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Per l'ex direttore creativo di Forza Horizon 5, il Game Pass era una buona idea, ma non ha funzionato

Il modello di Xbox Game Pass non ha raggiunto gli obiettivi fissati da Microsoft e questo, secondo Mike Brown, ex direttore creativo di Forza Horizon 5, avrebbe contribuito alle difficoltà che la divisione Xbox sta affrontando.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   21/07/2026
Un auto di Forza Horizon 5

Mike Brown, ex direttore creativo di Forza Horizon 5 e per anni membro di Playground Games, lo studio britannico di proprietà di Microsoft, ha dato il suo punto di vista sul Game Pass, il servizio in abbonamento di Xbox. Intervistato da MinnMax, Brown ha collegato le difficoltà odierne della divisione Xbox anche alla mancata affermazione del modello economico alla base del servizio in abbonamento.

Una situazione complicata

Secondo Brown, Game Pass rappresentava un'idea valida e orientata ai giocatori, ma non sarebbe riuscito a raggiungere una dimensione sufficiente per risultare sostenibile secondo le aspettative iniziali di Microsoft. Il riferimento è soprattutto alla distanza tra le previsioni sul numero di abbonati e i risultati effettivamente raggiunti: l'azienda avrebbe puntato ad arrivare a circa 77 milioni di iscritti, mentre il dato attuale sarebbe intorno ai 30 milioni.

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"È davvero triste, perché ora vedremo studi chiudere o essere scorporati", ha dichiarato Brown. "Moltissime persone perderanno il lavoro. E tutto questo è, onestamente, il risultato di un'idea ben intenzionata e incentrata sui giocatori come Xbox Game Pass, che però non ha funzionato come avrebbe dovuto. E penso che sia davvero un peccato."

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L'ex dirigente di Playground Games ha spiegato che, con un numero maggiore di abbonati, il servizio avrebbe potuto generare entrate sufficienti per sostenere la produzione continua di nuovi giochi, garantendo così la sopravvivenza degli studi e il lavoro dei team. "Se più persone si fossero abbonate, si sarebbero generati abbastanza soldi e il modello avrebbe funzionato, permettendo agli studi di continuare a esistere e di realizzare altri giochi. Purtroppo, non è andata così", ha aggiunto.

La strategia di Microsoft prevedeva infatti di investire ingenti risorse per costruire un catalogo capace di alimentare costantemente il servizio, anche attraverso l'acquisizione di numerosi studi e publisher. L'idea era creare un ciclo in cui l'arrivo regolare di nuovi contenuti avrebbe attirato nuovi abbonati e convinto quelli esistenti a rimanere nel servizio. Secondo Brown, tuttavia, questo meccanismo non avrebbe prodotto i risultati sperati.

Il tema si inserisce in un dibattito interno a Xbox che va avanti da tempo. Negli ultimi anni sono emerse critiche da parte di alcuni dirigenti e sviluppatori, preoccupati che Game Pass potesse ridurre il valore percepito dei giochi e cannibalizzare le vendite tradizionali. Il giornalista Jason Schreier ha recentemente riferito che all'interno della divisione ci sarebbero dirigenti di studio che "detestano assolutamente Game Pass", ritenendo che il servizio abbia "distrutto il valore dei loro giochi" e contribuito a svalutarli.

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