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Ci sono troppi “Personaggi brutti” nei videogiochi? Tim Cain spiega perché

Nel suo ultimo video, Tim Cain ha spiegato perché nei videogiochi ci sono tanti personaggi percepiti come brutti.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   05/05/2026
La protagonista di Fable

Nel suo ultimo video, pubblicato sul suo canale YouTube, il game designer Tim Cain ha provato a rispondere a una domanda ricorrente tra i giocatori: perché molti personaggi nei videogiochi contemporanei vengono percepiti come meno "attraenti" rispetto agli standard tradizionali? Ossia, perché ci sono tanti personaggi visti come brutti? Cain ha subito chiarito di non voler dare spiegazioni politiche, ma ha addotto delle motivazioni logiche a certe scelte.

"Mi piace la varietà"

La risposta, sintetizzata dallo stesso Cain, è in realtà semplice: "Mi piace la varietà. Ecco la risposta". Secondo lo sviluppatore, molti giocatori apprezzano una maggiore diversificazione, soprattutto dopo decenni in cui i protagonisti tendevano a essere molto simili tra loro, in particolare negli sparatutto in prima persona.

Cain ricorda infatti come per anni si sia ironizzato sulla ripetitività dei personaggi principali, spesso costruiti su modelli idealizzati e standardizzati: "Per oltre vent'anni c'è stata una battuta ricorrente: i protagonisti degli sparatutto si assomigliano tutti". In questo contesto, la presenza di personaggi meno aderenti a canoni estetici tradizionali rappresenta, a suo avviso, un tentativo di diversificazione.

Il padre di Fallout: "Oggi i giocatori si fanno dire dagli influencer cosa devono pensare dei videogiochi". Il padre di Fallout: Oggi i giocatori si fanno dire dagli influencer cosa devono pensare dei videogiochi.

L'autore invita anche a ribaltare la prospettiva della domanda: "Perché ti dà fastidio vedere personaggi che non sono idealizzati?". Secondo lui, in un mercato spesso criticato per la troppa somiglianza tra i giochi, lamentarsi della varietà estetica rischia di apparire contraddittorio.

Un altro punto centrale riguarda la soggettività del concetto di bellezza. Cain sottolinea come anche criteri apparentemente oggettivi, come simmetria e proporzioni, non siano universalmente condivisi: "Quello che si considera bello è diverso per ogni persona".

A supporto di questa idea, cita la propria esperienza nello sviluppo di Arcanum: Of Steamworks and Magick Obscura, dove la "bellezza" era trattata come una statistica di gioco oggettiva all'interno del mondo narrativo. Tuttavia, ai giocatori veniva comunque lasciata libertà di interpretazione nella scelta dell'aspetto del personaggio: "Abbiamo inserito molti ritratti senza classificarli: spettava al giocatore decidere cosa fosse bello".

Infine, Cain ricorre a un aneddoto personale per chiarire il concetto: di fronte a una confezione assortita di frutta ricoperta di cioccolato, una collega spiegò la propria scelta con una frase semplice: "Mi piace la varietà". Un principio che, secondo lui, si applica anche al design dei videogiochi.

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