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Nioh 3, la recensione di un mix di azione e loot che rischia di travolgervi

Abbiamo provato il nuovo capitolo della saga Team Ninja: ecco perché è il gioco più ambizioso e complesso della serie, ma rischia di travolgervi per questo.

RECENSIONE di Francesco Serino   —   04/02/2026
Nioh 3
Nioh 3
Nioh 3
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Non è un "souls" ma ci assomiglia molto, come del resto assomiglia a tante altre cose. Come scoprirete lungo la recensione di Nioh 3, questo gioco è una sorta di summa maxima di tutto quel che ha realizzato Koei Tecmo negli ultimi dieci anni. Wo Long, Rise of the Ronin, Ninja Gaiden e naturalmente i due Nioh precedenti: tutti questi giochi hanno concesso parte del loro gameplay per permettere a questo seguito di splendere definitivamente, o di affondare in malo modo?

Armi e armature per tutti

Il primo Nioh ebbe uno sviluppo drammatico, durato oltre tredici anni. Inizialmente i piani erano di sviluppare un gioco di ruolo più classico, poi il progetto venne scartato e il team Koei iniziò praticamente daccapo. Infine la compagnia si unì a Tecmo, famosa per i suoi giochi d'azione, e da questa sinergia prese forma il Nioh che conosciamo oggi. La serie debuttò nel 2017 con un'idea furba ed efficace: unire l'esperienza negli action del Team Ninja, ad un'infrastruttura in parte suggerita dalle ultime produzioni FromSoftware a guida Hidetaka Miyazaki.

Mentre la mappa si farà morfologicamente più impervia, i contenuti che troverete al suo interno finiranno di sorprendervi e interessarvi molto presto. In Nioh 3 l'unica cosa che conta davvero è trovare un nuovo nemico più forte da battere, per alcuni non è affatto poco!
Mentre la mappa si farà morfologicamente più impervia, i contenuti che troverete al suo interno finiranno di sorprendervi e interessarvi molto presto. In Nioh 3 l'unica cosa che conta davvero è trovare un nuovo nemico più forte da battere, per alcuni non è affatto poco!

Ad arricchire e a rendere più peculiare il mix, un sistema di loot che solitamente non si vede nelle produzioni giapponesi e che ricorda molto da vicino Diablo nella granularità e nell'abbondanza. E fu un successo senza dubbio meritato: la quantità di armi e armature, ciascuna munita di bonus casuali, lo rendevano ricco e sorprendente, mentre il sistema di combattimento a quadrupla guardia gli ha garantito quell'ulteriore profondità in grado di fare la differenza. Nioh 2 arricchì la formula, migliorò leggermente la grafica, ma la struttura rimase pressappoco la stessa. Fu comunque abbastanza per portare a casa il risultato.

Il crogiolo

Nioh 3 è un sequel molto più coraggioso: introduce diverse novità importanti, nuove funzioni e, per i suoi livelli, adotta la strada del semi open world. I diversi biomi sono infatti caratterizzati da aree più spaziose e da diversi punti d'interesse interconnessi attraverso passaggi a volte chiari, e altre più o meno segreti. Il risultato è un'esplorazione libera ma non dispersiva, fatta di diramazioni più che di campi aperti comunque presenti. Per accomodare sezioni più classiche e lineari, Nioh 3 introduce il crogiolo. Il crogiolo è dove la mappa è oramai totalmente corrotta dal male e dalla presenza degli Yokai. Quando si entra in queste aree le regole cambiano leggermente: è possibile trovare armi dai poteri esclusivi, i nemici sono decisamente più pericolosi del normale e non tornare alla propria tomba comporta una continua erosione dell'energia vitale.

Il crogiolo minore ha l'aspetto di un'arena e offre nemici a ondate, mentre i crogioli normali offrono livelli molto più simili ai classici 'souls' con scorciatoie da aprire e sacrari a cui pregare per non ricominciare daccapo
Il crogiolo minore ha l'aspetto di un'arena e offre nemici a ondate, mentre i crogioli normali offrono livelli molto più simili ai classici "souls" con scorciatoie da aprire e sacrari a cui pregare per non ricominciare daccapo

Esistono crogioli minori che assomigliano ad arene, spazi ridotti e nemici ad ondate e altri legati alle missioni principali da affrontare a testa bassa fino al classico boss di fine livello ed è dove questo gioco si avvicina di più al classico "souls", con scorciatoie da sbloccare e sacrari su cui pregare. Durante l'esplorazione libera è possibile imbattersi in segreti, villaggi da purificare uccidendo tutti i nemici nella zona, missioni secondarie, diversi elementi da collezionare. È un'offerta sincera e funzionale, ma che inevitabilmente tenderà a ripetersi sempre di più, e a stupire sempre meno. Da giocatore sei spinto a fare tutto perché specialmente all'inizio è divertente farlo, ma è la paura di non essere pronti alle sfide del crogiolo successivo la motivazione più pressante. Sai che sarà difficile, e ci vuoi arrivare pronto. L'esplorazione è effettivamente blanda, passiva: anche se i punti di interesse non emergono sulla mappa fino a quando non ne avremo esplorato i dintorni è comunque molto facile far apparire tutto, specialmente nelle aree iniziali più lineari. Nel mondo di Nioh 3 manca il mistero, lo stupore continuo, la sorpresa che ti spiazza. Inevitabilmente tutto confluisce nel suo sistema di combattimento.

Tra samurai e ninja

Nioh 3 è un gioco per chi vuole combattere e "minmaxare" la propria build. Elemento fondante del sistema di combattimento di Nioh è, e rimane, il Ki: più i tuoi colpi vanno a segno e più i nemici presi di mira lo consumano. Quando questo valore raggiunge lo zero è possibile effettuare contro di loro una mossa molto più efficace. Il Ki è una sorta di stamina che spinge ad attaccare, attaccare e attaccare fino a rompere la guardia dell'avversario, ma che consumiamo anche noi eseguendo le nostre azioni. In questo nuovo Nioh 3, oltre al samurai classico della serie è possibile guidare un ninja: è lo stesso personaggio, ma può cambiare stile al volo se il giocatore preme il grilletto destro del pad. Il cambio di stile è anche utilizzato come parata speciale per i colpi esplosivi, i più potenti a disposizione dei nemici. Tra le prime abilità che potrà sbloccare il samurai troviamo le classiche quattro guardie già presenti dal primo gioco e la nuova deviazione, una sorta di parata attiva che ripristina il Ki, aumenta gli indicatori delle arti ninjutsu e respinge praticamente tutti i colpi nemici tranne gli esplosivi. La deviazione di Nioh 3 è una concreta evoluzione di quella introdotta in Wo Long e in Rise of the Ronin, e dona al samurai una concreta marcia in più, oltre ad essere davvero divertente da utilizzare.

Il ninja meriterebbe un gioco a parte con la metà delle meccaniche. In Nioh 3 si è obbligati a gestire costantemente entrambi gli stili, ninja e samurai, perché cambiarli in combattimento è essenziale durante certe battaglie
Il ninja meriterebbe un gioco a parte con la metà delle meccaniche. In Nioh 3 si è obbligati a gestire costantemente entrambi gli stili, ninja e samurai, perché cambiarli in combattimento è essenziale durante certe battaglie

Anche il Ninja è una grandissima aggiunta che offre un sistema di combattimento completamente ridisegnato, oltre a nuove armi, nuove abilità, nuove armature, nuove magie. Dopo ogni colpo, esattamente come il samurai, può ricaricare il suo Ki e potrà effettuare un'ampia schivata che con il tempo potrà trasformarsi in una vera e propria traslazione. Proiettarsi alle spalle dei nemici è fondamentale per i ninja, poiché da questa posizione i danni raddoppiano. Questo guerriero può anche lanciare fiamme sacre, shuriken, kunai e molti altri gadget fisici e magici che si ricaricheranno annientando i nemici, e sfruttare le semplicissime meccaniche stealth presenti.

Piovono meccaniche

Il sistema di combattimento di Nioh 3 è davvero molto buono, per non dire eccellente, ma come tutto il gioco soffre di troppe sovrastrutture. La volontà di creare un'avventura sorprendentemente ricca lato gameplay, affatica un sistema che di base funzionerebbe alla perfezione. Qui abbiamo due diverse tipologie di stili di combattimento, due distinti setup di armi e armature da mantenere aggiornati, Ki da ricaricare, dozzine di alberi abilità da inseguire, il solito crafting che richiede mille materiali, parate attive, parate per purificare, parate per gli attacchi esplosivi che si effettuano cambiando stile, abilità degli spiriti guardiani da attivare in combattimento. Sono già una marea di meccaniche e non sono ancora tutte. Inoltre il loot è davvero molto, molto generoso e non c'è un nemico che non ti ricompensi con due o più oggetti indossabili. Ogni trenta minuti di gioco svuotare l'inventario, trasformando ciò che non si usa in amrita o ingredienti per il crafting, diventa una questione di sopravvivenza.

Certi boss sono davvero fastidiosi per colpa di attacchi non sempre precisi e in alcune circostanze poco leggibili
Certi boss sono davvero fastidiosi per colpa di attacchi non sempre precisi e in alcune circostanze poco leggibili

Si fa quindi fatica a distinguere il miglior elmo tra la dozzina che probabilmente avremo raccolto nell'ultima ora, e lo stesso vale per le quindici armi, i trenta corpetti, la dozzina di stivali che continuano a moltiplicarsi nell'inventario. Di conseguenza si è spinti a fare scelte sommarie e superficiali su cosa equipaggiare e cosa scartare, prendendo per lo più in esame il valore generale di difesa, o almeno così accade fino a che non ci si imbatte in qualche muro invalicabile: il boss che non ti aspetti e che richiederà di dare fondo ad ogni 0,1 in più.

Ironico sadismo

Il primo Nioh, ma il secondo non è poi molto diverso, era un gioco ricchissimo di contenuti ma asciutto nel gameplay. La sfida era quella, e dovevi adattarti, cercarti un equipaggiamento migliore, provare nuove strategie o armi più efficaci. Le battaglie avevano le loro imperfezioni, diverse sbavature come in ogni videogioco, ma il più delle volte a sbagliare eri tu, soltanto tu. In Nioh 3 non c'è nessuna ironia negli schemi di attacco dei nemici, quella perfidia amichevole che è possibile trovare in altri titoli simili, chiamiamoli gli originali. Al contrario i nemici di Nioh 3, specialmente certi boss, sembrano animati più da un certo diabolico e non simpatico, sadismo. Non ti mette alla prova un amico, ma ti sfida un bullo. Spesso vieni colpito da attacchi ampissimi sferrati attraverso protuberanze enormi, doppi colpi che ti azzerano l'energia senza avere nessuna possibilità di reagire. Il problema è che non sei nemmeno così concentrato sull'obiettivo dovendo pensare a due diverse parate, a due diversi stili di combattimento che volenti o nolenti è necessario curare, imparare e ben equipaggiare senza preferenze. Certi colpi sono quasi impossibili da anticipare perché nel bel mezzo dell'azione le cose si fanno troppo confuse e in modo sbagliato.

Nioh 3 è decisamente più bello da vedere del gioco precedente
Nioh 3 è decisamente più bello da vedere del gioco precedente

Quando schivi un colpo e lo vedi andare a vuoto, il nemico che lo ha sferrato non può ruotare artificialmente e inspiegabilmente sulla propria asse perché qualche divinità di silicio ha deciso che deve comunque colpirti: è snervante, ingiusto, imprevedibile perché frutto di una ricalibrazione non prevista dalle animazioni che non può che cogliere alla sprovvista. Succede più frequentemente con i boss, ma è abbastanza per intaccare ogni volta l'entusiasmo.

Per qualche strano motivo, Nioh 3 decide di chiudere il suo livello introduttivo proprio con un avversario che mostra tutti insieme questi difetti e che ci trova, oltre che malamente equipaggiati, ancora poco avvezzi alle nuove meccaniche, senza un'area alle spalle dove livellare quel che basta. Un incontro che per molti potrebbe rivelarsi un enorme ostacolo iniziale di cui davvero non c'era bisogno. Quando finalmente l'avventura inizia davvero, la difficoltà ritorna ad avere una curva sensata, ma nessun gioco dovrebbe avere un test d'ingresso dalle regole così poco chiare, e non dovrebbe nemmeno essere incapace di offrire soluzioni alternative.

Pasticci narrativi

Nioh 3 non può nemmeno contare su una trama sensata: il pasticcio narrativo al quale è arrotolato il primo gioco è forse il suo unico vero punto debole. Questo limite non è stato risolto con il secondo gioco, né con il terzo dove adesso in nome della qualità si viaggia anche nel tempo. Ogni bioma è infatti legato a un'epoca storica del passato giapponese: non andrete nel futuro, ma questa scelta permette comunque di avere una maggiore varietà nelle ambientazioni che rimarranno sempre in linea con il Giappone feudale. La trama è un guazzabuglio di elementi storici e fantastici, ma rispetto ai primi due giochi è decisamente meno presente, meno pressante, e questo è il più grande complimento che le si può fare.

Nessuno gioca a Nioh per la trama, e Nioh 3 non fa differenza. Peccato che questo elimini ogni tipo di narrazione, anche ambientale. Niente ha davvero significato o importanza, si gioca solo per combattere
Nessuno gioca a Nioh per la trama, e Nioh 3 non fa differenza. Peccato che questo elimini ogni tipo di narrazione, anche ambientale. Niente ha davvero significato o importanza, si gioca solo per combattere

È una scusa per giocare, soylent green per i divoratori di anime che manca però di logica e presa, rende Nioh 3 fine a sé stesso: un'ordalia per chi ama mettersi alla prova e dove tutto converge verso il prossimo grande scontro. Qui i luoghi non raccontano chissà quali storie, le leggende sono didascaliche e i segreti una spunta in più da rincorrere, una benedizione Kodama da aggiungere alla lista, un ulteriore nucleo dell'anima Onmyo da purificare e livellare. Se è solo questo che ti interessa, i numerosi sistemi e sottosistemi di Nioh 3 ti faranno impazzire. Del resto sono pensati apposta per fare in modo che il giocatore possa costruirsi il personaggio dei sogni, se non addirittura raggiungere la chimera del samurai matematicamente imbattibile. E la personalizzazione passa anche attraverso dozzine di alberi abilità che includono naturalmente i due stili di combattimento, come tutte le categorie di armi presenti: tonfa, artigli tekko, accette, bo compositi, kusarigama, doppia katana ninja, lance, katane, asce, tekko normali, odachi, falcioni, doppia katana samurai. Ma attenzione, alcune delle abilità più avanzate di ciascuna categoria potranno essere sbloccate solo sconfiggendone il maestro.

Salto grafico

Il salto grafico rispetto al secondo Nioh è importante: non solo le mappe più aperte impongono un maggior dettaglio tutto insieme, ma su una PlayStation 5 liscia solo qualche leggero e fugace singhiozzo al framerate ci ha impedito di parlare di perfezione. Nioh 3 è decisamente più bello da vedere e, se si considerano le mappe più dettagliate e grandi che mai, anche meglio ottimizzato. La qualità di texture, strutture e animazioni dona comunque al gioco un aspetto piuttosto standard, almeno per questo tipo di produzioni.

I nuovi yokai sono molto belli, tantissimi ed è ogni volta un piacere (e uno spavento!) incontrarne di nuovi
I nuovi yokai sono molto belli, tantissimi ed è ogni volta un piacere (e uno spavento!) incontrarne di nuovi

I nuovi yokai sono parecchio affascinanti, lo sono sempre in ogni gioco e vi sfido a dire il contrario, ma in Nioh i loro set di mosse, tra tentacoli, drappi ed effetti speciali, risultano a volte davvero poco leggibili. Il sonoro propone effetti davvero molto buoni e in grado di offrire al giocatore tantissimi feedback utili soprattutto in combattimento, mentre le musiche orchestrano bene, ma senza particolari guizzi, questa brutale discesa negli inferi della tradizione giapponese.

Conclusioni

Versione testata PlayStation 5
Multiplayer.it
7.5
Lettori (21)
6.9
Il tuo voto

Nioh 3 è un calderone di idee e meccaniche senza alcun dubbio affascinante, dotato di un sistema di combattimento ora persino duplice, samurai e ninja, ma sempre di primissima qualità. Il livello di personalizzazione è altissimo, armi e armature arriveranno a migliaia e vi perderete con gusto tra tutte le abilità e le mosse messe fin da subito a disposizione. Il mondo di gioco, ora più aperto che mai, si rivela però essere l'ennesimo luogo liminale creato apposta per le nostre scorribande, senza una trama degna a fare da collante, senza leggende o personaggi particolarmente empatici ad illuminarne i tetri percorsi. La difficoltà va e viene, ha un'andatura altalenante composta da fasi più morbide a picchi di dolore assoluti, specialmente contro certi maledetti boss dagli attacchi particolarmente confusi. E poi ci sono troppi sistemi in ballo, troppe benedizioni, la parata normale, quella che deflette, quella che purifica, quella contro i colpi esplosivi. Molte di queste sovrastrutture non rendono Nioh 3 più ricco, solo più confuso e decisamente meno elegante di quel che meriterebbe di essere. Ma se è nelle vostre corde, difficilmente vi deluderà.

PRO

  • Grande sistema di combattimento
  • Il ninja è davvero molto divertente da utilizzare
  • Personalizzazione estrema del proprio personaggio

CONTRO

  • Trama estremamente confusa che non lascia traccia
  • Le aree di gioco sono luoghi liminali senza storia
  • Alcuni boss attaccano in modo molto poco leggibile e frustrante