Meta sta testando Muse, il suo nuovo agente IA pensato per svolgere diverse attività al posto dell'utente. Attualmente è in corso una fase alpha chiusa e riservata a un numero limitato di utenti. Le sue funzionalità promettono di aiutare nelle attività più ripetitive e quotidiane, ma alcune di esse potrebbero sollevare interrogativi sul fronte della sicurezza e della privacy, soprattutto considerando l'accesso a informazioni particolarmente sensibili. Vediamo meglio come funziona.
Le funzioni di Muse
Secondo un rapporto di Testing Catalog, l'agente ha superato i test interni ed è ora entrato in una nuova fase alpha, chiusa e riservata a un numero ristretto di persone. Agli utenti verrà chiesto di iscriversi a una lista d'attesa o di inserire un codice di invito, prima di poter accedere a Muse. Tra l'altro, all'interno dell'App Store il sito ha trovato uno screenshot che mostra alcune funzionalità di Muse, descritto come un assistente autonomo in grado di svolgere qualsiasi attività direttamente sul dispositivo dell'utente. Prima di continuare con alcuni compiti, tuttavia, è ovviamente necessaria l'approvazione dell'utente, ad esempio prima di inviare un messaggio.
A destare una certa preoccupazione è sicuramente la possibilità di collegarsi con i conti bancari per tenere traccia delle spese o per suggerire di disdire abbonamenti inutilizzati. Non sono stati ancora svelati dettagli specifici in merito, ma è possibile che Muse possa semplicemente utilizzare gli estratti conto ricevuti tramite e-mail.
Inoltre, Muse potrebbe supportare diversi servizi, tra cui proprio Gmail, Google Calendar e alcune app per la salute.
Possibili preoccupazioni
Per quanto le sue potenzialità possano essere interessanti, l'accesso a informazioni sensibili porta diversi interrogativi in termini di privacy e sicurezza, considerando anche la reputazione di Meta in tal senso.
Resta quindi da capire quanto gli utenti saranno disposti a fidarsi di Muse e se Meta sarà in grado di garantire adeguate tutele per proteggere i dati e le informazioni più sensibili degli utenti. Voi che ne pensate? Come sempre, fatecelo sapere nei commenti qui sotto.