L'ipotesi di vedere modelli pubblicitari sempre più simili a quelli delle piattaforme di streaming video continua a far discutere l'industria videoludica. Le recenti dichiarazioni di Matthew Ball, nominato da poco Chief Strategy Officer di Xbox, hanno infatti alimentato nuove speculazioni sull'arrivo di annunci pubblicitari nei giochi, ma il dirigente ha chiarito che le sue parole sono state interpretate in modo inesatto.
Nel corso di un'intervista a The Game Business, Ball era stato invitato a commentare alcune considerazioni espresse prima del suo ingresso in Microsoft, secondo cui la pubblicità potrebbe contribuire a rendere il gaming su PC e console più accessibile dal punto di vista economico. L'idea, spiegava, sarebbe quella di "offrire a chi non può permetterselo, o non sarebbe disposto a provarlo, un modo per avvicinarsi ai nostri franchise".
Falso allarme
Successivamente, però, alcune testate hanno interpretato le sue parole come un'indicazione della volontà di Xbox di introdurre pubblicità direttamente all'interno dei giochi. Ball è quindi intervenuto sui social per smentire questa lettura.
"Questa interpretazione non è corretta", ha scritto. "Nell'intervista mi è stato chiesto un commento che avevo fatto prima di essere assunto in Xbox e ho precisato di essere nel ruolo da appena dieci giorni, quindi non stavo illustrando i piani o le convinzioni dell'azienda. In nessun momento ho parlato di pubblicità all'interno dei giochi."
Le dichiarazioni originali di febbraio facevano infatti riferimento a inserzioni mostrate durante le schermate di pausa, sul modello degli abbonamenti con pubblicità offerti da servizi come Netflix o Disney+, e non a interruzioni durante l'azione di gioco. Secondo Ball, questo potrebbe rappresentare un'alternativa più economica rispetto alle esperienze tradizionali prive di annunci.
"Ritengo che la pubblicità possa essere utilizzata per offrire opzioni più accessibili accanto alle esperienze senza annunci, nella speranza che più persone possano giocare. Un po' come avviene con Netflix o Disney+, che propongono lo stesso catalogo a un prezzo inferiore grazie alla presenza della pubblicità."
Il dirigente ha inoltre precisato quale sia il limite che, a suo giudizio, non dovrebbe essere superato: "Personalmente credo che interrompere l'esperienza di gioco sarebbe una cattiva idea."
Pur ribadendo che le sue opinioni personali non rappresentano la strategia ufficiale di Xbox, le dichiarazioni di Ball hanno inevitabilmente attirato l'attenzione, considerando il ruolo di primo piano che ricopre all'interno dell'azienda. Al momento Microsoft non ha annunciato alcun piano per introdurre forme di pubblicità nei videogiochi, ma il dibattito su nuovi modelli di business per rendere il gaming più accessibile rimane aperto, considerata anche la crisi in cui versa la divisione.
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