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Oltre a Muramasa: Revenant Blades, gli altri di giochi di Vanillaware arriveranno su PC se l'editore pagherà le conversioni

In occasione dell'approdo di Muramasa: Revenant Blades su PC, il fondatore di Vanillaware ha spiegato che la volontà di convertire altri titoli c'è, ma i fondi devono essere stanziati dalle case editrici.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   13/06/2026
Muramasa con uno dei personaggi

L'imminente arrivo di Muramasa: Revenant Blades su PC ha riaperto il dibattito sulla possibilità di vedere altri titoli firmati Vanillaware sulla medesima piattaforma, una delle assenze più sentite visto l'arrivo di moltissimi giochi giapponesi sulla piattaforma negli ultimi anni. A fare chiarezza sull'argomento è intervenuto direttamente George Kamitani, fondatore e figura chiave del celebre studio di sviluppo giapponese.

Questione di soldi

Rispondendo a una domanda sul motivo per cui il resto del catalogo Vanillaware non sia ancora disponibile per l'utenza PC, Kamitani ha spiegato che la limitazione non è dovuta a una mancanza di interesse da parte degli sviluppatori. Al contrario, l'autore ha confermato che "[...] voglio assolutamente farlo, ma spetta al publisher finanziare le conversioni".

Muramasa: Revenant Blades
Muramasa: Revenant Blades

La dichiarazione evidenzia come la decisione finale e la copertura dei costi di conversione sfuggano al controllo diretto dello studio di sviluppo, ricadendo sulle società che detengono i diritti di pubblicazione. Di conseguenza, l'arrivo su PC di opere molto apprezzate dalla critica e dal pubblico, come 13 Sentinels: Aegis Rim, Dragon's Crown, Unicorn Overlord o Odin Sphere, rimane subordinato alle valutazioni commerciali degli editori.

Lo studio di Unicorn Overlord ha cambiato uffici, così non subirà più assalti dai turisti occidentali Lo studio di Unicorn Overlord ha cambiato uffici, così non subirà più assalti dai turisti occidentali

Insomma, chi desidera vedere questi titoli su PC dovrebbe "fare rumore", ovvero manifestare concretamente il proprio interesse (in modo educato, sia chiaro), affinché i publisher percepiscano l'esistenza di un mercato sufficientemente ampio da giustificare l'investimento finanziario necessario.

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