Yuji Horii, autore della serie Dragon Quest e figura storica dell'industria giapponese, ha espresso delle perplessità sul ruolo sempre più importante assunto dalle dirette streaming nell'ambito videoludico. In un'intervista a Famitsu, Horii ha riflettuto sui cambiamenti nelle abitudini del pubblico e sul fatto che oggi esista una fascia di giocatori interessata a seguire le partite degli altri senza necessariamente cimentarsi in prima persona con i giochi.
I guardoni dei videogiochi
Secondo Horii, il pubblico videoludico si è progressivamente diviso in categorie differenti. Da una parte ci sono i giocatori più appassionati, interessati ad approfondire ogni aspetto dei titoli che acquistano; dall'altra ci sono utenti più casual, che tendono a procedere rapidamente e a cercare esperienze meno impegnative.
"Per quanto riguarda i giocatori più casual, sempre più persone si sono appassionate alle dirette streaming dei videogiochi", ha spiegato Horii. "In passato, guardare continuamente altre persone giocare non era considerato una forma di intrattenimento. Detto questo, anch'io guardavo i miei amici giocare standogli accanto. Ma oggi le dirette streaming sono diventate molto popolari".
Il creatore di Dragon Quest ammette tuttavia di non comprendere completamente il fascino di guardare qualcun altro giocare invece di farlo direttamente, anche quando il protagonista della trasmissione tenta di fare spettacolo. "Un tempo era impensabile che fosse il giocatore a essere divertente e ad attirare fan, anziché il gioco", ha osservato.
Il punto centrale delle sue riflessioni riguarda però il valore dello streaming come strumento promozionale. Le dirette permettono agli sviluppatori di raggiungere un pubblico molto più ampio rispetto al passato, mostrando concretamente il funzionamento dei propri giochi. Horii non è però convinto che questa maggiore esposizione si traduca necessariamente in più vendite.
"È davvero interessante vedere come le persone giocano ai giochi che hai realizzato", ha dichiarato. "Ma non so se funzioni come strumento di marketing. Alcune persone saranno soddisfatte semplicemente guardando la diretta, mentre altre vorranno giocare dopo averla vista. Non ne sono ancora sicuro".
La questione è stata sollevata negli ultimi mesi anche da altri esponenti dell'industria. Naoki Hamaguchi, director di Final Fantasy 7 Remake, aveva infatti osservato che la diffusione degli streamer sta modificando il modo in cui vengono concepiti i videogiochi, sostenendo che gli sviluppatori debbano tenere conto della possibilità che un titolo venga guardato anziché giocato.
Il tema diventa particolarmente rilevante per i giochi narrativi e per i giochi di ruolo, nei quali una diretta può potenzialmente mostrare una parte consistente dell'esperienza. Per Horii, resta quindi aperta la domanda su quale sia il rapporto tra la crescente popolarità dello streaming, il modo in cui il pubblico scopre i videogiochi e la sua effettiva propensione ad acquistarli.