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Sviluppatore di Half-Life 2 ha criticato ferocemente i licenziamenti di Epic Games: meglio Valve

Uno sviluppatore di Half-Life 2, ex-Valve, ha criticato con grande veemenza i recenti licenziamenti occorsi dentro Epic Games.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   27/03/2026
Tim Sweeney, il capo di Epic Games

I recenti licenziamenti di Epic Games, che ha mandato a casa più di 1.000 dipendenti, continuano a far discutere l'industria videoludica. Tra le reazioni più dure spicca quella di Chet Faliszek, ex sceneggiatore di Valve, che in un video molto critico verso la dirigenza della casa di Unreal Engine ha preso di petto il CEO Tim Sweeney e le sue scelte aziendali, sollevando dubbi soprattutto sul morale interno.

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Faliszek si è chiesto apertamente quanto possano essere motivati i dipendenti di Epic Games: "Qualcuno può spiegarmi perché chi lavora in Epic dovrebbe impegnarsi? Epic ha appena licenziato 1.000 persone". Il riferimento è anche alla chiusura o al ridimensionamento di alcune modalità di Fortnite, nonostante il titolo resti uno dei fenomeni culturali più rilevanti del settore.

Secondo l'ex sceneggiatore di Valve, la situazione appare ancora più difficile da giustificare considerando che Epic non è un'azienda quotata in borsa, e quindi non è sottoposta alle pressioni provenienti dai mercati finanziari. "Non è come se dovessero soddisfare le esigenze della borsa. Questa è una scelta di Tim Sweeney", sottolinea, evidenziando come il numero di licenziamenti superi addirittura l'intero organico di Valve.

Il CEO di Epic Games dice che le persone licenziate non sono state scelte in base alla qualità del loro lavoro Il CEO di Epic Games dice che le persone licenziate non sono state scelte in base alla qualità del loro lavoro

Faliszek critica anche la direzione creativa dell'azienda, accusando Sweeney di essersi concentrato quasi esclusivamente su un unico grande progetto: "Tim è passato dal fare giochi al fare un solo gioco, cercando di guadagnare il più possibile. [...] Hai smesso di preoccuparti di creare cose". Un approccio che, a suo avviso, rischia di compromettere la cultura aziendale e la fiducia dei dipendenti.

Il confronto con Valve è inevitabile: Faliszek ricorda come nello studio molti sviluppatori abbiano costruito carriere molto lunghe, con condizioni economiche e professionali tali da incentivare la permanenza. "Valve lo aveva capito: è così che fai in modo che le persone tengano a ciò che fanno, lavorino duramente e restino perché sentono di migliorare", afferma, sottolineando l'importanza di dare ai team autonomia e senso di appartenenza.