Non è la prima volta che se ne parla e molte figure chiave (e molte analisi commerciali) hanno confermato che è un problema: grandi IP come Final Fantasy e Star Wars stanno faticando ad attirare un nuovo tipo di pubblico. I più giovani, infatti, non sono interessati a serie di questo tipo e i fan storici stanno chiaramente diventando sempre più vecchi.
Lo si vede ad esempio dal fatto che il 77% dei giocatori americani di Final Fantasy 7 Rebirth ha più di 30 anni (il 62% ha più di 35 anni, tra l'altro) e dal fatto che Star Wars The Mandalorian and Grogu non sta ottenendo successo al botteghino quanto sperato (con un -70% nel secondo weekend) poiché il film non sta attirando pubblico "al di là di un gruppo di fan storici che stanno invecchiando", secondo il report di Variety.
Il commento dell'ex Square Enix
In mezzo a tutto questo si inserisce Jacob Navok, ex business director di Square Enix, che citando il report di Variety commenta: "Se non pensate che questo sia lo stesso problema di Square Enix con l'IP di Final Fantasy e l'invecchiamento dei giocatori, siete proprio ingenui."
Navok spiega poi che "i bambini stanno crescendo con i giochi di bassa qualità realizzati con IA su Roblox, nello stesso modo in cui i ventenni sono cresciuti con gli YouTuber. Se non stai crescendo insieme alla generazione attuale, il tuo franchise è morto".
In precedenza, Naoki "Yoshi-P" Yoshida di Square Enix - capo di Final Fantasy 14 - aveva spiegato che i più giovani non hanno modo di "creare una connessione" con Final Fantasy, perché nell'arco di tutta la loro infanzia esce al massimo un nuovo gioco, mentre in passato le pubblicazioni erano più rapide e la serie era una presenza fissa per molti anni.
Ovviamente non è un problema solo di Final Fantasy e di Star Wars, ma una sfida più in generale per i grandi franchise, che devono trovare nuovo pubblico nelle generazioni più giovani, ma al tempo stesso continuare a soddisfare le generazioni più anziane.
Anche i manga stanno perdendo molti lettori in Giappone, soprattutto tra i più giovani, per due motivi.
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