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Rifiutare i cookie potrebbe non servire a nulla: Google, Meta e Microsoft potrebbero tracciarvi lo stesso

Secondo un audit dell'azienda californiana webXray, Google, Meta e Microsoft continuerebbero a tracciare gli utenti anche dopo il rifiuto dei cookie.

NOTIZIA di Stefania Netti   —   15/04/2026
Cookie di Internet (immagine indicativa)

Immaginate di aprire una pagina web alla ricerca di informazioni e di trovarvi davanti al classico banner che vi chiede di accettare i cookie. Molti utenti li accettano senza pensarci troppo, pur di accedere rapidamente ai contenuti senza interruzioni, mentre altri scelgono di rifiutarli per limitare il tracciamento da parte degli inserzionisti. Eppure, secondo un'indagine condotta in California, rifiutare i cookie potrebbe non avere l'effetto sperato, dato che in alcuni casi le grandi aziende continuerebbero a comportarsi come se il consenso fosse stato comunque concesso.

Le aziende ignorano il rifiuto dei cookie

A riportare queste informazioni è l'azienda californiana webXray, specializzata in analisi dei dati. Si tratta di risultati che, come sempre, vanno interpretati con cautela. Secondo l'azienda, diversi grandi attori del settore tecnologico continuerebbero a utilizzare cookie per il tracciamento degli utenti anche quando questi hanno espresso il proprio rifiuto.

Secondo un audit del 26 marzo 2026, circa 200 servizi pubblicitari non rispettano i segnali di opt-out degli utenti, in questo caso californiani. Questo fa pensare che le regole sulla privacy non vengano sempre rispettate.

I dati
I dati

Passando ai dati, il campione analizzato mostra che nel 55% dei siti vengono comunque installati cookie anche dopo il rifiuto da parte dell'utente. Inoltre, nel 78% dei casi i banner di consenso non risultano efficaci nell'applicare correttamente la scelta espressa: in molti casi, quindi, il blocco del tracciamento non viene eseguito come previsto. Secondo webXray, le aziende del settore pubblicitario potrebbero essere esposte a sanzioni fino a 5,8 miliardi di dollari.

Google, Meta e Microsoft sotto esame

Più nel dettaglio, Microsoft ignorerebbe circa la metà dei segnali di opt-out e continuerebbe a tracciare gli utenti sul 35% dei siti clienti, con sanzioni stimate fino a 390 milioni di dollari. Google, invece, ignorerebbe circa l'86% delle richieste di opt-out, con tracciamento attivo sul 77% dei siti, per potenziali multe stimate in 2,31 miliardi di dollari.

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Meta, infine, potrebbe aver generato esposizioni fino a 9,3 miliardi di dollari in sanzioni, con il 69% dei siti che ignorerebbe i rifiuti ai cookie e il 21% che continuerebbe a tracciare attivamente gli utenti. Tutte e tre le aziende hanno contestato il rapporto, sostenendo che l'audit descrive in modo non corretto le tecnologie utilizzate.