L'impatto storico di Doom sull'industria dei videogiochi è un fatto ampiamente riconosciuto, spesso celebrato dalla tendenza contemporanea di installare il titolo sui dispositivi più improbabili. Tuttavia, esplorando la storia del gioco, emerge un dato statistico degli anni '90 che aiuta a inquadrare le reali proporzioni del suo successo originario: nel 1995, Doom era installato su un numero di personal computer superiore a quello di Windows.
Un numero enorme
A richiamare alla memoria questo dettaglio è una vecchia intervista rilasciata a PC Gamer nel novembre 2008 da John Carmack. Il programmatore di id Software, riflettendo sui vantaggi dei modelli open source e shareware, dichiarò: "Guardiamo indietro ai primi tempi in cui l'originale Doom era uno shareware, e Microsoft fece uno studio all'epoca che diceva che c'erano più copie di Doom installate sui computer di quante ce ne fossero di Windows 3.1. È difficile definire quale sia il valore esatto dell'avere persone che conoscono il tuo gioco ma non ti pagano, ma di certo non credo sia stato un male. Forse, come azienda giovane, avremmo potuto monetizzarlo meglio di quanto avevamo pensato all'epoca."
Per contestualizzare l'aneddoto, è necessario ricordare che i dati si riferiscono al periodo precedente all'agosto del 1995, mese di lancio di Windows 95. All'inizio degli anni '90 i PC non erano rari, ma la diffusione dei sistemi operativi era diversa: tra il 1990 e il 1992 Microsoft vendette circa 10 milioni di copie di Windows 3.0, a cui se ne aggiunsero altre 3 milioni nei primi tre mesi di vita di Windows 3.1. Dal canto suo, id Software operava su un modello ibrido: il primo episodio di Doom (che girava su sistema DOS) era distribuito gratuitamente in formato shareware. Questo fattore generò una diffusione senza precedenti, che si tradusse in popolarità ma non necessariamente in vendite dirette. Nel 1996, il presidente di id Software Jay Wilbur affermò che la versione shareware era stata scaricata 20 milioni di volte.
A complicare la ricostruzione numerica del fenomeno, però, è intervenuto anni dopo il fondatore di Valve, Gabe Newell, che all'inizio degli anni '90 lavorava proprio in Microsoft. In un'intervista del 2013, Newell offrì maggiori dettagli su quello studio aziendale, commissionato per capire l'utilizzo reale che gli utenti facevano dei PC, al di là dei semplici dati di vendita forniti dai rivenditori: "Andarono letteralmente nel mondo reale a vedere cosa faceva davvero la gente. Era la prima volta che Microsoft lo faceva, analizzare le macchine di 10.000 persone per capire per cosa usassero realmente i PC. Ebbene, saltò fuori che li usavano per il porno e i videogiochi, e quella parte dello studio fu immediatamente ignorata. Ma la buona notizia era che, estrapolando quei numeri, Windows veniva effettivamente usato su 30 milioni di PC negli Stati Uniti. Ma la cosa che all'epoca mi colpì davvero fu che Windows era il prodotto numero due. La maggior parte di voi probabilmente sa quale fosse il prodotto numero uno. Sì, era Doom."
È proprio confrontando le dichiarazioni che emerge un'incongruenza statistica. Newell fa riferimento a 30 milioni di utenti Windows nei soli Stati Uniti, posizionando Doom a una cifra logicamente superiore. Questi numeri contrastano in modo netto con quelli forniti da id Software: oltre ai 20 milioni di download citati nel 1996, in un'altra intervista del 1995 lo stesso Wilbur parlava di Doom presente su "almeno 15 milioni di computer in tutto il mondo" (la cifra attualmente riportata anche su Wikipedia).
Si crea così un divario di oltre 10 milioni di copie. La differenza potrebbe essere attribuibile allo scambio informale di floppy disk, alle installazioni su reti LAN universitarie o aziendali, o alla semplice pirateria, elementi che sfuggivano al controllo di id Software. Esiste anche la possibilità che i ricordi di Newell o di Wilbur fossero imprecisi.
Al netto dei numeri esatti, resta il fatto storico di una diffusione così capillare da spingere lo stesso Bill Gates, per promuovere il successivo port di Doom su Windows 95, a girare un celebre video promozionale imbracciando un fucile a pompa.
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