Le azioni di Nintendo continuano a scendere e hanno registrato il calo più marcato dell'ultimo mese per via dei timori legati all'aumento dei costi logistici per le console dirette in Europa a causa della crisi in Medio Oriente.
Come probabilmente saprete, infatti, dopo gli attacchi portati da Stati Uniti e Israele contro l'Iran, i ribelli Houthi hanno minacciato di riprendere l'offensiva contro le navi mercantili nel Mar Rosso e dunque le principali compagnie di trasporto container stanno evitando il Canale di Suez, optando per rotte differenti.
Queste scelte comportano tuttavia un allungamento dei tempi di consegna e Nintendo figura tra le aziende colpite, visto che fa ampio affidamento sul trasporto marittimo per distribuire Nintendo Switch 2 dai centri di assemblaggio in Asia ai mercati che si trovano in Europa e negli Stati Uniti.
Nella giornata di oggi il titolo Nintendo ha perso fino al 4,7% e lo stesso è accaduto a Sony, che ha registrato un calo del 3% per i medesimi motivi: la speranza è che la crisi rientri rapidamente, o potrebbero esserci conseguenze concrete a livello distributivo.
La generazione più sfortunata di sempre?
Come certamente ricorderete, l'attuale generazione di console ha fatto il proprio debutto in concomitanza con la crisi dei semiconduttori, mentre in questi mesi a preoccupare è soprattutto l'aumento di prezzo della RAM. Insomma, la questione mediorientale non è che l'ennesima sciagura di un'industria messa sempre più alle strette.
"Mentre gli investitori valutano l'impatto più ampio della situazione iraniana sul settore tecnologico, le console da gioco attireranno particolare attenzione, perché la gestione dei costi di spedizione è cruciale, dati i margini di profitto molto sottili sull'hardware", ha dichiarato Hideki Yasuda, analista di Toyo Securities.
Il nodo centrale è proprio questo: le console vengono spesso vendute con margini ridotti, compensati poi dalla vendita di software e servizi. Un aumento dei costi di trasporto potrebbe quindi incidere in modo significativo sulla redditività.
A quanto pare alcuni azionisti intendono vendere quote per un valore che potrebbe raggiungere i 285,7 miliardi di yen (circa 1,9 miliardi di dollari): per mitigare l'impatto di una simile eventualità, Nintendo ha già annunciato un piano di riacquisto delle proprie azioni fino a 100 miliardi di yen.