L'introduzione degli store alternativi su iOS, prevista dal Digital Markets Act europeo, avrebbe dovuto segnare un cambiamento epocale per la distribuzione delle app sugli iPhone. La possibilità di scaricare software al di fuori dell'App Store ufficiale è stata accolta come un passo verso una maggiore libertà per utenti e sviluppatori. Il recente caso che ha coinvolto iTorrent dimostra però che il controllo di Apple resta significativo, anche oltre i confini del suo marketplace principale.
iTorrent è un client di torrent per iPhone che era stato reso disponibile su AltStore PAL, uno dei primi store alternativi nati in Europa. La sua permanenza, però, è durata poco: l'app è stata rimossa dopo che Apple ha revocato i diritti di distribuzione del suo sviluppatore, Daniil Vinogradov.
Cos'è successo ad iTorrent
Secondo quanto riportato dallo sviluppatore a TorrentFreak, Apple ha impedito la possibilità di distribuire l'app su qualunque marketplace alternativo, non limitandosi quindi a un singolo canale. Vinogradov ha spiegato che la rimozione è avvenuta senza preavviso e che l'intero account di sviluppo è stato bloccato a livello di distribuzione.
Questo episodio ha alimentato sospetti iniziali che la motivazione fosse legata al tipo di applicazione - un client torrent - tradizionalmente bandito dall'App Store ufficiale. Tuttavia, la posizione di Apple racconta una versione diversa. In una dichiarazione rilasciata a The Verge, un portavoce dell'azienda ha affermato che la revoca è dovuta a questioni legate alle normative sulle sanzioni internazionali. Secondo Cupertino, la rimozione dell'app è stata necessaria per rispettare regole imposte da diversi ordinamenti giuridici, e la decisione è stata comunicata direttamente allo sviluppatore. La questione quindi sembrerebbe riguardare vincoli geopolitici e legali.
Il contesto europeo aggiunge ulteriore complessità alla vicenda. Con l'entrata in vigore del Digital Markets Act, Apple è stata costretta ad aprire i propri dispositivi a canali di distribuzione di terze parti. L'intento della normativa è garantire maggiore concorrenza e libertà di scelta, riducendo il potere delle grandi piattaforme. Casi come quello di iTorrent mostrano tuttavia come Apple mantenga ancora strumenti decisivi di controllo, in particolare attraverso la gestione degli account degli sviluppatori.
Sul fronte degli sviluppatori, questa situazione evidenzia un rischio importante. Se la revoca dei diritti di distribuzione può avvenire non solo per violazioni delle policy interne, ma anche per questioni legate a normative internazionali, l'incertezza diventa elevata. Per chi investe tempo e risorse nello sviluppo di applicazioni, l'impossibilità di garantire una distribuzione stabile rappresenta un ostacolo non trascurabile. Per gli utenti, invece, resta il dubbio sul reale margine di libertà offerto dai nuovi canali di download.
E voi che posizione avete su questa vicenda?