Il mese scorso il mondo videoludico ha fatto la conoscenza di Pickmon, un nuovo survival-crafting basato sulla cattura di mostri che ricorda fin troppo Palworld e, inevitabilmente, vanta delle creature dal design incredibilmente simile a quello di alcuni Pokémon. A dirla tutta, subito dopo l'annuncio sono state mosse al gioco delle fondatissime accuse di plagio. Ora, lo sviluppatore PocketGame (da non confondere con Pocketpair di Palworld) ha annunciato un cambio di titolo.
Considerando le pesanti accuse piovute sul gioco da ogni direzione fin dal suo annuncio, ci si sarebbe potuti aspettare una mossa radicale per prendere le distanze dalle polemiche e cercare un nuovo inizio. Invece, l'unica cosa a essere stata cambiata è l'ultima lettera: il gioco si chiamerà ufficialmente Pickmos.
La lore in bocca
A cosa è stata dovuta la scelta, quindi? A potenziali problemi legali? Ufficialmente no, visto che in un comunicato diffuso su Steam e Twitter, PocketGame ha spiegato che la decisione serve a "meglio allinearsi con l'identità del nostro brand e la nostra lore". Secondo gli sviluppatori, il suffisso "mos" rappresenta "un ecosistema completo" e un "grande Cosmo", e il nuovo nome "trasmette una presenza più potente, fungendo da contenitore migliore per l'avventura fantasy che stiamo costruendo per voi". Curiosamente, il comunicato precisa che le creaturine del gioco continueranno a chiamarsi "Pickmon", rendendo la scelta ancora più singolare e facendo sorgere più di qualche dubbio.
Per quanto riguarda le polemiche e le accuse di plagio, inizialmente lo studio di sviluppo era sembrato conciliante. Rispondendo alle critiche, aveva promesso delle modifiche affermando: "Il nostro team ha ricevuto il tuo feedback e adatteremo quei punti come hai suggerito" e, in risposta a chi gridava al furto, aveva ribadito: "Il nostro Art Director ha ricevuto il tuo feedback. Stiamo lavorando per modificare lo stile artistico ora".
Negli ultimi giorni, però, la strategia di PocketGame è cambiata. Rispondendo alle accuse, il team ha iniziato a pretendere prove formali: "Potresti chiedere al signor Fakemon di fornire la prova dei diritti per i design in questione?". Gli sviluppatori hanno affermato di aver controllato il database dell'ufficio brevetti americano (USPTO) senza trovare alcuna registrazione legata all'artista.
Rivolgendosi poi direttamente al creatore della fan art, lo sviluppatore gli ha "consigliato" di smettere di usare il logo dei Pokémon nei suoi lavori, bollando le informazioni da lui fornite come "insufficienti" e aggiungendo: "In qualità di publisher, non siamo in grado di determinare se ci siano gli estremi per diffamazione o violazione". Insomma, stanno facendo la voce grossa contro un'artista amatoriale che si è ritrovato i suoi personaggi in un videogioco e ora viene minacciato da chi pare averglieli rubati. Insomma, come se già il gioco di suo non fosse frutto di un'operazione grottesca, la situazione si è fatta ancora peggiore.