Bandai Namco Entertainment ha annunciato che Synduality: Echo of Ada si avvia verso la chiusura dei server: i servizi online termineranno a maggio 2027. Questo non segnerà però la fine del gioco, che verrà riproposto in una versione offline priva di qualsiasi elemento PvP, trasformandolo in un'esperienza esclusivamente PvE.
Gli aggiornamenti online si fermeranno dopo quelli già programmati per ottobre 2026, mentre la valuta premium Syn Coins resterà acquistabile fino al 17 dicembre. A dicembre arriverà anche la funzione di trasferimento dei dati, che consentirà di migrare parte dei salvataggi alla futura versione offline; ulteriori dettagli saranno comunicati prossimamente.
La data precisa della chiusura dei server e del passaggio alla versione offline verrà annunciata a marzo 2027. Da quel momento, tutte le funzionalità online, come matchmaking, progressione condivisa, attività PvPvE, verranno disattivate.
Un progetto che non ha centrato il bersaglio
Per chi non lo sapesse Synduality: Echoes of Ada fa parte di un più ampio progetto trans‑media di Bandai Namco. Questo universo include l'anime Synduality: Noir, composto da due stagioni e disponibile su Disney+, ambientato nel 2242, circa vent'anni dopo gli eventi narrati nel gioco. L'universo comprende anche il manga Synduality: Ellie, serializzato su Monthly Comic Alive, e la serie di romanzi Synduality: Kaleido, pubblicata su Monthly Hobby Japan.
Purtroppo lato videogiochi, il franchise per non ha centrato il bersaglio: Synduality: Echoes of Ada era stato presentato come sparatutto fantascientifico PvPvE con meccaniche da extraction shooter, dove i giocatori pilotano i Cradle Conffins, dei mech personalizzabili liberamente, dall'aspetto all'arsenale, con l'obiettivo di esplorare le lande desolate della Terra, colpita dalla piaga della pioggia velenosa chiamata "The Tears of the New Moon" che ha decimato la popolazione, per recuperare i cristalli AO, una rara ed essenziale risorsa.
Purtroppo il titolo ha ricevuto valutazioni molto tiepide a livello internazionale (a proposito, ecco la nostra recensione) e a giudicare dalla chiusura dei server annunciata a neppure due anni dopo il lancio, anche il pubblico non sembrerebbe aver premiato la produzione.
Tra i punti deboli della produzione c'è proprio la componente multiplayer, al punto che, come segnala Automaton, paradossalmente molti utenti giapponesi hanno commentato in maniera positiva l'arrivo di una versione offline senza PvP, ritenuto una componente deleteria dell'esperienza, con alcuni che affermano che Bandai Namco dovrebbe lanciarla subito, piuttosto che aspettare il 2027.