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Non perdere questi 10 easter egg in Resident Evil Requiem

Resident Evil Requiem è un videogioco pieno zeppo di citazioni agli altri capitoli: ne abbiamo scelte dieci, quelle che ci sono rimaste più impresse in questo capitolo con Leon e Grace protagonisti.

SPECIALE di Fabio Di Felice   —   03/03/2026
In Resident Evil Requiem, Leon è un collegamento diretto con il passato
Resident Evil Requiem
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Già a partire dal titolo del videogioco, Requiem, era facile intuire che questo nono capitolo di Resident Evil avrebbe avuto a che fare con il passato. Parte della sua campagna pubblicitaria toccava proprio quel nervo tanto sensibile della nostalgia, e lo faceva titillando le emozioni sia della vecchia generazione di giocatori che aveva avuto a che fare con Raccoon City nel 1998 e l'aveva vista saltare in aria, sia con la nuova generazione che aveva vissuto la stessa scena vent'anni più tardi, nel bellissimo remake del 2019. Ce n'era un po' per tutti e il significato era chiaro: torneremo in certi posti, ricorderemo il passato. A volte in maniera molto esplicita, a volte inserendo delle chicche per chi ha un rapporto speciale con quei luoghi.

In effetti, in Requiem gli easter egg si sprecano. Ce ne sono moltissimi - anche più di quelli che abbiamo scelto di raccontarvi noi - che, a un occhio attento, non sfuggiranno di certo. Questi particolari hanno a che fare con oggetti, posti, persino cadaveri che sono fermi lì a marcire da trent'anni. Da quando Leon era solo un ragazzo al suo primo, orribile giorno di lavoro. Abbiamo deciso di sceglierne 10, quelli che ci hanno sorpreso di più. Ovviamente quanto segue è uno spoiler delle sessioni avanzate del videogioco, perlopiù di quelle ambientate a Raccoon City, quindi se non volete sapere nulla su Resident Evil Requiem vi invitiamo a fermarvi qui.

L’anello con il serpente di Victor Gideon

Il principale antagonista del gioco, ovvero il dottor Victor Gideon, ha un design che richiama molto le caratteristiche di un serpente. Non è solo la pelle squamata o quell'impermeabile iper kitsch che sembra uscito da un capitolo di Yakuza, ma porta sulle dita della mano una serie di anelli che hanno inciso sopra il simbolo del rettile.

Se vi sembra di averlo già visto in passato, avete ragione: il serpente che campeggia su uno degli anelli più vistosi di Gideon era inciso sulla lama del coltello di Krauser in Resident Evil 4. In generale è un animale molto utilizzato dai nemici che Leon si trova ad affrontare nella serie. Per esempio, l'anello di Derek Simmons, uno dei cattivi di Resident Evil 6, rappresenta un serpente. Per meglio dire, rappresenta un Uroboro - un altro nome che sarà familiare ai fan della saga - ovvero un serpente che si morde la coda e sta a indicare un ciclo eterno.

Il Sanguis Virginis dei Dimitrescu

Esplorando il castello Dimitrescu in Resident Evil Village, c'è un puzzle che deve essere risolto inserendo una bottiglia di pregiato vino rosso all'interno di un'alcova. Non si tratta di un vino qualsiasi: è il Sanguis Virginis, realizzato da secoli dalla famiglia Dimitrescu. C'è un ingrediente segreto che viene aggiunto in fase di realizzazione e che conferisce densità e complessità al bouquet di profumi. Non c'è bisogno che vi dica qual è questo ingrediente, vero?

Questo vino viene prodotto dalla famiglia Dimitrescu
Questo vino viene prodotto dalla famiglia Dimitrescu

In Resident Evil Requiem, in una sezione avanzata con Grace, è possibile trovare una strana bottiglia di vino rosso. Esaminandola, il nome salta subito all'occhio: Sanguis Virginis. C'è anche scritto che la pregiata bevanda viene realizzata dalla famiglia Dimitrescu. Una bella chicca.

Lo zombie senza mandibola nella centrale RCPD

Nel remake di Resident Evil 2, esplorando i corridoi bui della stazione di polizia, vi resterà impressa una scena: appena prima di incontrare il licker, si trova il corpo di un poliziotto che è stato ucciso con talmente tanta violenza che la mandibola gli è quasi staccata via dalla faccia. La scena è impressionante: Leon gli alza la testa e la parte inferiore della mandibola quasi si stacca. A ripensarci mette i brividi.

Questo vecchio amico è qui da un sacco di tempo...
Questo vecchio amico è qui da un sacco di tempo...

Battendo gli stessi corridoi trent'anni dopo, quel poveretto è ancora lì. Ormai il suo scheletro è stato spolpato dal tempo e gli manca la parte inferiore del cranio. Ma la posizione è proprio quella in cui l'ha lasciato Leon: lo riconosceresti tra mille.

Memorabilia nell'ufficio della STARS

Chiaramente il distretto di polizia di Raccoon City è un piccolo museo di cimeli. Che ci siate passati trent'anni fa, da ragazzini, nella versione originale del videogioco, oppure nel 2019, nella ricca veste grafica del remake, l'effetto è comunque suggestivo. Entrare qui dentro è come fare un giro nei propri ricordi.

L'ufficio della STARS è pieno di ricordi
L'ufficio della STARS è pieno di ricordi

In particolare è bello trovarci tre oggetti che appartengono a tre protagonisti del primo Resident Evil: l'iconico berretto di Jill Valentine sulla sua scrivania, la borsa medica che appartiene a Rebecca Chambers e poi l'indimenticabile giubbotto di pelle da motociclista di Chris Redfield, il cui stile, a tre decenni di distanza, resta discutibile.

La foto della squadra al completo

Questo oggetto merita una voce a parte. Nel piccolo ufficio di Albert Wesker, il capitano della divisione STARS, è possibile trovare una foto che ritrae la squadra al completo. Ci sono i membri della squadra Bravo, i primi che sono stati inviati a investigare sui casi che danno il via a Resident Evil e di cui fa parte Rebecca, e i membri della squadra Alpha, di cui fanno parte Barry Burton, Chris, Jill e altri personaggi.

La STARS al gran completo
La STARS al gran completo

La foto è lì da tantissimi anni. Il fatto che sia stata custodita a lungo nell'ufficio personale di Wesker (insieme a un'altra foto che vedremo tra pochissimo...) regala al personaggio - il cattivo per eccellenza della saga - una certa, inedita umanità. Peccato che non abbia esitato poi molto a sacrificarli tutti in nome dei suoi terribili piani.

La foto di Rebecca e gli occhiali di Wesker

A proposito dell'altra foto tanto cara a Wesker. È possibile recuperare un libro che il capitano aveva preso in prestito dalla biblioteca. Non è difficile trovarlo: bisogna solo seguire le indicazioni di Barry Burton che troviamo sulla sua scrivania. Questo tomo prezioso custodisce un segreto: una foto di Rebecca in outfit sportivo che attesta l'interesse di Wesker per la giovane recluta. Dietro alla foto, inoltre, compare una scritta: "Rising Rookie Rebecca".

Wesker teneva particolarmente a questa foto...
Wesker teneva particolarmente a questa foto...

Bisogna ricordarsene, perché quell'appunto nasconde la chiave per aprire la valigetta di Wesker nell'ufficio della STARS. Inserendo la combinazione RRR, al suo interno troviamo un paio di occhiali da sole tali e quali a quelli indossati dall'iconico cattivo di Resident Evil. Se equipaggiati, ci permettono di avere un bonus ai danni dei colpi che spariamo con la Requiem.

L'armadietto di JoJo

Un altro personaggio che nasconde dei segreti (ben meno imbarazzanti) è Barry Burton. Esplorando bene la stazione di polizia e seguendo le indicazioni lasciate in una nota sulla sua scrivania, è possibile trovare una chiave che apre un armadietto. Sul portachiavi campeggia la scritta JoJo, in riferimento al manga JoJo's Bizarre Adventure di Hirohiko Araki, di cui Hideki Kamiya era un grande fan.

Questa chiave apre un armadietto pieno di oggetti
Questa chiave apre un armadietto pieno di oggetti

Al suo interno si trova un vero e proprio tesoro. Anzitutto c'è un biglietto per lo zoo di Raccoon City, un posto estremamente importante in Resident Evil Outbreak, il capitolo dove compare Alyssa Ashcroft, la madre di Grace. E poi c'è un tuffo nei ricordi: una PlayStation originale con una serie di videogiochi firmati Capcom. Tra di essi, una copia del primo Resident Evil, di Street Fighter Alpha 2 e di Mega Man 8.

TOFU!

Questo particolare è più veloce dell'occhio ed è facile perderselo. Esplorando il distretto di polizia ed entrando in una stanza la cui parete crollata lascia intravedere la desolazione di Raccoon City, è possibile scorgere un movimento sullo sfondo. È impercettibile, e inizialmente vi sembrerà che sia stata una parte della parete a muoversi. Guardate meglio: è un blocco bianco, sì, ma di tofu!

Dura appena un secondo, ma Tofu è lì!
Dura appena un secondo, ma Tofu è lì!

Si tratta di uno dei personaggi segreti di Resident Evil 2, inizialmente utilizzato da Capcom come test per le collisioni degli eroi. Si decise poi di inserirlo come controparte parodistica del tosto Hunk, che invece rappresentava uno spaventoso mercenario senza identità. A quanto pare Tofu è molto timido e fa di tutto per evitare di essere visto da Leon, ma con un po' di attenzione è possibile scorgerlo prima che si ritiri e sparisca dalla vostra vista.

Hunk?

Hunk è l'altro personaggio segreto di Resident Evil 2, sebbene abbia fatto la sua comparsa anche in moltissimi altri capitoli della serie. Con la sua esperienza sul campo, Hunk era assai temuto nella squadra speciale della Umbrella, e il suo passato misterioso fa parte del fascino del personaggio. Il suo nome in codice era "Grim Reaper", ovvero il mietitore. La morte.

Tutto sembra suggerire che questo mercenario sia Hunk
Tutto sembra suggerire che questo mercenario sia Hunk

Nell'ultima parte dell'avventura, Leon affronta un avversario che sembra in tutto e per tutto Hunk in un letale duello all'arma bianca. Come in passato, Hunk è coperto dal mistero, e quindi non c'è alcuna conferma che si tratti dello stesso mercenario. Quel che è certo è che, una volta sconfitto, ci lascia la sua arma chiamata "Mortal Edge". Anche in questo caso, la citazione al nome in codice di Hunk è assai generosa.

Il quadro di Madre Miranda

Nello studio di Spencer c'è uno strano quadro appeso alla parete. La tela rappresenta una donna dai lunghi capelli neri, vista di spalle, in una sorta di bosco. Sotto campeggia una lettera: "M". Tutti gli indizi ci spingono a pensare che quella donna sia Miranda, l'avversario principale di Resident Evil Village.

Forse Spencer non ha mai dimenticato Miranda?
Forse Spencer non ha mai dimenticato Miranda?

Questo anche perché Spencer e Miranda hanno un rapporto profondo che li lega da molto tempo, e che ha perfino condizionato la nascita della Umbrella. Sappiamo da Resident Evil Village che il giovane Spencer venne salvato da Miranda e da lei apprese gli effetti del Megamicete. Da quel momento, Spencer rimase ossessionato dalla voglia di far evolvere l'umanità attraverso la scienza. Lui e Miranda avevano due obiettivi molto diversi: a lei interessava solo riportare in vita sua figlia; a lui, agire per migliorare gli esseri umani. È probabile, però, che Spencer non si sia mai dimenticato di Miranda, ed ecco perché il quadro è lì.