in un mondo colorato e accessibile, senza però trascurare una profondità tattica che ha riservato al pubblico ben più di una sorpresa.

Il mondo di Mario + Rabbids: Kingdom Battle è vivace e variopinto
Il mondo di Mario + Rabbids: Kingdom Battle è vivace e variopinto

Quello diretto da Davide Soliani è un prodotto che ha saputo mescolare il bizzarro umorismo dei Rabbids con la proverbiale precisione del design nintendiano, e che ha dato vita a un'esperienza fresca, divertente e tecnicamente impeccabile su Switch.

Beyond Good & Evil 2 (?)

E chiudiamo con una nota che forse non sarebbe campato in aria definire "amara"; esatto, perché in questo quarantesimo anniversario, il fantasma di Beyond Good & Evil 2 incarna perfettamente la dualità della Ubisoft contemporanea. Annunciato una vita fa con trailer mozzafiato che promettevano meraviglie, oggi il progetto è diventato il simbolo di un colosso che ha sempre puntato in alto ma che ora pare aver smarrito la rotta tra ritardi produttivi, cambi di leadership e una crisi d'identità senza precedenti.

La creatura plasmata dalla famiglia Guillemot attualmente è un mostro sacro che lotta con il peso dei propri franchise e di molte promesse non mantenute, e che naviga verso un futuro che appare incerto quanto turbolento. Eppure, la speranza di milioni di fan è dura a morire: il miglior augurio che possiamo fargli per questa ricorrenza è infatti quello che lo studio possa ritrovare la sua scintilla creativa e uscire dalla tempesta.