L'Unione Europea ha approvato la controversa maxi-acquisizione di Electronic Arts da parte del Fondo d'Investimento pubblico dell'Arabia Saudita, in un'operazione congiunta con Silver Lake e Affinità Partners.
La Commissione Europea ha comunicato la sua decisione attraverso un bollettino ufficiale, nel quale viene riferito che l'operazione ha superato il vaglio dell'Europa dopo una normale procedura di revisione per questa tipologia di operazioni, per la quale non sono stati evidentemente rilevati degli elementi critici.
In sostanza, non ci sono rischi di monopolio o soluzioni che mettano a rischio la concorrenza, nonostante questa sia una delle operazioni più grosse mai registrate nel mercato videoludico e non solo, nonostante si tratti probabilmente della maggiore acquisizione con leva finanziaria da parte di investitori privati.
Un'operazione controversa
Il PIF, ovvero il fondo d'investimento pubblico dell'Arabia Saudita, ha dunque acquisito Electronic Arts per 55 miliardi di dollari, con una soluzione che era stata già approvata dagli azionisti di EA nello scorso dicembre e non dovrebbe incontrare ulteriori ostacoli.
L'acquisizione di EA è stata fortemente criticata su diversi fronti, a partire dalla questione umanitaria e sociale: il PIF è fondamentalmente gestito da Mohammad bin Salman, principe e primo ministro dell'Arabia Saudita, il quale sostiene una politica autoritaria che punta alla limitazione dei diritti umani, oltre ad essere direttamente sospettato dell'uccisione del giornalista dissidente Jamal Khashoggi.
Anche varie organizzazioni sindacali di lavorati nell'ambito videoludico sono contrarie a questa acquisizione, che tuttavia dovrebbe andare avanti, a questo punto.
Considerando la situazione generale dell'industria videoludica, piagata da numerosi licenziamenti e chiusure, attendiamo di vedere quali conseguenze porterà questa operazione.